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Al Direttore | 19 agosto 2026, 08:37

"Non servono meno laureati, ma un sistema produttivo più moderno"

Il signor Franco Giordano interviene sulla proposta di Flavio Gastaldi: "Non basta trovare chi cambia una lampadina, bisogna investire nell’istruzione e far crescere il Paese"

"Non servono meno laureati, ma un sistema produttivo più moderno"

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore. 

Alcuni giorni fa, Flavio Gastaldi, ex deputato della Lega e sindaco di Genola, ha inviato una lettera ai giornali per illustrare la sua idea per risolvere i problemi dell’occupazione giovanile e del nostro paese (LEGGI QUI).

A dire la verità l’idea presentata non è affatto nuova per i cuneesi. Già alcuni anni fa, l’allora presidente di Confindustria e attuale presidente della Fondazione CRC, Mauro Gola, aveva scritto una lettera aperta alle famiglie cuneesi che dovevano scegliere la scuola per il proprio figlio con un’analisi, sostanzialmente, simile. I ragazzi, invece di prepararsi al proprio futuro impegnandosi in un percorso scolastico complesso, arrivando magari a pensare di frequentare l’università, dovrebbero scegliere il modo per arrivare il più presto possibile nel mondo del lavoro. 

Tutto questo sembra fondarsi su un’analisi reale della situazione. Uno dice che mancano gli artigiani, quindi, è difficile trovare chi ti cambia una lampadina bruciata (sic). L’altro scriveva che in provincia mancavano operai e quindi i giovani, se volevano lavorare, dovevano “studiare” da operai. Questo modo di pensare, presentato con qualche orpello, (p. es. la difesa delle scuole tecniche e professionali) contiene in sé una visione imbevuta di senso comune e, purtroppo, estremamente rappresentativa della povertà intellettuale della nostra classe politica e dirigente. 

Infatti, il dato reale (mancano gli artigiani e gli operai), dovrebbe essere inserito nell’analisi complessiva dello stato del paese. Se si facesse questo sforzo si capirebbe che il problema dell’Italia non è che ci sono troppi laureati (siamo molto indietro in Europa) ma che il sistema produttivo è antiquato, non è all’altezza dei tempi. Molti laureati, per questo motivo, si devono spostare all’estero. 

Quindi è evidente che per dare un futuro a questo paese non basta trovare chi ti cambia la lampadina bruciata. Ci vuole ben altro. Bisogna, per esempio, riuscire a far fare un salto al nostro sistema produttivo. 

Oltretutto è, a mio parere, completamente sbagliato contrapporre la scelta della scuola tecnica/professionale alla formazione universitaria. Bisognerebbe ragionare molto di più sulla dispersione scolastica precoce e, anche se oggi può apparire fuori moda, sul valore complessivo e fondamentale dell’istruzione che, non serve solo “a far soldi” ma anche a fornire gli strumenti per capire meglio il mondo e per essere in grado di trovare le migliori soluzioni ai problemi che si presenteranno nel corso della vita, in un mondo sempre più complesso. 

In conclusione, devo ammettere però che lo sconforto mi ha nuovamente assalito. Mi sono ricordato che tutto questo discorso parte da ben più distante. Per esempio, da quando un presidente del consiglio spiegava che le ragazze avevano la soluzione facile per il loro futuro. Non era il caso di studiare e istruirsi, era meglio se si sposavano con un ragazzo ricco… 

Ci sarà una soluzione per questo paese? 

Franco Giordano

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