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Curiosità | 22 settembre 2026, 16:00

Studente cuneese crea PrivantAI, start up che aiuta le aziende a "non regalare" i propri dati sensibili

Giacomo Simon ha 22 anni e sta per laurearsi in Informatica. Sui social non pubblica niente di privato, perché conosce i rischi di chi consegna la propria vita alla rete e all'intelligenza artificiale

Studente cuneese crea PrivantAI, start up che aiuta le aziende a "non regalare" i propri dati sensibili

E' a Cuneo per qualche giorno, ma la sua vita è ormai a Milano, dove tra un paio di settimane si laureerà in Informatica. 

E' uno smanettone, appassionato di numeri e calcoli e, ovviamente, di intelligenza artificiale. Non il futuro, ma il presente, da governare. 

Giacomo Simon, cuneese di 22 anni, ha già un discreto bagaglio di esperienze in ambito lavorativo. 

Un anno fa era a Dubai, alla Forex Expo, l’evento più atteso e importante nel panorama internazionale del trading e della tecnologia finanziaria. 

In quel contesto aveva presentato PhalaxAI, una piattaforma di sicurezza informatica per gli investimenti digitali, messa a punto assieme a Pietro Lano e Pierfrancesco Biso.

E sempre con Lano e Biso ha fondato, ad aprile scorso, un'altra start up, con sede legale a Savigliano. 

Si chiama PrivantAI e, già dal nome, è evidente il rimando alla privacy, "che l'intelligenza artificiale ci potrebbe togliere", spiega Giacomo, da sempre sensibile al tema, tanto che, pur avendo solo 22 anni, è attentissimo a tutto ciò che pubblica online. 

Conosce la rete e i suoi rischi. 

Ma cosa fa concretamente questa nuova società, che segue già una quindicina di aziende, anche all'estero, e che impiega altri due collaboratori? "Se non ci fosse l'intelligenza artificiale, per gestire il lavoro servirebbero cinquanta programmatori", sottolinea. 

Un'ammissione che dimostra come Giacomo abbia ben chiare le enormi potenzialità dell'intelligenza artificiale e le sfrutta, anche in questa nuova start up. Ma ne conosce gli enormi rischi proprio in tema di privacy e di cessione di dati sensibili, cosa che ciascuno di noi fa quotidianamente e continuamente senza nemmeno rendersene conto.

"Privantai è, se vogliamo usare un'espressione non corretta ma capace di rendere l'idea, un antivirus dell'intelligenza artificiale. Le aziende stanno spostandosi verso questo mondo, automatizzando lavoro e processi. Questo è inarrestabile, ma va protetto. Noi abbiamo creato un sistema di filtraggio delle informazioni che le aziende consegnano all'intelligenza artificiale", spiega.

I dati sensibili non vengono mai mandati ad un server esterno, ma restano nelle aziende, che ne mantengono, quindi, "la sovranità". 

Privantai filtra i dati delle aziende e non fa uscire quelli sensibili, che restano protetti e non vanno ad istruire e alimentare ulteriormente l'AI.  

"Con questo sistema sfruttiamo i vantaggi dell'AI ma riduciamo gli svantaggi - aggiunge Giacomo Simon. 

Che conclude: "La sicurezza mi ha sempre appassionato. Siamo in un momento pericoloso, in cui rischiamo di consegnare tutto di noi stessi. Invece il vero valore, oggi, sono i dati, quelli che i colossi tecnologici e gli Stati cercano di ottenere tramite social e intelligenza artificiale, appunto. Io e i miei soci, con Privantai, abbiamo creato un sistema che protegge i dati delle aziende che si affidano a noi. Ci crediamo molto: ciò che abbiamo creato è qualcosa di necessario. E lo sarà sempre di più"

Barbara Simonelli

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