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Attualità | 13 ottobre 2026, 06:15

A Borbore il centro Pin Bevione riparte come spazio aperto al territorio: "Non è più il vecchio centro diurno"

Dopo la ristrutturazione curata da Banca d'Alba, gli spazi vengono utilizzati dal Consorzio Socio Assistenziale per attività educative e sociali nel Roero. Bordone: "Un'opportunità importante, anche per costruire i nuovi progetti di vita individualizzati"

Il momento della presentazione del centro  Pin Bevione, recentemente restaurato

Il momento della presentazione del centro Pin Bevione, recentemente restaurato

Non più un luogo pensato soltanto per accogliere persone con disabilità, ma un centro servizi aperto al territorio, nel quale far incontrare attività educative, inclusione, autonomia, famiglie e comunità. È la nuova veste del centro Pin Bevione di Borbore di Vezza d'Alba, recentemente reinaugurato dopo la ristrutturazione dei locali curata da Banca d'Alba.

Gli spazi sono di proprietà della banca e sono intitolati a Giuseppe "Pin" Bevione, che aveva lasciato lo spazio all'istituto per un'attività sociale. L'intervento ha interessato gli impianti e gli arredi, con l'installazione anche del raffrescamento e il riallestimento degli ambienti.

"La cosa importante di quel centro è soprattutto il fatto che non è più il vecchio centro diurno, chiuso e pensato appositamente per le persone con disabilità – spiega Gianfranco Bordone, presidente del Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero. – È un centro di servizi aperto al territorio, utilizzato per molte iniziative diverse con persone con disabilità e aperto anche alla collaborazione con il territorio".

Una trasformazione che passa anche dalle caratteristiche concrete degli spazi. Il centro dispone di strumenti di comunicazione aumentativa alternativa, con segnaletica e modalità interattive pensate per facilitare l'orientamento e la comunicazione delle persone che incontrano difficoltà, comprese quelle con problematiche dello spettro autistico.

Sono inoltre presenti due serre, con bancali accessibili anche alle persone in carrozzina, e un piccolo frutteto. Dal centro prendono avvio anche attività sul territorio, tra le quali interventi di manutenzione degli spazi verdi e degli arredi urbani.

"È uno spazio aperto anche alle famiglie – prosegue Bordone –, dove vengono realizzate iniziative che mettono in comunicazione le persone con disabilità, individualmente o in gruppo, con il territorio, con la possibilità di acquistare gradualmente una maggiore autonomia nella propria vita".

Il Consorzio Socio Assistenziale utilizza il Pin Bevione anche come sede degli operatori di zona del Roero. Il centro rappresenta così un punto di riferimento per attività educative rivolte a ragazze e ragazzi, ascolto sociale, interventi con adulti con disabilità e persone nello spettro autistico, oltre agli inserimenti lavorativi e ai percorsi di avvicinamento al lavoro.

Non c'è dunque una singola nuova iniziativa legata alla riapertura, ma uno spazio rinnovato dal quale prendono avvio e trovano supporto le diverse attività già portate avanti sul territorio.

Tra gli ambienti interni c'è anche uno "spazio morbido", attrezzato con pouf e cuscini e utilizzato per attività di psicomotricità e per gestire momenti di maggiore tensione.

"È veramente un centro servizi importante, che riprende nuova vita grazie alla ristrutturazione sostenuta da Banca d’Alba – sottolinea Bordone. – Adesso gli spazi sono usufruibili a 360 gradi, con impianti e arredi nuovi. È un'opportunità importante non solo per Vezza, ma per tutti i Comuni del Roero".

Il Pin Bevione avrà inoltre un ruolo nel lavoro sui progetti di vita individualizzati, al centro della nuova impostazione con cui i servizi saranno chiamati ad affrontare il tema della disabilità.

"Sicuramente sarà uno spazio molto importante che il Consorzio utilizzerà per ragionare sui progetti di vita individualizzati – conclude Bordone –, la nuova modalità con cui si lavorerà sul tema della disabilità sia a livello sanitario sia a livello sociale".

d.v.

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