A Verduno il verde non è soltanto una caratteristica del paesaggio. È un elemento che appartiene all'identità stessa del paese, a partire dal suo nome, tradizionalmente associato all'immagine della “collina verde”. Da questa consapevolezza nasce l'attenzione che l'amministrazione comunale continua a dedicare alla tutela del patrimonio arboreo e alla valorizzazione degli spazi naturali pubblici.
Tra i progetti che il Comune intende sviluppare nei prossimi mesi c'è il censimento del grande faggio secolare presente nella corte Nuto Revelli, un esemplare che rappresenta non solo un elemento di pregio naturalistico, ma anche una testimonianza della storia e della memoria del territorio.
L'iniziativa sarà portata avanti grazie alla collaborazione del naturalista ed ecologista Ettore Chiavassa, da anni impegnato nella catalogazione e nella valorizzazione degli alberi storici del Roero e delle Langhe.
“Ci piacerebbe che questo bellissimo albero potesse essere inserito in futuro in percorsi dedicati agli Alberi della Libertà oppure tra gli alberi storico-monumentali”, spiega il sindaco Marta Giovannini. “Nel Roero questo lavoro è già stato avviato e crediamo che anche Verduno possa valorizzare un patrimonio che spesso passa inosservato ma che racconta molto della nostra storia e della nostra identità”.
Per l'amministrazione si tratta di un percorso che va oltre il singolo censimento e che si inserisce in una più ampia strategia di attenzione all'ambiente e al paesaggio.
“Dobbiamo molto a persone come Ettore Chiavassa, che con passione e competenza continuano a ricordarci il valore della natura in un mondo che talvolta sembra privilegiare la comodità alla bellezza”, osserva il sindaco.
La tutela degli alberi storici procede infatti parallelamente a un programma di nuove piantumazioni che negli ultimi anni ha interessato diverse aree del paese. Interventi sono stati realizzati nelle aiuole all'ingresso dell'abitato, nella fascia adiacente al Santuario del Beato e nell'area del cimitero, dove nuovi alberi sono stati messi a dimora nel corso dell'ultimo anno.
“Intendiamo continuare su questa strada”, conclude Giovannini. “Ogni volta che sarà possibile sottrarre almeno una parte di spazio al cemento e restituirla al verde valuteremo nuovi interventi. È una scelta che guarda al paesaggio, all'ambiente e alla qualità della vita della nostra comunità”.














