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Politica | 08 luglio 2026, 11:02

Bagarre in aula a Murazzano, l'opposizione abbandona in blocco il Consiglio comunale: "La maggioranza non ha a cuore il paese"

Il sindaco respinge la richiesta di collaborazione definendola "fuori regolamento" e la minoranza sbatte la porta: "Pretesti surreali, il sindaco si nasconde dietro la sua maggioranza"

Il momento della protesta della minoranza che abbandona l'aula in Consiglio comunale

Il momento della protesta della minoranza che abbandona l'aula in Consiglio comunale

Si è consumata una frattura istituzionale imponente nell'aula consiliare di Murazzano durante la seduta di ieri, martedì 7 luglio 2026. La minoranza consiliare, in modo compatto e coordinato, ha abbandonato i propri scranni immediatamente dopo l'avvenuta convalida della seduta, lasciando l'amministrazione a deliberare in solitaria. 

Un gesto forte, dal profondo significato politico, che giunge al culmine di mesi di tensioni accumulate e che scaturirebbe da un netto rifiuto al dialogo da parte della compagine di maggioranza che sostiene la giunta cittadina. 

I fatti che hanno portato a questa clamorosa protesta affondano le proprie radici nella seduta consiliare precedente, tenutasi il 21 aprile 2026. In quell'occasione, il capogruppo dell'opposizione, Alberto Troia, aveva preso la parola presentando un intervento formale, poi debitamente verbalizzato agli atti dell'ente, in cui tracciava un bilancio fortemente critico dei primi due anni di mandato amministrativo. Secondo la minoranza, l'assise cittadina avrebbe abdicato alle sue prerogative centrali: quelle di indirizzo e controllo. "Questo consiglio in quasi due anni di lavoro non ha mai svolto le attività per cui è stato istituito, disse il capogruppo, cioè non ha mai indirizzato alcunché, né tanto meno controllato qualcosa”.

Nonostante la durezza del giudizio politico, l'opposizione aveva teso una mano formale verso l'amministrazione, avanzando una proposta di collaborazione per uscire dal vicolo cieco. Troia aveva esplicitamente chiesto di istituire un tavolo di lavoro congiunto per ridisegnare insieme le modalità di confronto, collaborazione e trasparenza all'interno del Consiglio, concedendo un termine di quindici giorni per ricevere un riscontro o la fissazione di una data. 

Un'apertura che, nelle intenzioni della minoranza, avrebbe dovuto "chiudere la partita" passata e avviare una nuova fase nei rapporti istituzionali per il bene del paese. 

La risposta della maggioranza non si è fatta attendere troppo, ma ha assunto le forme di una netta e gelida chiusura istituzionale. Con la nota di protocollo numero 2.330 del 6 maggio 2026, avente per oggetto gli interventi di Alberto Troia, il Sindaco ha formalizzato il rifiuto a qualsiasi tipo di interazione straordinaria al di fuori delle strette assise regolamentari. 

Il testo inviato dal primo cittadino recitava testualmente:

"Con riferimento al Suo intervento nell'ultimo Consiglio comunale del 21.04.2026 i consiglieri di maggioranza mi riferiscono che non vi siano i presupposti per una qualsiasi collaborazione e che non intendono sedersi ad alcun tavolo che non sia previsto dal regolamento del Consiglio comunale."

Tale missiva ha sortito l'effetto di lasciare la minoranza interdetta e profondamente irritata. La decisione di abbandonare l'aula nell'ultima seduta di luglio è stata dunque la diretta conseguenza di questa risposta, giudicata irrispettosa del ruolo delle opposizioni e del mandato elettorale ricevuto dai cittadini. 

Prima di lasciare l'aula il 7 luglio, il capogruppo ha esposto con fermezza le motivazioni del gesto, respingendo punto per punto le argomentazioni della maggioranza e criticando apertamente la condotta della figura apicale del Comune. Sotto la lente dell'opposizione è finita la scelta del Sindaco di non assumersi la responsabilità in prima persona come presidente dell'organo assembleare, preferendo trincerarsi dietro la volontà espressa dai suoi consiglieri di maggioranza. 

"Prima di tutto se nel Consiglio comunale si presentano delle criticità il primo che deve farsene carico è il sindaco in quanto presidente del Consiglio stesso, non può lavarsene le mani, con la sua risposta il Sindaco, per così dire, si è 'nascosto' dietro i consiglieri di maggioranza, scaricando su di loro tutte le responsabilità", ha tuonato il capogruppo, accusando il primo cittadino di essersi nascosto per scaricare la responsabilità politica sui consiglieri che lo sostengono. 

La difesa basata sul regolamento comunale è stata inoltre bollata come "assolutamente pretestuosa" e "surreale". La minoranza ha precisato di non aver posto alcuna condizione vincolante preliminare e che l'idea che un regolamento interno possa ostacolare o vietare un incontro informale o formale tra amministratori per discutere dei problemi di una piccola comunità come Murazzano appare del tutto priva di fondamento logico e politico. 

La preoccupazione espressa in chiusura di seduta dai consiglieri uscenti è grave: la linea della maggioranza dimostrerebbe che il buon funzionamento della macchina comunale e la risoluzione dei problemi del territorio non figurano tra le priorità di chi governa il paese.

"Cosa ancora più grave, tuona la minoranza, la lettera del Sindaco lascia intendere che il buon funzionamento del Consiglio e quindi del paese non sembra stare molto a cuore a questa maggioranza e che proseguirà su questa strada. Non si capisce come mai in un piccolo paese come Murazzano non ci si possa confrontare seriamente senza problemi”.

Resta ora da capire come evolverà lo scenario politico locale e se questo strappo definitivo comprometterà le future attività deliberative dell'ente in un clima che si preannuncia di scontro totale. 



 



 



 

Angela Panzera

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