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Cronaca | 15 giugno 2026, 10:14

Taser in corso Giolitti, la Procura chiarisce: "Carabiniere aggredito due volte con un coccio di ceramica appuntito"

Il procuratore Onelio Dodero ricostruisce quanto accaduto il 4 giugno scorso. "Allo stato la condotta del militare non appare essere stata eseguita al di fuori di una causa di giustificazione o averne ecceduto i limiti"

Un frame del video circolato in rete

Un frame del video circolato in rete

Arriva una nota della Procura della Repubblica in merito a quanto accaduto il 4 giugno scorso in corso Giolitti e al discusso utilizzo di una pistola a impulsi elettrici da parte di un carabiniere nei confronti di una donna in stato di alterazione.

Una misura non proporzionata alla gravità della situazione, secondo quanti hanno criticato quell’intervento, a partire dal segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino.

Nella nota ora diffusa pochi minuti fa quelli che il procuratore capo Onelio Dodero descrive come "precisi chiarimenti per consentire una corretta informazione aderente ai fatti".

"Il 4 giugno 2026 – si spiega –, verso le ore 18 circa, una pattuglia composta da due appartenenti all'Arma dei Carabinieri è intervenuta in corso Giolitti di Cuneo a seguito della segnalazione di un litigio in corso tra una donna e altre persone. Sul posto, il personale di polizia giudiziaria è stato avvicinato da un individuo in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all'assunzione di bevande alcoliche, il quale ha riferito di aver avuto un alterco con un'amica e di essere stato colpito alla testa con una bottiglia, mostrandone i segni.

I militari hanno quindi preso contatto con la donna che, anch'essa in stato di alterazione per l'uso di alcol, ha confermato il litigio negando però l'aggressione con la bottiglia. Invitati entrambi negli uffici per l'identificazione e per evitare ulteriori disturbi, la donna si è reiteratamente rifiutata; è poi entrata in un locale pubblico, ha afferrato un piatto in ceramica frantumandolo e, con un coccio dalla punta affilata, ha dapprima minacciato di compiere gesti autolesionistici per poi scagliarsi contro uno dei militari".

"Il carabiniere – prosegue il racconto – ha estratto il taser nel tentativo di dissuaderla, ma la donna ha provato a colpirlo per due volte con il coccio, spingendo il militare a utilizzare l'arma a impulsi elettrici per far cessare la condotta aggressiva".

"Come disposto dalle nuove norme di legge – si conclude la nota –, sono attualmente in corso gli accertamenti sulla condotta del pubblico ufficiale che, comunque sia, allo stato attuale non appare essere stata eseguita al di fuori di una causa di giustificazione o averne ecceduto i limiti".

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