La vendemmia è iniziata, le richieste di accoglienza sono numerose e alcune soluzioni messe a disposizione negli anni passati da privati e aziende quest'anno non sono più disponibili. È dentro questa situazione più difficile che ad Alba comincia a tradursi in attività concreta il percorso costruito negli ultimi mesi per i lavoratori stagionali. Con una prospettiva che guarda già oltre il 2026: quest’anno sarà soprattutto una fase sperimentale, mentre dal prossimo l’obiettivo è arrivare a un'attività più strutturata.
A fare il punto è l’assessora alle Politiche sociali Donatella Croce, mentre anche la Caritas albese registra una forte pressione sui propri servizi. “La situazione in questo momento non è semplice: le persone sono tante e le richieste numerose. Alcune soluzioni messe a disposizione negli anni passati da privati e aziende quest'anno non sono più disponibili e questo rende sicuramente più faticosa la situazione”, spiega Croce.
Rispetto ai mesi scorsi, però, il progetto sull'accoglienza abitativa è entrato nella sua fase operativa. La Regione Piemonte ha assegnato al Comune le risorse destinate alla componente abitativa, mentre la ricerca concreta degli alloggi è stata affidata a Weco, soggetto individuato attraverso la procedura avviata dal Comune.
“Per gli stagionali quello che avevamo preparato è in questo momento operativo. Con l'affidamento è partita la ricerca degli alloggi e gli operatori di Motiva collaborano nell'accompagnamento abitativo”, chiarisce l'assessora.
Il lavoro si inserisce in un quadro più ampio nel quale opera Common Ground 2 e prosegue l'attività del Tavolo inclusione, che continua a riunire le realtà impegnate con i lavoratori stranieri e, più in generale, con le persone migranti.
A Motiva fanno capo la gestione dell'infopoint e le attività di outreach, quindi il contatto con i lavoratori, la valutazione dei contratti e l'accompagnamento anche sul piano legale rispetto all'emersione di situazioni di sfruttamento e caporalato.
Il nodo per la vendemmia 2026 è stato soprattutto quello dei tempi. “I fondi sono arrivati tardi quest'anno rispetto alla vendemmia. Intanto si inizia a fare qualcosa a livello sperimentale, poi dal prossimo anno dovrebbe esserci qualcosa di un po' più strutturale”, spiega Croce. Una prospettiva che riguarda anche il fronte degli alloggi e della collocazione dei lavoratori.
Nel frattempo l'attenzione dell'assessorato comincia già a spostarsi sull'inverno. “Stiamo già lavorando in quella direzione, per non arrivare sempre con tempi troppo stretti”, aggiunge Croce, richiamando anche il confronto con don Domenico Degiorgis e con le altre realtà coinvolte.
A dare continuità al percorso sul fronte abitativo è l'accordo con la Regione Piemonte, finanziato con 88 mila euro distribuiti tra il 2026 e il 2028. L'iniziativa si sviluppa su tre annualità: 35 mila euro nel 2026, 40 mila euro nel 2027 e 13 mila euro nel 2028.
Proprio la distribuzione delle risorse su più annualità consente di guardare oltre la prima fase avviata durante questa vendemmia. Nel 2026, come sottolineato dall'assessora, l'arrivo tardivo dei fondi permette di mettere in campo i primi interventi sperimentali; dal prossimo anno l'obiettivo è rendere l'attività più strutturata, potendo lavorare con maggiore anticipo sulle soluzioni abitative destinate ai lavoratori stagionali.














