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Sport | 28 settembre 2026, 17:35

Dario Ferrante, 100 chilometri oltre il limite: la corsa, la testa e una vita costruita passo dopo passo [VIDEO INTERVISTA]

Campione nell'ultramaratona e odontoiatra: a Cuneo Dario Ferrante ha trovato nello studio Reverdito e Allemano un ambiente che sostiene il suo percorso, permettendogli di conciliare professione, allenamenti e gare

Cento chilometri non sono soltanto una distanza. Sono una prova di pazienza, lucidità, resistenza e carattere. E per affrontarla servono gambe, allenamento, ma soprattutto una testa capace di andare avanti quando il corpo comincia a presentare il conto. 
Lo sa bene Dario Ferrante, giovanissimo atleta di Pantelleria che tra poco compirà 27 anni e che, accanto a una carriera già avviata come odontoiatra, sta costruendo un percorso di primo piano nell'ultramaratona.

L'ultima pagina importante l'ha scritta ad Ames, in Galizia, ai Campionati Mondiali della 100 km. Ferrante ha chiuso al 15° posto assoluto, primo degli italiani al traguardo, facendo segnare il proprio nuovo primato personale in 6 ore, 37 minuti e 16 secondi. Un risultato che ha contribuito anche al quarto posto dell'Italia nella classifica a squadre maschile.

Ma dietro quei numeri c'è una gara tutt'altro che semplice.

Dario racconta di aver dovuto fare i conti con problemi intestinali già nei primi 30 chilometri, arrivando a fermarsi più volte. In una 100 km, quando il corpo comincia a mandare segnali così forti, la gara potrebbe cambiare completamente volto. È proprio lì, però, che entra in gioco la testa.

I sacrifici fatti durante gli allenamenti, la consapevolezza di essere lì con la maglia della Nazionale, l'orgoglio e la voglia di non mollare. Chilometro dopo chilometro, Ferrante è riuscito a rimettersi in carreggiata e a portare a termine una gara che, dopo una partenza complicata, ha poi preso la direzione giusta.

Ma cosa significa davvero correre per 100 chilometri? E cosa succede nella testa di un atleta quando il fisico comincia a chiedere di fermarsi?

Sono alcune delle domande al centro della nostra video intervista, nella quale Dario racconta anche perché abbia scelto proprio l'ultramaratona e quella distanza apparentemente impossibile. La risposta, in fondo, sta tutta nella sua idea di limite: non una linea da raggiungere, ma qualcosa da spostare continuamente un po' più avanti.

E poi c'è Cuneo.

Dario è arrivato nel capoluogo della Granda dopo aver incontrato i dottori Reverdito e Alemanno a una convention. È rimasto colpito dal loro approccio alla professione odontoiatrica e quella che doveva essere un'esperienza professionale si è trasformata in un percorso destinato a durare.


 

Oggi, racconta, a Cuneo ha trovato molto più di un luogo di lavoro: una vera famiglia, capace di sostenerlo anche nella sua vita sportiva. Un ambiente che gli permette di allenarsi, partecipare alle gare e continuare a crescere professionalmente senza dover scegliere tra le due cose. Ed è forse questo l'aspetto più interessante della storia di Dario Ferrante: non soltanto il risultato ottenuto in Galizia, ma la capacità di costruire un equilibrio tra sport, lavoro, sacrifici e vita quotidiana.

La sua 100 km resterà nei numeri: un 15° posto mondiale, il primo tra gli italiani, un record personale e una Nazionale a un passo dal podio. Ma ascoltandolo raccontare la sua esperienza emerge soprattutto una filosofia molto semplice, che vale ben oltre la corsa.

Darsi degli obiettivi, crederci e non arrendersi mai.

Nel video, Dario ci racconta la sua gara, i momenti difficili, il rapporto con la fatica, la scelta dell'ultramaratona e il suo percorso tra Cuneo, l'odontoiatria e la Nazionale. Nelle sue emozionanti parole traspare anche tutta la sua gratitudine per chi lo sostiene e lo supporta ogni giorno, non solo la sua famiglia che è rimasta a Pantelleria, ma anche il dottor Matteo Reverdito e la dottoressa Eliana Alemanno

Una storia di sport, ma anche una storia di vita. Da scoprire nell' intervista che ci ha rilasciato (GUARDA IL VIDEO)

(Riprese e montaggio a cura di Simone Di Luccio)

Barbara Pasqua

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