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Attualità | 02 settembre 2026, 17:38

Stop import carni dal Brasile, Confagricoltura Cuneo: “Una buona notizia per i nostri allevatori”

Il presidente Enrico Allasia: “Il momento è particolarmente complesso, va garantita una reale reciprocità”

Stop import carni dal Brasile, Confagricoltura Cuneo: “Una buona notizia per i nostri allevatori”

“Lo stop alle importazioni di carni dal Brasile deciso a livello europeo rappresenta un segnale importante per il comparto zootecnico cuneese e piemontese; i nostri allevatori sono chiamati a rispettare standard sempre più elevati in materia di sicurezza alimentare, ambiente, tracciabilità e benessere animale ed è fondamentale, quindi, che venga garantita una reale reciprocità nei confronti delle produzioni provenienti dai Paesi terzi. Non possiamo accettare, inoltre, che arrivino sui nostri mercati carni a prezzi decisamente inferiori rispetto alle nostre produzioni, proprio in un momento in cui le aziende del territorio devono sostenere costi di gestione e produzione in continuo aumento”. 

È quanto sottolinea il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia, sull’entrata in vigore del divieto di esportazioni dal Brasile nell’Unione di diversi prodotti agroalimentari di origine animale, deciso dalla Commissione UE. Lo stop riguarda, in particolare, bovini, pollame, uova e altri prodotti.

La decisione della Commissione UE entra in vigore ufficialmente, accogliendo le segnalazioni di numerosi Stati membri e della stessa Confagricoltura, che aveva evidenziato la grande disparità delle regole di produzione tra il Brasile e l’Unione europea. Nel Paese sudamericano, infatti, si fa un uso di antimicrobici e ormoni della crescita negli allevamenti ben al di fuori degli standard europei. I nostri allevamenti, invece, sono soggetti a norme attente non solo al benessere animale, ma anche alla tracciabilità della filiera, alla salubrità del prodotto finale e alla trasparenza di ogni fase di produzione e macellazione.

In sostanza, non è rispettato il principio di reciprocità degli standard nello scambio commerciale. Dall’entrata in vigore dell’accordo Mercosur il 1° maggio scorso, si sono verificati casi di inadeguatezza delle importazioni dal Brasile, leader mondiale nella produzione di carne bovina. Nei primi sei mesi del 2026 il Brasile – aggiunge Confagricoltura – è l’unico Paese che ha aumentato l’export verso l’UE, mentre è calato quello degli altri “top exporter”.

La misura assume una particolare rilevanza per il territorio cuneese, dove la zootecnia da carne rappresenta uno dei comparti trainanti dell’economia agricola. Secondo dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica riferiti al 2025, in Piemonte si contano circa 700 allevamenti avicoli, per un totale di 11 milioni di capi, distribuiti principalmente tra le province di Cuneo (quasi il 50%) e Torino. Il settore comprende polli da carne, tacchini, faraone e galline ovaiole. Per quanto riguarda l’allevamento bovino, invece, sono attivi in Piemonte oltre 9.300 allevamenti, tra carne e misti, e di questi ben 3.750 hanno sede in provincia di Cuneo, territorio centrale non solo per la consistenza (406 mila capi complessivi, più della metà dei bovini presenti nell’intero Piemonte), ma anche per la qualità delle produzioni.

“Parliamo di un comparto strategico per il nostro territorio – prosegue Allasia – che coinvolge migliaia di aziende, genera occupazione e reddito e contribuisce in maniera significativa alla tenuta economica e sociale delle aree rurali”. Il presidente di Confagricoltura Cuneo richiama inoltre la necessità di guardare alla misura europea come a un tassello di una strategia più ampia per rafforzare la filiera bovina italiana. “Questa decisione va nella direzione giusta, ma non è sufficiente da sola. Occorre continuare a lavorare per rafforzare la competitività degli allevamenti, valorizzare la carne del territorio, sostenere il ricambio generazionale e favorire una maggiore integrazione di filiera. Tutto ciò per garantire agli allevatori una giusta remunerazione”, conclude Allasia.

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