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Attualità | 29 settembre 2026, 07:51

Lions Club Bra Host e il piacere della scoperta con l'ingegnere Guido Gay

Grande partecipazione per una serata che ha intrecciato archeologia, storia e cultura mediterranea

Guido Gay con Silvia Gullino

Guido Gay con Silvia Gullino

Il piacere di scoprire e condividere: concetti chiave di un sapere che non può restare nascosto. Ne è convinto Guido Gay, super ospite del Lions Club Bra Host il 24 settembre scorso, presso la Porta delle Langhe, a Cherasco.

Da sempre appassionato di esplorazione e viaggi, l'ingegnere originario di Pinerolo, che ha fatto del ritrovamento della corazzata Roma il suo marchio, ha esplorato i grandi misteri dell'antichità e della modernità come in una travolgente avventura, ricca di incredibili racconti. 

Nelle sue imprese, non ha contato su grandi mezzi e risorse. Però, ed è questo il suo punto di forza, ha raggiunto risultati che molti altri non hanno neppure sognato: riuscendo a trasformare la curiosità in esperienza concreta.

Alla platea dei soci ha svelato, grazie anche alle immagini proiettate su uno schermo, i segreti del Mar Mediterraneo che ancora oggi non cessa di stupire per la sua inesauribile ricchezza.

Il presidente Silvia Gullino, nel ringraziare il relatore per il prezioso intervento, ha ribadito l'impegno del Club Lions a promuovere iniziative che favoriscano la coesione sociale e l'arricchimento culturale, in linea con i valori fondamentali del lionismo.

Curiosità, interesse, partecipazione e un lungo applauso hanno sancito il successo della serata.

Un po' di biografia

Guido Gay è ingegnere, inventore, imprenditore, esploratore ed è nato a Pinerolo.

Laureatosi al Politecnico di Milano, ha iniziato a sviluppare tecnologie per le profondità marine negli anni '70.

È noto per aver progettato e costruito i robot subacquei filoguidati della serie Pluto, utilizzati da diverse marine militari sia per la caccia alle mine sia nell'industria petrolifera e capaci di operare fino a 4.000 metri di profondità.

A bordo del suo catamarano Daedalus, ha trasformato la sua passione per il mare in una missione di esplorazione, utilizzando l'imbarcazione come piattaforma per i suoi robot.

Tra i suoi successi più celebri, si annovera il ritrovamento, nel 2012, del relitto della Corazzata Roma, l'orgoglio della Marina Militare Italiana affondata il 9 settembre 1943, a oltre 1.000 metri di profondità al largo della Sardegna. Ha poi individuato altri importanti relitti moderni come il transatlantico Transylvania e il piroscafo Principe Umberto.

Dedicatosi anche all'archeologia subacquea, ha scoperto e segnalato alle autorità oltre 45 siti archeologici di epoca greco-romana, contribuendo in modo significativo alla mappatura delle antiche rotte nautiche commerciali nel Mediterraneo.

Per i suoi contributi ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d'Argento al Merito di Marina nel 2012.

redazione

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