Meno giovani, più inattivi, talenti che emigrano. È la tripla emergenza che rischia di indebolire il futuro dell’Italia. Entro il 2050 il nostro Paese avrà 1,7 milioni di giovani under 35 in meno, mentre negli ultimi dieci anni sono espatriati 170mila giovani laureati. Oggi, inoltre, sono 1,526 milioni i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni, pari al 24,7% della popolazione di questa fascia d’età.
Sono i dati presentati da Confartigianato in occasione della Convention annuale dei Giovani Imprenditori, svoltasi il 6 ottobre a Roma. Numeri che fotografano gli effetti della “glaciazione demografica” e il rischio che questa si trasformi in una vera e propria crisi di competenze e capacità imprenditoriale. L’Italia avrà meno giovani e, al tempo stesso, rischia di perdere proprio quelli con i livelli di qualificazione più elevati.

Alla Convention ha partecipato anche una delegazione del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Cuneo. Guidati dal presidente del Movimento, Simone Bongiovanni, hanno preso parte al summit Paolo Michelis, vicepresidente e delegato della zona di Ceva; Alessio Giordanengo, delegato della zona di Cuneo e componente della Giunta nazionale del Movimento; Umberto Brignone, uditore della zona di Dronero; Ilaria Allasina, uditrice della zona di Cuneo. La delegazione era inoltre accompagnata dal past vicepresidente del Movimento Luca Fiorentino, attualmente presidente di FabLab Cuneo.
Secondo le rilevazioni di Confartigianato, tra il 2025 e il 2050 i giovani in età lavorativa diminuiranno del 18,8%, con un calo del 13% al Centro-Nord e del 29,8% nel Mezzogiorno, dove verranno a mancare 953mila giovani under 35.
A rendere ancora più critica la situazione è la difficoltà di trasformare il potenziale delle nuove generazioni in una reale partecipazione al mercato del lavoro. Nel 2025 il tasso di occupazione degli under 35 in Italia è stato del 43,9%, contro il 60,2% della media dell’Unione europea: il valore più basso tra i Paesi Ue. Nella fascia tra i 25 e i 34 anni gli inattivi sono 1,526 milioni. Tra loro, 406mila sono laureati, di cui 244mila donne. Anche sotto questo profilo l’Italia registra il dato peggiore in Europa. A ciò si aggiunge il fenomeno della fuga dei talenti. Tra il 2016 e il 2025, 170mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia, mentre ne sono rientrati 53mila. Il saldo netto resta dunque negativo per 117mila giovani laureati, una perdita media di circa 32 talenti al giorno.
È da questo scenario che nasce il Manifesto “Generazione Artigiana”, presentato a Roma dai Giovani Imprenditori di Confartigianato. Un documento di impegni che punta a restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere e costruire il proprio futuro nei territori di appartenenza attraverso formazione, lavoro, innovazione e impresa.
Alle proposte dei Giovani Imprenditori di Confartigianato risponde il Ministero dell’Istruzione e del Merito con un Protocollo d’intesa sottoscritto in occasione della Convention dal ministro Giuseppe Valditara e dal presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli.
L’obiettivo è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e mondo delle imprese artigiane e delle PMI, attraverso il potenziamento della formazione scuola-lavoro, dell’orientamento, delle attività laboratoriali e delle esperienze dirette in azienda.

«Noi riteniamo – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che gli imprenditori e gli artigiani debbano poter entrare nelle scuole per far capire la bellezza e l’importanza sociale di quello che fanno. Devono essere gli alfieri, gli ambasciatori di una grande impresa del Made in Italy, di un’impresa che sa creare benessere e prosperità. Penso che questo Protocollo ci aiuti parecchio, aiuti i nostri giovani a fare scelte adeguate di carriera professionale e di futuro. Dobbiamo far conoscere alle famiglie le potenzialità straordinarie che il mondo dell’artigianato offre».
«Con il Manifesto “Generazione Artigiana” – ha sottolineato il presidente dei Giovani Imprenditori Simone Bongiovanni – diciamo al Paese che noi ci siamo, che sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma che ogni giorno cerchiamo di affrontarle. Abbiamo individuato alcuni pilastri che rappresentano i nostri valori: la comunità, l’innovazione, la responsabilità, la passione, la restanza, la capacità di vivere e operare nei nostri territori restando al tempo stesso cittadini del mondo. Nel farlo, ci siamo assunti la responsabilità di impegni misurabili e reali, perché siamo anche la generazione che vuole concretezza, che ritiene che il futuro sia oggi e che vuole costruirlo insieme».
«Il Protocollo d’intesa tra Confartigianato e il Ministero dell’Istruzione e del Merito – ha aggiunto Bongiovanni – è molto significativo perché rappresenta un atto concreto attraverso il quale la nostra Confederazione va incontro alle nuove generazioni, raccontando la bellezza del lavoro artigiano e del fare impresa con una comunicazione positiva, capace di far riscoprire la passione per il nostro lavoro e di aiutare i giovani a scegliere consapevolmente di rimanere in Italia per realizzare qualcosa di bello».
Il Protocollo dedica particolare attenzione agli Istituti tecnici e professionali, alla filiera tecnologico-professionale 4+2 e agli ITS Academy, con l’obiettivo di sviluppare competenze coerenti con le trasformazioni del mercato del lavoro: tecniche, digitali, green e trasversali.
Un ruolo centrale viene affidato anche agli imprenditori, chiamati a partecipare direttamente alle attività di orientamento, per consentire agli studenti di conoscere più da vicino mestieri, professioni e opportunità occupazionali presenti nei territori.
La collaborazione territoriale tra gli Uffici scolastici e le associazioni di Confartigianato dovrà favorire nuove partnership tra scuole e imprese e ampliare le opportunità di formazione scuola-lavoro, tirocini, stage e apprendistato duale.
Tra gli strumenti previsti figurano inoltre la valorizzazione del maestro artigiano e della bottega-scuola, la raccolta e la diffusione delle buone pratiche e iniziative di orientamento rivolte sia agli studenti della scuola secondaria di primo grado sia a quelli dell’ultimo anno delle scuole superiori.
Confartigianato metterà inoltre a disposizione competenze e professionalità per eventuali attività di docenza esterna nella filiera tecnologico-professionale e rafforzerà il rapporto con le Fondazioni ITS Academy.
Il Protocollo punta, infine, a collegare maggiormente il sistema scolastico con l’ecosistema dell’innovazione, mettendo in rete ITS Academy, università, centri di ricerca, incubatori, acceleratori, startup e imprese.
















