Ancora problematiche nella distribuzione di pannoloni per anziani in Piemonte. Risolto il contratto con l'azienda che si occupava delle consegne, il 16 giugno scorso l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva annunciato il passaggio del servizio ad Amos, promettendo un cambiamento che avrebbe riportato alla normalità la distribuzione dei presidi per l'incontinenza.
"Purtroppo, - chiarisce il consigliere regionale del Pd Daniele Valle - a luglio inoltrato, continuano ad arrivare segnalazioni che raccontano una realtà molto diversa".
I costi
Ed il problema colpisce oltre 50mila fragili e le loro famiglie, che da giugno in molti casi si trovano a dover comprare di tasca loro i pannoloni. Per un esborso mensile di circa 70-80 euro, se si ha voglia di fare settimanalmente il giro dei supermercati e cercare prodotti di medio livello, oppure le offerte.
Quindi nella realtà si parla di circa 100 euro: una cifra che per molti si aggiunge a costi di badanti e al carico quotidiano di assistere un parente malato.
Le storie
Le testimonianze raccolte dal dem da famiglie ed utenti sono molteplici. La prima segnalazione è di Silvia e arriva dal territorio dell'ASL CN2. "Riferisce - spiega il consigliere del Pd - di aver perso completamente la fornitura del mese di giugno e di essere stata costretta ad acquistarla di tasca propria. Soltanto oggi è stata contattata per programmare una consegna, senza che venga recuperato quanto non ricevuto il mese scorso e nella prima parte di luglio".
Una vicenda analoga a quella di Mauro da Torino: da un mese e mezzo continua a comprare autonomamente i pannoloni perché le forniture non sono ancora arrivate e non c'è stato nessun contatto. Nella farmacia dove abitualmente faceva consegnare i presidi, gli hanno prospettato almeno altri venti/trenta giorni di attesa. Gli ordini vecchi, dicono, restano in carico alla ditta vecchia che non si sa se e quando li garantirà.
"E' una situazione - spiega al telefono - veramente disastrosa. Io li acquisto al supermercato, facendo due/tre giri a settimana. Il problema è che spesso gli articoli di fascia media sono finiti sugli scaffali: ci avviciniamo poi ad agosto, con ulteriori problemi nei rifornimenti e punti vendita chiusi".
Francesca aggiunge un ulteriore elemento di criticità. In questo caso non solo la consegna non è arrivata e non ci sono stati contatti, ma si è anche ritrovata con oltre un mese di materiale della taglia sbagliata, quindi inutilizzabile, che nessuno è venuto a ritirare o sostituire. Nel frattempo né lei né i farmacisti hanno ricevuto informazioni chiare sulla situazione.
Cambio fornitore
Un altro problema riguarda le modalità di contatto: Amos chiama per concordare la consegna, ma non c'è un numero da richiamare, per cui chi manca la chiamata, perde la consegna. Il protocollo prevede che dopo la seconda chiamata persa arrivi un SMS da Amos: il problema è che nessuno ha informato i cittadini del cambio di fornitore, per cui sembra una truffa telefonica.
Ma come funzionava prima? L'ex assessore alla Sanità Luigi Icardi aveva fatto un accordo con Federfarma, per cui le persone ritiravano i pannoloni direttamente in farmacia: c'era poi la possibilità di avere un prodotto migliore, pagando solo la differenza. Il vantaggio di quel patto è che la Regione si appoggiava ad una rete collaudata già per la consegna dei farmaci, sfruttando canali veloci e che di fatto funzionano.
Valle (Pd) all'attacco
Valle va così all'attacco di Riboldi: "Quando si promette pubblicamente che dal 1° luglio tutto tornerà a funzionare e poi le famiglie continuano a comprare di tasca propria i presidi che dovrebbero essere garantiti dal servizio sanitario, si crea una distanza pericolosa tra comunicazione e realtà. Sicuramente è mancata una comunicazione ufficiale e capillare a tutti gli utenti del cambio dell'erogatore del servizio e manca una modalità di contatto del servizio di Amos da parte dei cittadini".
"Purtroppo sta diventando una costante del governo Cirio: prima l'annuncio, poi le aspettative create nei cittadini, infine la delusione quando quelle aspettative vengono frustrate dai fatti. Ma qui non stiamo parlando di opere o di progetti lontani nel tempo. Stiamo parlando di persone anziane, fragili, non autosufficienti e delle loro famiglie, che hanno bisogno di risposte immediate e concrete" conclude il vicepresidente Commissione Sanità.
E sul problema in passato erano intervenute anche le consigliere regionali di AVS Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro, presentando un'interrogazione. "E' una vergogna - spiegano - scaricata sulle famiglie. E' una storia di persone anziane, persone non autosufficienti, persone con disabilità, caregiver e famiglie lasciate sole davanti a un bisogno essenziale. È una storia di dignità negata, di cura scaricata sulle spalle di chi già fatica, di cittadine e cittadini costretti a comprare di tasca propria ciò che il servizio sanitario pubblico avrebbe dovuto garantire”.
“Chiederemo alla Regione con urgenza di riferire in Commissione Sanità, alla presenza dei soggetti coinvolti nella gestione del servizio, a partire da ASL Asti, SCR e AMOS; di pubblicare un monitoraggio ASL per ASL su persone in attesa, consegne" chiosano.














