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Attualità | 18 maggio 2026, 13:49

Mobilità verso l'Europa, Dalmasso (Uncem Piemonte): "Tutto da rifare, mettendo al centro i diritti di cittadinanza"

La componente della Giunta e sindaco di piasco è intervenuta nei giorni scorsi a una iniziativa sui trasporti nel Cuneese, in Piemonte e diretti all'estero

Stefania Dalmasso

Stefania Dalmasso

"Quando parliamo di mobilità in montagna non stiamo discutendo semplicemente di trasporti. Stiamo parlando di un diritto di cittadinanza. Perché la possibilità di spostarsi significa poter lavorare, studiare, curarsi, aprire un'impresa, frequentare una scuola, raggiungere un ospedale, partecipare alla vita sociale e culturale. Senza mobilità, un territorio perde abitanti. E quando perde abitanti, perde servizi, economia, presidio ambientale, futuro".

Lo afferma Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco, componente della Giunta Uncem Piemonte, intervenuta nei giorni scorsi a una iniziativa sui trasporti nel Cuneese e in Piemonte verso l'Europa.

"La vera sfida è superare una visione urbana dei servizi - evidenzia Dalmasso - Non possiamo applicare gli stessi criteri di efficienza economica usati nelle aree metropolitane a territori dove i chilometri valgono più dei numeri assoluti e dove ogni servizio ha anche una funzione sociale e di presidio. In montagna un autobus non trasporta solo persone. Tiene insieme una comunità".

Una strada ben mantenuta non è soltanto asfalto. È sicurezza, accessibilità, possibilità di restare. "E allora dobbiamo smettere di considerare la spesa per la mobilità montana come un costo da comprimere - riflette la prima cittadina di Piasco - È un investimento strategico nazionale. Penso alle vallate del Piemonte, dove amministratori locali spesso fanno miracoli con risorse insufficienti. Comuni piccoli, ma con territori enormi da gestire. Sindaci che ogni inverno combattono contro frane, neve, dissesto, chiusure stradali. Eppure proprio questi territori stanno dimostrando una straordinaria capacità di innovazione: servizi condivisi tra Comuni, comunità energetiche, sperimentazioni sul trasporto scolastico e sociale, nuove forme di turismo sostenibile. Dobbiamo partire da queste esperienze concrete. Perché la montagna non chiede assistenza. Chiede condizioni eque".

Serve una nuova alleanza tra istituzioni, territori, imprese e cittadini. "Serve una politica nazionale ed europea che riconosca davvero la specificità montana, non solo nelle dichiarazioni ma nei criteri di finanziamento e nelle norme - ancora Dalmasso - E serve anche un cambio culturale. La mobilità del futuro non sarà misurata soltanto sulla velocità. Sarà misurata sulla capacità di connettere persone e territori senza creare nuove disuguaglianze. Se un giovane decide di vivere in valle deve poter avere le stesse opportunità di chi vive in città. Non identiche modalità, ma identica dignità nei diritti. Questa è la sfida che abbiamo davanti. Come Uncem Piemonte continueremo a lavorare perché le politiche per la montagna non siano marginali ma strutturali. Perché investire nella mobilità montana significa investire nella coesione del Paese, nella sostenibilità ambientale e nella qualità della vita di tutti".

c.s.

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