"L'acciaio non è un comparto come tanti. È la base della nostra manifattura, delle infrastrutture, della meccanica, dell'automotive, della cantieristica, della difesa. Un Paese che rinuncia a produrre acciaio rinuncia a una parte della propria sovranità. E un'Europa che rinuncia alle proprie industrie strategiche si condanna a dipendere da produzioni estere, spesso con standard ambientali e sociali inesistenti". Così Giorgio Maria Bergesio, senatore della Lega e vicepresidente della commissione Attività produttive, intervenendo in Aula sul Decreto Ex Ilva.
"Per questo il Decreto Ex Ilva è un provvedimento importante e necessario. Interviene sulle garanzie finanziarie per la gestione dei rifiuti e delle discariche delle imprese in amministrazione straordinaria: prevedere garanzie annuali anziché pluriennali evita un eccessivo immobilizzo di risorse proprio quando serve liquidità per garantire la continuità produttiva, chiosa Bergesio".
"Come Lega abbiamo voluto rafforzarlo. Con il nostro emendamento proponiamo di eliminare il riferimento alla strategicità dell'impianto, estendendo la norma a tutte le imprese in amministrazione straordinaria. La difficoltà finanziaria non cambia in base all'etichetta giuridica di uno stabilimento: se una misura è utile, va applicata in modo più ampio ed efficace.
Questo però è un punto di partenza, non basta da solo. Non possiamo affrontare una crisi di queste dimensioni solo con misure emergenziali. Serve una vera strategia nazionale dell'acciaio e non possiamo ridurre tutto alla sola Taranto. Dobbiamo parlare di Genova Cornigliano, di Novi Ligure, di Racconigi e di tutti i siti collegati. In particolare il Piemonte, con Novi Ligure e Racconigi, non può essere considerato periferico: lì ci sono lavoratori, famiglie, competenze e un patrimonio industriale che non possiamo disperdere. E dietro i grandi stabilimenti c'è l'indotto: PMI, manutentori, trasportatori, logistica. Salvare gli impianti e lasciare morire l'indotto significherebbe salvare solo una parte del problema. Servono tutela dei crediti, sostegno alla liquidità e certezza dei pagamenti.
"Infine il tema europeo: il Green Deal applicato in modo ideologico rischia di indebolire le imprese europee e spostare le produzioni fuori dall'UE. Non possiamo chiudere le nostre fabbriche e poi importare acciaio prodotto altrove con più emissioni. Non è transizione, è deindustrializzazione. Noi vogliamo investire in decarbonizzazione, forni elettrici e innovazione, ma mantenendo la produzione in Italia. Senza acciaio non c'è industria, senza industria non c'è autonomia, conclude Bergesio, senza autonomia non c'è sovranità. Difendere la siderurgia significa difendere lavoro, territori e interesse nazionale. Per questo sosteniamo il decreto e chiediamo ulteriori misure di sostegno".














