Riceviamo e pubblichiamo:
Spettabile Redazione,
scrivo questa lettera ancora scosso, ma profondamente indignato e pieno di rancore per quanto accaduto questa sera (domenca 19 luglio), intorno alle 22:15, lungo la Strada Statale 28, nel tratto che va dal Santuario di Vicoforte in direzione Mondovì.
Mentre guidavo, mi sono trovato improvvisamente davanti a una scena da brividi: due ciclisti su bici da corsa che procedevano uno a fianco all'altro, occupando pericolosamente la corsia. Come se non bastasse l'irresponsabilità dell'affiancamento su una strada statale, i due viaggiavano nel buio totale e completamente privi di fari o luci di segnalazione.
La rabbia e la delusione che provo in questo momento sono difficili da arginare. Per colpa della totale incoscienza di queste due persone, stasera si è sfiorata la tragedia. Bastava un attimo di distrazione, un riflesso leggermente più lento o un'auto incrociata nel senso opposto per trasformare una normale serata in un dramma. E a pagare le conseguenze peggiori, anche psicologiche, sarebbe stato il malcapitato automobilista di turno.
Si parla tanto di sicurezza stradale e di rispetto reciproco tra auto e biciclette, ma comportamenti del genere vanificano ogni sforzo e dimostrano un disprezzo totale per la propria vita e per quella degli altri. La strada non è una pista privata e le regole del Codice della Strada – a partire dall'obbligo di luci e giubbotti catarifrangenti nelle ore notturne – valgono per tutti.
Spero che questa mia segnalazione serva a far riflettere chi di dovere e, se mai i diretti interessati dovessero leggere queste righe, a far capire loro l'enorme rischio che hanno corso e fatto correre. La fortuna non dura per sempre.
Continuiamo a puntare il dito verso gli extracomunitari che vanno in bici al buio, ma almeno loro lo fanno costretti per andare a lavoro.
(Lettera firmata)














