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Cronaca | 11 ottobre 2026, 17:48

Mondo Acqua, assolto l'imprenditore informatico Paolo Borello: "Il fatto non costituisce reato"

Esce a testa alta dal processo, l'unico imputato ad aver rinunciato alla prescrizione per ottenere una pronuncia nel merito, poi assolto. Al centro del procedimento l’affidamento di servizi informatici alla società S.Info di Orbassano nel 2016

Il tribunale di Cuneo

Il tribunale di Cuneo

Si è concluso con un’assoluzione nel merito il processo a carico di Paolo Borello, l'imprenditore informatico e responsabile commerciale della società S.Info di Orbassano, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti di Mondo Acqua Spa. Il tribunale di Cuneo ha pronunciato l’assoluzione perché "il fatto non costituisce reato", accogliendo la richiesta della difesa.

Borello era l’unico imputato ad aver rinunciato alla prescrizione, scegliendo di affrontare il processo fino alla sentenza pur di ottenere una pronuncia nel merito. Gli altri coinvolti nella vicenda giudiziaria, relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti tra il 2016 e il 2018, erano usciti dal procedimento per intervenuta prescrizione.

Il filone che riguardava Borello era quello relativo ai rapporti tra Mondo Acqua, la società che gestisce il servizio idrico integrato a Mondovì e in altri Comuni del Monregalese, e S.Info, fornitrice di servizi informatici. Secondo la ricostruzione accusatoria, la procedura di affidamento avrebbe presentato anomalie, nell’ambito di una gestione degli appalti che la Procura aveva descritto come caratterizzata da irregolarità e scarso rispetto delle regole.

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero aveva sottolineato come i contatti tra le due realtà fossero iniziati prima dell’avvio della procedura di gara e come le relazioni tecniche elaborate da Borello fossero state rinvenute nel computer utilizzato dall'ingegnere (che aveva già defintio la sua poszione processuale ndr). Per l’accusa, restava da chiarire se la successiva gara fosse stata una simulazione per arrivare a un affidamento già deciso oppure se si fosse trattato di un’irregolarità maturata durante la procedura.

Il pm aveva evidenziato alcuni elementi ritenuti sospetti, tra cui le analogie tra il bando di gara e il progetto tecnico, ma aveva riconosciuto anche la presenza di dubbi sul coinvolgimento consapevole di Borello. "Se fossero stati tutti d’accordo fin dall’inizio non avrei dubbi sulla colpevolezza di Borello, tuttavia il dubbio resta", aveva affermato, chiedendo infine l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Martinetti, ha sostenuto che il proprio assistito si fosse inizialmente mosso nell’ambito di una normale trattativa commerciale, senza la consapevolezza di dover partecipare a una procedura pubblica. Secondo il legale, la necessità di indire una gara sarebbe emersa soltanto in un secondo momento, quando Borello era già stato coinvolto nella predisposizione delle relazioni tecniche.

Un passaggio ritenuto significativo dalla difesa riguarda proprio la condotta del tecnico dopo aver appreso della necessità di una gara: Borello avrebbe chiesto alla società di predisporre un’offerta per il lavoro già svolto, senza che fossero poi pervenute altre proposte. Per l’avvocato Martinetti, l’assenza di una competizione effettiva impediva di ravvisare una turbativa della libertà di scelta del contraente.

Il difensore ha inoltre contestato che Mondo Acqua potesse essere considerata, all’epoca dei fatti, un organismo di diritto pubblico soggetto alla disciplina degli appalti, richiamando la natura pubblico-privata della società, l’operatività in un mercato concorrenziale e l’assunzione del rischio d’impresa. 

CharB.

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