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Economia | 03 giugno 2026, 07:00

Iperammortamento 2026–2028: maxi-deduzione, decreto attuativo e procedura GSE. Come non perdere il beneficio

Nel 2026 torna al centro della politica industriale uno strumento “storico” per chi investe in tecnologia: l’iperammortamento 2026, oggi ripensato come maxi-deduzione.

Iperammortamento 2026–2028: maxi-deduzione, decreto attuativo e procedura GSE.  Come non perdere il beneficio

Nel 2026 torna al centro della politica industriale uno strumento “storico” per chi investe in tecnologia: l’iperammortamento 2026, oggi ripensato come maxi-deduzione.

L’obiettivo è semplice: spingere le imprese ad accelerare su beni 4.0 interconnessi e, in parte, su investimenti per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.

L’incentivo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), non è un contributo “a rimborso”: funziona aumentando il costo fiscalmente riconosciuto del bene e quindi le quote deducibili nel tempo, con un impatto diretto su IRES/IRPEF.

Aliquote e periodo agevolato: dove conviene pianificare

La misura riguarda investimenti con ordini accettati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Le maggiorazioni sono articolate per scaglioni (fino al tetto complessivo di 20 milioni): 180% fino a 2,5 milioni, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni; oltre, la maggiorazione non si applica.
È una struttura che premia in modo particolare gli investimenti “ben dimensionati” sotto i 2,5 milioni, ma soprattutto chi riesce a rispettare requisiti e tempistiche senza inciampi.

La vera svolta 2026: decreto attuativo e regole operative

Dopo mesi di attesa, è arrivata la versione finale del decreto attuativo, firmato il 4 maggio 2026 dal MIMIT di concerto con il MEF. Questo passaggio è decisivo perché porta l’incentivo dal “principio di legge” alla pratica: piattaforma, comunicazioni, documentazione e controlli.

Due aggiornamenti, in particolare, cambiano l’operatività:

1) Addio alla clausola “made in EU” (con un’eccezione importante)

Le anticipazioni sul testo confermano la soppressione del vincolo di provenienza UE per i beni agevolabili; resta però un’eccezione legata ai moduli fotovoltaici, per i quali il requisito di provenienza UE continuerebbe ad applicarsi nelle categorie previste.

2) Software “in cloud”/SaaS: attenzione ai canoni

Nel testo definitivo non sarebbe più presente il passaggio che, nelle bozze, estendeva esplicitamente l’agevolazione ai canoni per l’accesso a beni immateriali in modalità as-a-service: se confermato in pubblicazione ufficiale, i software SaaS resterebbero fuori dal perimetro agevolabile.

Procedura GSE: da oggi conta la compliance

Il decreto disegna una procedura “a tappe” sulla piattaforma gestita dal GSE, e questo significa una cosa: non basta comprare il bene giusto, bisogna seguire la procedura giusta.

La procedura prevede tre fasi sequenziali: una comunicazione preventiva, poi una comunicazione di conferma dell’investimento entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE (con attestazione di un acconto almeno pari al 20% del costo di ciascun bene) e infine una comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.

A queste si aggiungono due comunicazioni periodiche di monitoraggio: entro il 20 gennaio di ogni anno (dati su investimenti, costi e previsione di utilizzo) ed entro il 30 giugno (piano di ammortamento con quote imputate per esercizio).

C’è poi una novità che “alza l’asticella”: la perizia tecnica asseverata diventa obbligatoria per tutti gli investimenti, senza eccezioni per beni di valore più basso (non vale più l’autocertificazione sotto soglia, come in passato).

Quanto vale davvero: un esempio concreto

Per rendere l’idea: su una società di capitali, un investimento da 1 milione con aliquota 180% genera una maggiorazione deducibile di 1,8 milioni; a IRES 24% significa circa 432.000 euro di minori imposte attribuibili alla sola maxi-deduzione, oltre all’effetto dell’ammortamento ordinario.

Il tema “concordato biennale”: attenzione alle partite IVA

Sul fronte fiscale, resta sul tavolo una possibile correzione per evitare che chi aderisce al concordato preventivo biennale perda l’accesso di fatto all’iperammortamento come variazione dal reddito concordato. È un punto da monitorare, soprattutto per chi pianifica investimenti importanti nel biennio.

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Con regole più definite, l’iperammortamento 2026 diventa una leva potente, ma anche più “procedurale”.

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