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Politica | 25 agosto 2026, 09:55

Le candidature delle prossime elezioni politiche nelle mani della “Trimurti della C”, Crosetto, Cirio e Costa

Il ministro della Difesa (Fratelli d’Italia), il presidente della Regione (Forza Italia) e il capogruppo alla Camera (Forza Italia) avranno voce in capitolo determinante nelle scelte. E se decideranno di scendere loro stessi in campo sul territorio, la partita per il centrodestra può dirsi conclusa prima ancora di essere iniziata

Le candidature delle prossime elezioni politiche nelle mani della “Trimurti della C”, Crosetto, Cirio e Costa

Martedì 1° settembre la nuova legge elettorale arriva in Commissione Affari Istituzionali del Senato e dopo due settimane, martedì 15 settembre, sarà in Aula a Palazzo Madama per le votazioni.

Nonostante ancora non si conoscano nel dettaglio le modalità con cui si andrà al voto alle prossime elezioni politiche – siano esse a scadenza naturale della legislatura (25 settembre 2027) o anticipate alla primavera del prossimo anno – sul territorio la febbre da candidatura è già alta, specie nel centrodestra.

È in Fratelli d’Italia – dove si confida nel traino di Giorgia Meloni - che la lista degli aspiranti è lunga, così come negli altri due partiti del centrodestra, Forza Italia e Lega.

In verità, tra gli azzurri, con due nomi di caratura nazionale quali Alberto Cirio ed Enrico Costa, nessuno accampa più ambizioni.

Nella Lega lo spauracchio Vannacci fa salire la paura, ma si fanno gli scongiuri e si cerca di ostentare sicurezza.  

Tuttavia, preferenze o non preferenze, non si può non considerare che il “Fattore 3 C” o la “Trimurti 3 C” che dir si voglia condizionerà in maniera pesante la partita elettorale politica nel Cuneese.

Se infatti, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, come tutto fa supporre, scendesse in pista a casa sua non ce ne sarebbe più per nessuno (o quasi).

Si parla di lui come capolista alla Camera ragion per cui lo spazio residuo – per bene che possano andare le cose – in Fratelli d’Italia si ridurrebbe ad un eventuale possibile secondo posto.

Di Cirio si vocifera quale possibile capolista al Senato e di Costa alla Camera.

Se così fosse le altre candidature sarebbero esclusivamente di complemento: anche in questo caso già tutto scritto e definito.

Potrebbe esserci però una variante per quanto riguarda la Camera se Costa andasse alla vicepresidenza del Csm, ruolo in passato già ricoperto dall’avvocato torinese, ex parlamentare Michele Vietti dal 2010 al 2014.    

Per quanto riguarda la Lega, Giorgio Maria Bergesio, giunto alla scadenza del suo secondo mandato parlamentare, deve fare i conti con un partito sotto pressione da parte di Futuro Nazionale dell’ex generale Vannacci.

In ogni caso la sua ricandidatura – sia essa al Senato o alla Camera – è fuori discussione.

Ma l’aspetto più interessante – che si ripropone ad ogni passaggio cruciale della vita politica ed economica (anche il caso Fondazione Crc docet) – è l’asse delle 3 C, che, carsicamente, torna prepotente sulla scena.  

Crosetto, Cirio e Costa vengono associati, non a caso, perché rappresentano un asse forte del territorio nell’ambito della politica nazionale e regionale.

Hanno mantenuto rapporti trasversali anche quando facevano parte di partiti diversi, come nella fase in cui Costa, prima in Ncd poi in Azione, era stato tra i maieuti del “Terzo polo”, progetto poi abortito. 

Ora il parlamentare monregalese è tornato in Forza Italia, partito di governo, per cui la collaborazione è ulteriormente facilitata.

I tre, grazie ad una rete di relazioni di lungo corso e accomunati dall’essere  esponenti di un centrodestra moderato, collaborano e si muovono in sintonia sui dossier istituzionali ed economici non solo del Cuneese ma dell’intero Piemonte.

Va da sé che quando si tratta di elezioni la sintonia aumenta e la trasversalità gioca un ruolo cruciale, tanto più che tutti e tre siedono nelle segrete stanze, laddove si formano le liste.

Giampaolo Testa 

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