Fede, tradizione, cuore. Sabato 15 agosto, Roreto di Cherasco si è vestita a festa per celebrare la patronale in onore di Maria Vergine Assunta. Questo evento, che ha radici profonde nella storia e nella devozione della comunità locale, è stato caratterizzato per un programma ricco di celebrazioni spirituali.
Il culmine è stata la Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta, a cui è seguita la processione con il simulacro della Madonna, che ha attirato la partecipazione di numerosi fedeli.
I riti hanno preso avvio martedì 11 agosto con la fiaccolata, a cui sono seguite nei giorni successivi le meditazioni di fra Giovanni Rinaldi sul tema "Qualsiasi cosa vi dica fatela" (Gv 2,5), fino all'epilogo che c'è stato domenica 16 agosto con la Messa presieduta dal parroco don Daniele Mollo. Nell'omelia, il celebrante ha richiamato la comunità all'amore di Dio, che non calcola le nostre colpe e non ci punisce con la sofferenza, perché «Dio porta speranza e non dolore ai suoi figli».
La festa patronale di Roreto di Cherasco è stata l'occasione per unire le generazioni, rappresentando un momento di riflessione e di condivisione per la comunità locale. La processione solenne, i canti, le preghiere e gli allestimenti floreali hanno trasmesso un messaggio di fede e di amore verso la Celeste Patrona, rinnovando così una tradizione che continua a bruciare nel cuore della gente.
La gioia della festa patronale, una tradizione da vivere
Il 15 agosto è una festa particolarmente cara nella chiesa parrocchiale di Roreto di Cherasco, dedicata a Maria con il titolo di Vergine Assunta.
La Festa patronale non è solo "festa". L'antica tradizione della Chiesa dei primi cristiani (IV secolo) riservava particolare ricordo per i propri santi e martiri e li poneva nelle città, a "protezione". I santi, infatti, erano segno di "civiltà" e modelli per la comunità, modelli alla "vita santa".
E Maria, madre di Cristo, con i diversi titoli in cui è ricordata, è "patrona" di numerose comunità, come testimonianza di espressione di fede, pietà popolare, teologia dogmatica, devozione e virtù cristiana.
Se cerchiamo sul dizionario leggiamo: «Nella liturgia cattolica il patrono è il santo o la santa che una regione, diocesi, città, comunità religiosa o altro gruppo di fedeli onora con speciale culto quale particolare intercessore e protettore presso Dio» (Treccani).
Ancor meglio specifica Cathopedia: «Il santo patrono è un santo alla quale la Chiesa affida la protezione...». E aggiunge: «Tradizionalmente i fedeli si rivolgono al proprio santo patrono tramite preghiere od offerte votive al fine di ottenere l'intercessione del santo in proprio o altrui favore».
Lo conferma anche il nome di derivazione latina "patronus" (protettore) da pater (padre), di antica tradizione romana, mutuata dal cristianesimo, tanto che, fino al 1630, la scelta dei santi patroni di luoghi, era operata dalla Chiesa e dalle istituzioni civili.
Con il Decretum super electione sanctorum in patronos di papa Urbano VIII (23 marzo 1630), Ordinario Diocesano e clero, proponevano alla Congregazione dei riti, l'analisi dell'attribuzione del titolo di patrono ad un luogo. Con Paolo VI nel 1973 (Normae de patronis constituendis del 19 marzo), si semplificano le procedure, ma la logica rimane invariata.
Tornando al significato originario del termine in epoca romana, dove per concetto giuridico il "patronato" rimandava a patrono come "capo di una famiglia gloriosa", attorno al quale si riunivano i cittadini per essere difesi contro la violenza ed il sopruso, acquista un significato ancora più bello l'affidamento alla protezione dei santi e di Maria, quali "intercessori" presso Dio.
Lo pseudo-Agostino la definisce «Finestra del cielo, perché attraverso lei Dio ha effuso sui secoli la vera luce. Maria è divenuta scala del cielo, perché attraverso di lei Dio è disceso sulla terra» (Discorsi 123,2).
Il culto dell'Assunzione di Maria
La Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, che la Chiesa celebra ogni anno il 15 agosto, occupa fra le feste mariane, d'Oriente e d'Occidente, un posto privilegiato. Essa celebra la "Pasqua" della Tutta Santa, cioè segna il suo ingresso nel regno del suo Figlio, divenendo per noi icona escatologica della Chiesa (cfr 103 Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II); oppure, come afferma la Lumen Gentium: «La Madre di Gesù, come in cielo glorificata ormai nel corpo e nell'anima è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore». Tale Solennità mariana in passato veniva festeggiata da tutto il popolo cristiano con grande fervore di fede.
Fu a partire dal V secolo in poi con la fioritura di testi apocrifi riguardanti il Transitus Mariae che si diede sviluppo alla festa. L'area geografica di origine è la Chiesa di Gerusalemme, espandendosi molto velocemente in tutto l'Oriente cristiano. A seguito di un decreto dell'imperatore Maurizio (582-602), la festa venne resa obbligatoria in tutto l'impero in data 15 agosto. La festa era preceduta da una "Quaresima" di quindici giorni che sottolineava l'importanza ascetico-liturgica di cui la festa godeva. La celebrazione ebbe maggiore impulso con l'imperatore Adriano II (1282-1328), il quale estese la festività per l'intero mese di agosto che venne interamente consacrato alla celebrazione del mistero della "Koímisis o dormizione della Vergine Maria", facendo del mese di agosto il primo mese mariano per eccellenza.
In Occidente la festa, importata dall'Oriente, venne introdotta da papa Sergio I (687-701), che la arricchì di una processione che partiva da San Giovanni in Laterano, sostava a Sant'Adriano al foro, per terminare a Santa Maria Maggiore a Roma. Diffusasi in tutta Europa, nel Medioevo divenne la più importante festività mariana dell'anno liturgico.
Cosa ci dice questa solennità del mese di agosto come comunità ecclesiale oggi? Una delle riflessioni dei padri della Chiesa ci porta a contemplare Maria quale prima credente, che ha ricevuto la pienezza dell'eredità della gloria del Figlio, con la sua anima immacolata e nel suo corpo verginale, nella sua perfetta configurazione a Cristo risorto.
E proprio nel giorno in cui la Chiesa ha celebrato la festa di Maria Assunta in cielo, da Castel Gandolfo, papa Leone XIV è andato con il pensiero a tutti quegli uomini e quelle donne che, attraverso il proprio impegno quotidiano, la fede e la dedizione, riescono a «Portare un po' di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo».














