L'episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di Ferragosto in corso Piave non si è esaurito con l'intervento delle forze dell'ordine e il trasferimento di un giovane all'ospedale di Verduno. Nel fine settimana quanto accaduto all'altezza dell'incrocio con via Silvio Pellico è diventato anche uno dei temi più discussi sui social cittadini, inserendosi in un confronto sulla sicurezza e sulla vivibilità di questa parte di Alba che era già aperto da settimane.
Commenti, testimonianze e prese di posizione restituiscono soprattutto una percezione di insicurezza espressa da una parte dei cittadini, elemento che va tenuto distinto dai dati sull'effettivo andamento dei reati, ma che sta assumendo un peso crescente nel dibattito cittadino.
A riaccendere la discussione è stato quanto accaduto venerdì 15 agosto intorno alle 18.50, quando una chiamata al 112 ha segnalato un giovane a torso nudo e con il volto insanguinato sul marciapiede nei pressi del minimarket "24/7".
Sul posto sono intervenuti inizialmente due agenti della Polizia locale, raggiunti poco dopo da due equipaggi del Radiomobile dei Carabinieri. Il giovane, in forte stato di alterazione psicofisica, ha opposto resistenza durante i tentativi di contenerlo, divincolandosi più volte e rivolgendo minacce e insulti ai militari.
Sono quindi intervenuti un'ambulanza dell'Asava e l'automedica del 118 della Croce Rossa di Alba. Dopo diversi minuti di concitate operazioni, il personale sanitario è riuscito a medicarlo e a predisporne il trasferimento. Intorno alle 19.45 il ragazzo è stato accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale di Verduno, dove è stato sedato a causa del forte stato di agitazione. Le sue condizioni non risultavano gravi.
Restano da chiarire diversi aspetti dell'accaduto. Al momento del primo intervento il giovane era privo di documenti e non era stato possibile identificarlo. Gli accertamenti dovranno inoltre ricostruire la dinamica dell'alterco che avrebbe preceduto l'arrivo delle forze dell'ordine, identificare l'altra persona che sarebbe stata coinvolta e chiarire le ragioni che hanno fatto degenerare la situazione.
L'episodio arriva in una zona sulla quale l'attenzione era già alta. Nelle scorse settimane alcuni residenti di corso Piave avevano segnalato problemi soprattutto nelle ore serali, anche intorno al nuovo parco inaugurato il 20 giugno: schiamazzi, discussioni tra gruppi di giovani, rumori fino a tarda notte e rifiuti abbandonati. Segnalazioni che non mettevano in discussione il valore della riqualificazione dell'area, molto frequentata durante il giorno da bambini e famiglie, ma ponevano il problema della convivenza nelle ore più tarde.
A queste preoccupazioni il Comune aveva già risposto con l'ordinanza che limita la vendita per asporto e il consumo di bevande alcoliche in corso Piave, via San Teobaldo, piazza Cristo Re e negli spazi pubblici circostanti, in vigore dal 1° luglio al 30 settembre.
E proprio negli ultimi giorni sono proseguiti i controlli della Polizia municipale. Il comandante Antonio Di Ciancia ha riferito di nuove verifiche sia in corso Piave sia nell'area della stazione ferroviaria. In corso Piave sono state elevate tre sanzioni per il consumo di alcolici nelle aree verdi, mentre dagli accertamenti effettuati non sono emerse inosservanze da parte degli esercizi commerciali.
"Per quanto riguarda le attività commerciali la situazione è tranquilla e l'ordinanza viene rispettata dagli esercenti", ha spiegato Di Ciancia. L'attenzione degli agenti resta quindi rivolta anche a chi acquista bevande altrove e successivamente le consuma negli spazi nei quali il provvedimento lo vieta. "Il bivacco nel giardino non è tollerato", ha precisato il comandante.
Il primo bilancio dell'ordinanza, illustrato nelle scorse settimane dal sindaco Alberto Gatto in Consiglio comunale, aveva indicato sette sanzioni e una valutazione positiva degli effetti del provvedimento, con una riduzione degli orari di apertura di alcuni esercizi che vendevano alcolici da asporto e riscontri favorevoli raccolti tra commercianti e residenti.
Sul tema si è aperto anche un confronto politico. La minoranza consiliare aveva già depositato una mozione per chiedere l'istituzione di Zone a Vigilanza Rafforzata in diverse aree considerate più problematiche della città, inserendo tra queste anche corso Piave e chiedendo un confronto con Prefettura, Questura e forze dell'ordine.
"Come minoranza stiamo seguendo gli sviluppi, nella piena gratitudine verso il lavoro dei Carabinieri e delle forze dell’ordine - ha spiegato il consigliere Emanuele Bolla -. Non vogliamo cavalcare il tema della sicurezza in modo strumentale, ma siamo a disposizione dell’amministrazione per una collaborazione seria sul tema, dove ognuno deve fare la propria parte in funzione delle proprie prerogative".














