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Curiosità | 12 agosto 2026, 06:06

Onda verde, onda rossa: a Sanfrè i semafori mettono zizzania

Un lettore lamenta la non sincronizzazione fra due impianti ravvicinati. Il Comune risponde: “Così si aumenta la sicurezza”. E alla Provincia si chiede di non disattivare il servizio la notte

Onda verde, onda rossa: a Sanfrè i semafori mettono zizzania

Fanno discutere i due semafori di Sanfrè, collocati sulla centralissima SP 661 (via Circonvallazione), agli incroci di via Cavour e via Racca. Sono vicini, vicinissimi. Poche centinaia di metri. E non sincronizzati.

Insomma, non viene a crearsi la scia verde che permetterebbe il transito senza fermarsi, né all’uno né all’altro.

A lamentarsene è un lettore, (Che non si firma … Ahi! Bruttissima abitudine), ma pare già in passato ci siano state proteste e discussioni, poiché chi transita da quelle parti una sosta la fa, volente o nolente.

L’amministrazione comunale risponde per bocca del sindaco Giuseppe Barberis, perfettamente a conoscenza della questione: “la non sincronicità fra i due impianti è voluta, aumenta la sicurezza”.

Partiamo con le considerazioni del lettore (alcuni stralci, la lettera è molto lunga):

Due semafori a poche centinaia di metri di distanza e una sincronizzazione che sembra essersi persa: più soste, più ripartenze e possibili maggiori emissioni. A Sanfrè c'è un piccolo problema di viabilità … in passato i due semafori erano sincronizzati in maniera decisamente più efficace: attraversando il primo nel momento giusto, era possibile trovare il secondo ancora verde, evitando una seconda inutile fermata”.

Su questo punto il vero non si sa per certo. Da parecchio tempo comunque i semafori funzionano così.

(Nei due cerchi,i luoghi dove sono sistemati gli impianti semafiorici)

Prosegue il lettore: “Il risultato? Stop, ripartenza, stop. Quella che dovrebbe essere una normale regolazione del traffico finisce così per trasformarsi in una sorta di 'onda rossa'… ”.

Si aggiunge poi un’ulteriore complicazione: “C'è però un elemento che potrebbe spiegare almeno in parte questa situazione. Sul semaforo è presente un sistema di chiamata per l'attraversamento pedonale. È assolutamente corretto e doveroso garantire ai pedoni la possibilità di attraversare in sicurezza e, quando viene effettuata una chiamata, modificare temporaneamente il ciclo semaforico per consentire l'attraversamento. 

Il problema, però, potrebbe essere ciò che accade dopo. Se il primo semaforo continua a seguire il proprio ciclo mentre il secondo viene modificato dalla chiamata pedonale, o viceversa, la sincronizzazione tra i due impianti può inevitabilmente venire meno. E così un sistema pensato per garantire la sicurezza dei pedoni rischia di trasformarsi, per il resto del traffico, in una sequenza di fermate ravvicinate”.

Il lettore conclude con una serie di altre considerazioni: “Non si pretende certamente che ogni automobilista debba trovare sempre il semaforo verde. I semafori devono svolgere la loro funzione e garantire innanzitutto la sicurezza della circolazione, compresa quella dei pedoni. Ma quando due impianti sono collocati a così breve distanza, viene spontaneo chiedersi se sia possibile verificare la programmazione, i tempi di ciclo e il coordinamento tra i due semafori, soprattutto alla luce della presenza della chiamata pedonale”.

Abbiamo dunque chiesto lumi al sindaco Barberis. Gentilissimo, ci ha così risposto:

Sono al corrente del funzionamento dei nostri semafori, che è esattamente uguale a quello degli impianti di viale Madonna dei Fiori a Bra, con la differenza di una distanza diversa. Il ciclo dei semafori è stato de-sincronizzato proprio per rallentare la velocità. Se i due verdi scattassero insieme ci sarebbe qualcuno che per passare in tempo tenderebbe ad accelerare e creerebbe un pericolo per i pedoni”.

Il principio di base resta dunque la sicurezza.

Non ci troviamo di fronte ad una strada ad alto scorrimento a più corsie, come a Torino o in altre città, dove il flusso veicolare deve rimanere il più possibile fluido. Capisco il disagio di chi deve fermarsi per aspettare il verde, è una perdita di tempo di qualche minuto. Ma ricordo che in prossimità di uno dei due semafori sono accaduti due incidenti gravissimi negli ultimi tempi e per noi la priorità rimane la limitazione di velocità eccessive e pericolose. Tra l’altro abbiamo chiesto alla Provincia di Cuneo di poter lasciare attivo uno dei due impianti anche nelle ore notturne, ma finora non abbiamo ricevuto risposta. Ricordo ancora che la manutenzione e la gestione degli impianti sono a carico dell’amministrazione comunale, ma la proprietaria rimane la Provincia”.

In conclusione si può dire che la diatriba è fra automobilisti impazienti e pedoni a rischio. Niente onda verde a Sanfrè dunque. Il personaggio di Gioele Dix 'L’automobilista incazzato' darebbe senz’altro ragione ai primi, ma i tanti investimenti di persone, anche recentissimi, inducono a scelte sgradite.

Mi spiace che i nostri semafori costringano alla sosta comunque. È però uno scotto da pagare per aumentare la sicurezza su un tratto di strada molto frequentato ed evitare il più possibili i sinistri” conclude il sindaco Barberis.

Silvano Bertaina

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