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Attualità | 14 agosto 2026, 06:10

Vendemmia e caldo, l'Asl Cn2 richiama le regole per tutelare i lavoratori: stop nelle ore più a rischio

Con l'avvicinarsi della raccolta dell'uva torna l'attenzione sulla sicurezza degli stagionali. Nel territorio dell'Asl CN2 finora nessuna particolare criticità

Vendemmia e caldo, l'Asl Cn2 richiama le regole per tutelare i lavoratori: stop nelle ore più a rischio

La vendemmia si avvicina e, in un territorio nel quale nelle prossime settimane molti lavoratori stagionali saranno impegnati nei vigneti, il tema della sicurezza durante le giornate più calde torna inevitabilmente in primo piano. Non riguarda soltanto le temperature registrate dal termometro, ma l'organizzazione stessa del lavoro: orari, pause, disponibilità di acqua, protezione dalla radiazione solare e attenzione alle persone più fragili.

Su questi aspetti lo S.Pre.S.A.L. dell'Asl CN2 Alba-Bra, diretto dal dottor Giuseppe Calabretta, aveva già attivato all'inizio di giugno un'azione informativa rivolta alle principali organizzazioni di categoria dei comparti maggiormente esposti, in particolare agricoltura ed edilizia. Al centro, l'ordinanza della Regione Piemonte del 29 maggio, che ha introdotto misure straordinarie valide dal 30 maggio al 31 agosto 2026 per proteggere chi lavora in condizioni di particolare esposizione alle alte temperature.

Un richiamo che assume un peso specifico nell'Albese e nelle Langhe proprio con l'avvicinarsi della vendemmia, quando aumenta la presenza di lavoratori impegnati all'aperto e l'attività nei filari può coincidere con le ore più calde della giornata.

Come ricorda Pietro Corino, incaricato della funzione organizzativa, pianificazione, ricerca e formazione del Dipartimento di Prevenzione e Coordinamento S.Pre.S.A.L. dell'Asl CN2, il provvedimento regionale recepisce le "Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare" approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La disposizione prevede l'astensione dal lavoro tra le 12.30 e le 16 nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Non si tratta quindi di uno stop generalizzato legato semplicemente alla temperatura, ma di una misura collegata alla valutazione del rischio e alle condizioni nelle quali viene svolta l'attività.

Accanto all'ordinanza sono state diffuse specifiche FAQ per chiarire come individuare le giornate nelle quali devono essere applicate le misure, quali siano i settori produttivi maggiormente esposti e quali mansioni rientrino nella definizione di attività fisica intensa.

Sono previste anche alcune deroghe. Nel caso di attività fisiche intense, l'astensione può non essere necessaria quando vengano adottate misure organizzative e operative adeguate a ricondurre il rischio di esposizione alle alte temperature entro condizioni di sicurezza: tra gli esempi indicati figurano protezioni dal sole, abbigliamento adeguato e riduzione della durata dei turni all'aperto. Per le attività fisiche moderate devono analogamente essere adottate misure capaci di assicurare condizioni adeguate rispetto al rischio.

Il punto centrale, dunque, non è soltanto interrompere il lavoro nelle ore più critiche, ma prevenire e gestire il rischio all'interno dell'organizzazione aziendale. In sede di controllo, l'organo di vigilanza valuterà infatti l'effettiva adozione delle misure previste contro i danni provocati dal calore e dall'insolazione.

Tra gli aspetti considerati rientra, quando dovuta in base ai criteri dell'ordinanza, l'integrazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), con misure per eliminare, ridurre o gestire l'esposizione. Questo può significare anche intervenire direttamente sull'organizzazione dei turni, anticipando o posticipando gli orari oppure prevedendo una rotazione dei lavoratori.

L'attenzione riguarda poi le condizioni concrete nelle quali si opera: indumenti leggeri e traspiranti, quando compatibili con le necessità di protezione da altri rischi, protezione dalla radiazione solare diretta, pause dedicate all'idratazione e al raffrescamento e un'alimentazione adeguata. A queste misure si affiancano formazione e informazione dei lavoratori e una sorveglianza sanitaria attenta anche ai soggetti fragili o a eventuali prescrizioni e limitazioni. Dove possibile, viene inoltre indicata l'opportunità di evitare il lavoro in solitaria.

Un insieme di precauzioni che acquista particolare rilevanza durante la vendemmia, quando l'attività agricola si concentra in un periodo relativamente breve e aumenta il ricorso al lavoro stagionale.

Dal territorio, per il momento, arriva comunque un dato rassicurante: nel comprensorio dell'Asl CN2 non sono state registrate finora particolari criticità. La situazione resta costantemente monitorata dallo S.Pre.S.A.L., mentre l'avvicinarsi della fase più intensa della stagione agricola rende ancora più importante il rispetto delle misure di prevenzione.

d.v.

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