Sono 17 gli autovelox disattivati in provincia di Cuneo a seguito dell'entrata in vigore della riforma nazionale che ha imposto lo spegnimento dei dispositivi non conformi ai nuovi requisiti previsti dalla normativa. Il dato emerge dalla ricognizione diffusa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 18 luglio scorso, che fotografa la situazione sul territorio nazionale dopo l'applicazione delle nuove disposizioni in materia di omologazione, taratura e verifica degli apparecchi per il controllo della velocità.
Nel dettaglio, in provincia di Cuneo sono stati spenti due autovelox a Centallo e due a Borgo San Dalmazzo. Con un impianto disattivato risultano invece Canale, Alta Langa, Dogliani, Lesegno, Moiola, Busca, Savigliano, Sommariva Perno, Cuneo, Bagnolo Piemonte, l'Unione Montana Monviso, l'Unione Montana Mondolè e il Corpo Intercomunale Carrucese. Complessivamente si tratta di 17 dispositivi distribuiti in 15 enti del territorio provinciale.
Su scala regionale il Piemonte registra 131 autovelox spenti, risultando la seconda regione italiana per numero di dispositivi disattivati, preceduta soltanto dalla Lombardia, che conta 144 apparecchi fuori servizio. Seguono Emilia-Romagna con 94, Veneto con 84, Toscana con 69 e Friuli Venezia Giulia con 47. Tra le località piemontesi maggiormente interessate figurano Pinerolo, con quattro autovelox spenti, e diversi Comuni con tre dispositivi disattivati, tra cui Nizza Monferrato, Gattico-Veruno, Tronzano Vercellese, Alice Castello, Bianzè, Crova, San Germano, Moncrivello, Salasco, Ronsecco, Sali Vercellese e Bassa Sesia.
A livello nazionale sono stati disattivati 712 apparecchi, mentre risultano 2.593 dispositivi omologati sui 3.305 complessivamente presenti sul territorio italiano. Secondo il Ministero, le nuove norme hanno posto fine a una situazione di incertezza sulle sanzioni accertate dai sistemi di rilevazione automatica della velocità che si protraeva da oltre trent'anni, introducendo criteri uniformi per l'omologazione e l'utilizzo.
Gli autovelox spenti potranno tornare in funzione soltanto dopo aver ottenuto la prescritta omologazione prevista dalla nuova disciplina, che regola caratteristiche tecniche, requisiti, procedure di omologazione, taratura e verifiche periodiche di funzionalità.
Nella nota diffusa il 18 luglio, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha sottolineato che “è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti», ribadendo però che «il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini”. La riforma, secondo il Ministero, punta proprio a coniugare l'efficacia dei controlli con la certezza delle regole e la piena regolarità degli strumenti utilizzati per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.
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