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Cronaca | 07 ottobre 2026, 09:21

Maxi frode carosello sull'Iva da 100 milioni: 18 misure cautelari ed eseguito un sequestro da 25 milioni

Operazione congiunta della Guardia di Finanza di Torino e Ancona coordinata dalla Procura Europea. Sventata un'associazione a delinquere nel settore delle materie plastiche con ramificazioni in Italia e all'estero

Maxi frode carosello sull'Iva da 100 milioni: 18 misure cautelari ed eseguito un sequestro da 25 milioni

Una gigantesca frode fiscale transnazionale da 100 milioni di euro nel settore del commercio dei polimeri plastici e delle calzature è stata scoperta dalla Guardia di Finanza. L'operazione, coordinata dall'ufficio di Torino della Eppo (Procura Europea), ha visto impegnati oltre 140 militari dei nuclei di polizia economico-finanziaria di Torino e Ancona, con il supporto di reparti operativi distribuiti tra Piemonte, Marche, Lazio, Veneto, Lombardia, Puglia e Calabria.

Nella giornata di ieri, martedì 6 ottobre i finanzieri hanno dato esecuzione a un'ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino nei confronti di 18 indagati.

Il provvedimento ha disposto undici misure di custodia cautelare, di cui otto in carcere e tre agli arresti domiciliari, e sette provvedimenti interdittivi che prevedono il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per circa 25 milioni di euro a carico di 23 persone fisiche e 16 imprese.

L'organizzazione criminale, con base operativa nelle Marche e diramazioni sul territorio nazionale e all'estero, utilizzava una rete di società cartiere e filtro intestate a prestanome in Italia, Austria, Bulgaria, Romania, Ungheria e Repubblica Ceca. Attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti tra il 2018 e il 2022 per un valore totale di circa 100 milioni di euro, il sistema permetteva ai clienti finali di detrarre indebitamente l'Iva. In molti casi la merce viaggiava fisicamente da Gorizia verso le località austriache di Furnitz o Villach ed emetteva fatture verso società dell'Est Europa a cui la merce non veniva mai spedita, facendo pervenire ai compratori finali sempre la stessa partita di materiale con identico confezionamento.

L'indagine conta complessivamente 56 persone indagate e coinvolge 34 aziende nazionali e otto società estere. I proventi dell'evasione servivano a remunerare i componenti della struttura e a rimborsare un circuito di finanziatori esterni che fornivano ingenti prestiti per alimentare i pagamenti circolari. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all'eventuale condanna definitiva.

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