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Attualità | 07 ottobre 2026, 06:08

Siccità in peggioramento, nel Cuneese più critica nel breve periodo. Settembre è stato il più caldo degli ultimi 70 anni

Sono state registrate piogge inferiori alla media, in particolare nella Granda il deficit maggiore è stato registrato nell'area dello Stura di Demonte, mentre la portata d'acqua del Varaita a Polonghera è diminuito del 59%

Siccità in peggioramento, nel Cuneese più critica nel breve periodo. Settembre è stato il più caldo degli ultimi 70 anni

L’indice di siccità sintetico relativo al mese di settembre 2026 evidenzia come in Piemonte si siano accentuate le condizioni di scarsità idrica rispetto al mese di agosto, con un livello almeno moderato su tutta la regione che tocca punte severe sui bacini settentrionali. 

Nel dettaglio, le precipitazioni medie registrate a settembre sul bacino del Po sono state di circa 35 mm, sul bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino, con un deficit del 66% rispetto alla media mensile storica, uno dei 10 più secchi degli ultimi 70 anni. Tutte le piogge si sono concentrate principalmente nella prima metà del mese, mentre le ultime due settimane sono risultate particolarmente asciutte. Sono state registrate piogge inferiori alla media su tutta la regione, in particolare le aree della regione che hanno registrato i deficit maggiori sono quelle settentrionali di Toce e Sesia e quelle occidentali di Orco e Stura di Demonte (circa -80%).  

Le temperature registrate a settembre sono state di oltre 3.5°C sopra la norma, facendo sì che questo sia il settembre più caldo degli ultimi 70 anni, superando quello del 1987 e, in tempi più recenti, il 2023. 

Per quanto riguarda gli indici SPI (anomalia di pioggia standardizzata) e SPEI (anomalia di pioggia ed evapotraspirazione standardizzata) si evidenzia come alle scale temporale di 1 e 3 mesi vi siano condizioni di siccità lieve diffusa, con picchi più severi sul Cuneese. Alle scale temporali di 6 e 12 mesi, si evidenziano condizioni di siccità moderata o severa su tutto il territorio regionale, con valori estremi sulla porzione settentrionale e sul bacino della Dora Baltea.

Nel Cuneese in sostanza sta piovendo meno del normale e il deficit di acqua si sta accumulando nel tempo. E' generalmente lieve fino a diventare più significativo rispetto alla situazione di breve periodo, nella fascia temporale tra 1 e 3 mesi ci sono le situazioni più critiche del Piemonte. In quella dei 6-12 mesi il problema diventa più serio perché si guarda a un periodo più lungo. La regione presenta condizioni di siccità moderata o severa. Quindi non si tratta soltanto di qualche settimana asciutta: il territorio sta accumulando un deficit di acqua rispetto alla normalità.

La differenza tra i due indicatori è importante l'SPI guarda sostanzialmente a quanta pioggia è caduta rispetto a quella normalmente attesa, mentre lo SPEI considera anche quanta acqua viene persa attraverso l'evapotraspirazione, cioè l'acqua che torna nell'atmosfera per effetto di temperatura, sole, vento e vegetazione. Per questo è particolarmente utile per capire lo stress idrico reale.

Le risorse idriche superficiali stoccate negli invasi e nel Lago Maggiore sono complessivamente inferiori alla media del periodo (-49%), in particolare gli scarti maggiori sono localizzati nelle aree occidentali e orientali della regione.

Le portate dei corsi d’acqua sono in calo rispetto al mese precedente in quasi tutto il Piemonte. Le diminuzioni più marcate si registrano sul Sesia a Palestro (-61%), sul Varaita a Polonghera (-59%) e sul Tanaro a Montecastello (-56%). Anche il Po a Isola Sant’Antonio mostra una portata inferiore alla media del periodo, con un deficit del 49%.

Per le acque sotterranee, i livelli della falda superficiale risultano generalmente con una soggiacenza superiore alla media storica e, in molti casi, particolarmente elevati rispetto ai valori normalmente osservati. Fanno eccezione alcune stazioni dell’Alessandrino e della pianura vercellese. Rispetto al mese precedente, i livelli rimangono sostanzialmente stabili. Più critica la situazione delle sorgenti monitorate, che mostrano valori generalmente molto inferiori alla norma.

Con il mese di settembre si chiude l’anno idrologico, con una precipitazione media cumulata di circa 786 mm sul bacino del Po chiuso a Ponte Becca, che rappresenta uno scarto negativo di precipitazione del 26% rispetto alla norma (1991-2020). I quantitativi maggiori di precipitazione sono stati registrati sui bacini settentrionali di Sesia, Toce e Ticino e nell’area appenninica al confine con la Liguria. Il deficit di precipitazione è stato superiore al 25% nell’area settentrionale e occidentale della regione, con picchi di -40% nei bacini di Toce e Sesia, mentre nelle aree meridionali e sud-occidentali del Piemonte il deficit è stato più contenuto, con valori compresi tra il -20% e il -10%. 

Redazione

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