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Al Direttore | 15 giugno 2026, 18:09

"Il taser è un'arma estremamente pericolosa: no agli abusi"

Cuneo per i Beni Comuni interviene sui fatti di corso Gioltti: "Questo clima da Far West è l’esatto opposto della sicurezza di cui la città ha bisogno"

"Il taser è un'arma estremamente pericolosa: no agli abusi"

Riceviamo e pubblichiamo. 

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Quanto accaduto in corso Giolitti nei giorni scorsi non è solo un fatto di cronaca: è lo specchio di una civiltà che ha smarrito la propria bussola. 

I commenti sul video che ritrae quattro agenti delle forze dell'ordine colpire di spalle col taser una donna in evidente stato di alterazione, che inoltre viene lasciata cadere di faccia sul marciapiede, dimostrano il fallimento della politica nel dare risposte sensate e dotate di un minimo di intelligenza alla percezione di insicurezza che agita la cittadinanza.

Ribadiamo cosa dicono i dati condivisi dalla Prefettura della nostra città: Cuneo è una città in cui i reati diminuiscono costantemente, e pertanto ci insospettisce tutto questo sguaiato urlare delle destre (e non solo) a favore di una crescente militarizzazione del territorio: vogliono più armi, più videocamere, più controlli, più repressione, quasi che sia l'unica lingua che sono in grado di parlare, o forse l'unica strategia politica che hanno in mente per raccogliere voti. 

In questo scenario desolante, la proposta della consigliera comunale Noemi Mallone (FdI) di fornire il taser anche alla Polizia Locale suona come una provocazione irresponsabile: vogliamo davvero armare chi dovrebbe essere presidio di prossimità con strumenti che organismi internazionali come il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite hanno inserito tra quelli riconducibili a pratiche di tortura e maltrattamento?

Il taser è un dispositivo che manipola la biologia umana con il rischio altissimo di causare aritmie o arresti cardiaci. Non stiamo parlando di un gioco, ma di un’arma i cui effetti sono documentati drammaticamente: Amnesty International ha più volte denunciato come l’uso di questi dispositivi comporti rischi letali, specialmente su persone vulnerabili o in crisi.

Solo in Italia, Paese in cui la diffusione di quest'arma è ancora tutto sommato ridotta, ci sono stati ben 5 morti tra agosto e ottobre 2025, di cui ricordiamo i nomi: Riccardo Zappone a Pescara, Gianpaolo Demartis a Olbia, Elton Bani a Genova, Claudio Citro a Reggio Emilia e Antony Ehogonoh Ihaza a Napoli. 

Sdoganare il taser significa abbassare l'asticella della nostra civiltà, ignorando i moniti delle organizzazioni per i diritti umani che evidenziano come questi strumenti, lungi dall'essere un'alternativa all'uso delle armi da fuoco, finiscano spesso per essere utilizzati in situazioni in cui non sarebbe stato necessario alcun ricorso alla forza. 

Peraltro, si tenga conto che il vademecum operativo redatto dal Viminale nel 2018 per l'utilizzo del taser non contiene limiti vincolanti su durata, frequenza o zone di mira, e le linee guida non sono state mai aggiornate: non esiste allo stato attuale una congrua formazione sull'utilizzo di quest'arma da parte delle forze dell'ordine.

Ci chiediamo dove porterà questa follia. Vogliamo una città in cui la convivenza civile si basa sulla minaccia delle armi anche nelle strade? 

Questo clima da Far West è l’esatto opposto della sicurezza di cui Cuneo ha bisogno. La sicurezza non si "spara" addosso ai cittadini, la sicurezza si costruisce giorno dopo giorno conoscendo il territorio, parlando con le persone, intervenendo prima che il disagio diventi scontro.

Cuneo per i Beni Comuni

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