Le immagini delle sistemazioni di fortuna lungo il Tanaro e il racconto in presa diretta della Caritas albese riportano il tema dell'accoglienza al centro del dibattito cittadino. Dopo le difficoltà emerse nelle ultime settimane sul fronte delle persone senza una sistemazione abitativa adeguata, interviene Acia – Associazione Culturale Immigrati Alba ODV, realtà impegnata sul territorio nell'ascolto, nell'orientamento e nell'accompagnamento di persone e famiglie in difficoltà.
L'associazione parte proprio da quanto è diventato visibile lungo il fiume per chiedere che la risposta non venga affidata a una singola realtà, ma costruita attraverso un maggiore coordinamento sul territorio.
"Non intendiamo puntare il dito contro nessuno, né attribuire responsabilità a singoli", dichiara Elbounadi Abdelkhalek, fondatore e presidente di A.C.I.A. ODV. "Desideriamo però sottolineare che da anni rivolgiamo inviti a tutte le realtà del territorio affinché si favorisca il coinvolgimento e si affrontino insieme queste problematiche, senza aver ricevuto risposte concrete. Di fronte a situazioni così complesse, servono dialogo, collaborazione e coordinamento tra tutte le realtà che operano sul territorio".
Un richiamo che l'associazione accompagna alla necessità di distinguere le differenti condizioni personali che possono trovarsi dietro una situazione di emergenza abitativa, senza ricondurle automaticamente a un'unica categoria.
"Dietro ogni persona che dorme all'aperto c'è una storia, una necessità, una famiglia lontana, una ricerca di lavoro o semplicemente il bisogno di avere un luogo sicuro dove vivere con dignità", prosegue Abdelkhalek. "Per questo è importante distinguere le diverse situazioni e cercare risposte adeguate per ciascuna di esse, evitando generalizzazioni e soprattutto evitando che le persone vulnerabili rimangano invisibili".
Acia mette quindi a disposizione la propria esperienza, dichiarandosi disponibile a collaborare, nel rispetto delle proprie competenze, con istituzioni, servizi sociali, volontariato e organizzazioni del territorio.
Per l'associazione, infatti, la questione non si esaurisce nella disponibilità di un posto per la notte. "L'accoglienza non significa soltanto offrire un posto dove dormire", sottolinea il presidente. "Significa anche orientare le persone, favorire l'accesso ai servizi, accompagnarle verso il lavoro regolare, aiutarle nella ricerca di una soluzione abitativa e promuovere autonomia e integrazione".
Nel ragionamento entra anche la necessità di tutelare il territorio, la sicurezza e il decoro urbano. A.C.I.A. considera questi obiettivi compatibili con l'accoglienza e ritiene che debbano essere perseguiti attraverso soluzioni organizzate e rispettose sia delle persone in difficoltà sia della comunità.
Da qui la richiesta di aprire un confronto concreto tra le diverse realtà coinvolte, con l'obiettivo di costruire percorsi che possano evitare il ripetersi di situazioni emergenziali e garantire condizioni dignitose a chi si trova temporaneamente senza casa.
"Acia Odv conferma la propria disponibilità a fare la propria parte", conclude Abdelkhalek, "mettendo a disposizione l'esperienza maturata sul territorio nell'ascolto, nella mediazione culturale, nell'orientamento ai servizi e nell'accompagnamento delle persone più fragili. Non servono contrapposizioni: serve collaborazione, serve ascolto e serve la capacità di guardare alle persone e alle loro difficoltà con rispetto".














