La provincia di Cuneo si rivela uno dei territori piemontesi in cui il mercato dell'occulto, della cartomanzia e del folklore muove i numeri più alti della regione, subito dietro all'area metropolitana di Torino. Analizzando le stime e le proiezioni territoriali fornite dagli studi di settore, come l'Osservatorio Antiplagio e il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), emerge una realtà sommersa imponente che unisce il business digitale alle antiche credenze rurali.
Nella sola Provincia Granda si stima la presenza stabile di un numero compreso tra i 100 e i 150 operatori dell'esoterismo attivi. La cifra include sia i professionisti con studi avviati, sia i sensitivi che operano esclusivamente online tramite social network e chat, fino ad arrivare ai guaritori tradizionali delle zone montane e di campagna. Il volume di cittadini cuneesi che si rivolge a queste figure è sorprendente: si calcola che ogni anno tra le 50mila e le 60mila persone residenti nella provincia effettuino almeno un consulto.
L'identikit del pubblico mostra una netta prevalenza femminile, che rappresenta circa il 68% della clientela totale. Le motivazioni principali che spingono a cercare risposte nelle carte o nei rituali rimangono legate a momenti di forte fragilità emotiva, come le crisi sentimentali, la solitudine o l'incertezza lavorativa ed economica. Un dato sociologico rilevante evidenzia inoltre come la quasi totalità dei clienti si dichiari di religione cattolica, non avvertendo alcuna contraddizione tra la propria fede e il ricorso alle arti occulte.
Questo flusso costante di richieste genera un giro d'affari stimato per il territorio cuneese che si aggira tra i 25 e i 30 milioni di euro all'anno.
Si tratta di un'economia quasi completamente sotterranea: appena il 2% dei clienti riceve infatti un regolare documento fiscale per le prestazioni ricevute. Per il resto, il 55% riceve una semplice quietanza anonima priva di valore legale e il 44% non ottiene assolutamente nulla in cambio del denaro versato. La spesa media annua per ogni singolo utente abituale è di circa 500 euro, ma le associazioni a tutela dei consumatori segnalano casi estremi in cui le vittime di raggiri arrivano a dilapidare migliaia di euro a causa di minacce di malocchi o promesse di guarigioni miracolose.
Un elemento centrale della realtà attuale riguarda l'impatto della digitalizzazione sul territorio cuneese. Ben il 90% dei consulti totali avviene ormai a distanza, via telefono, WhatsApp, Telegram o videochiamata. Ciò significa che la maggior parte dei capitali spesi dai cittadini della provincia non rimane fisicamente nei confini locali, ma fluisce verso operatori che gestiscono la propria attività interamente online, talvolta nascondendosi dietro profili social ingannevoli o avatar virtuali che spariscono nel nulla una volta incassato il denaro. Solo il restante 10% dei clienti della Granda continua a preferire l'incontro tradicional in uno studio fisico.
La distribuzione geografica del fenomeno si divide in tre grandi canali. Nelle sette città principali della provincia — Cuneo, Alba, Bra, Saluzzo, Savigliano, Fossano e Mondovì — si concentra circa il 60% dell'attività legata alla cartomanzia commerciale e astrologica, promossa tramite inserzioni web geolocalizzate. Un altro 30% è rappresentato dal mondo invisibile dei guaritori di campagna e delle vallate alpine (come la Valle Po, la Val Varaita o la Val Maira) che operano per passaparola e accettano solo offerte libere in beni o denaro per non violare la credenza contadina secondo cui il "dono" della fisica o della segnatura si perde se viene monetizzato. Il restante 10% riguarda invece l'indotto puramente culturale e turistico legato alle storiche figure delle masche (le streghe piemontesi), che in centri come Rifreddo o Paroldo attirano ogni anno migliaia di visitatori, trasformando l'antico timore della stregoneria in eventi, spettacoli storici ed economia locale.
Analizzando la tipologia dei servizi, la domanda esprime bisogni precisi.
Il servizio in assoluto più richiesto nella Granda riguarda l'ambito sentimentale e affettivo, che copre da solo circa il 48% dei consulti complessivi. Sotto questa voce si muovono soprattutto i "legamenti d'amore" (rituali per legare a sé una persona), i filtri per il ritorno di un ex partner e la purificazione delle coppie da presunte interferenze esterne. A richiedere questo genere di aiuto psicologico-esoterico sono principalmente donne tra i 30 e i 55 anni, ma negli ultimi anni le segnalazioni evidenziano un aumento di giovani sotto i 25 anni, i quali si rivolgono ai cartomanti online per superare blocchi relazionali o delusioni amorose.
Al secondo posto troviamo i consulti legati al lavoro, al successo economico e al gioco, che rappresentano circa il 27% delle richieste in provincia. In questo caso l'identikit del cliente cambia sensibilmente: si tratta spesso di piccoli imprenditori locali, commercianti in difficoltà o disoccupati, con una percentuale maschile molto più alta rispetto alla media generale. I servizi più venduti spaziano dalla lettura dei tarocchi per prevedere l'esito di un investimento o di un colloquio di lavoro, fino a ritualità più costose per propiziare la fortuna negli affari o per ricevere numeri "vincenti" da giocare al lotto e al superenalotto.
Il restante 25% della domanda cuneese è assorbito dalla richiesta di protezione da malocchi, negatività e problemi di salute. Questa fetta di mercato è anche la più rischiosa sul piano delle truffe. Il meccanismo standard prevede che il finto mago utilizzi un normale consulto conoscitivo per spaventare la persona, sostenendo che sulla sua famiglia pende una grave fattura o il rischio di una malattia fulminante. Per spezzare questo "anatema immaginario" vengono venduti servizi di sottomissione energetica, talismani protettivi e finti rituali di liberazione che possono costare da poche centinaia fino a migliaia di euro. Nelle zone rurali e montane della provincia, questa richiesta si sposta invece sui guaritori tradizionali per la "segnatura" di problemi fisici (come bruciature o herpes), un servizio che tuttavia resta fuori dal circuito commerciale poiché basato su offerte libere e spontanee.
Il dato forse più allarmante per la provincia di Cuneo, in perfetta linea con l'andamento nazionale, è l'altissimo livello di omertà e "vergogna" che circonda il settore. Appena il 3% delle persone che subiscono una truffa, una minaccia o un'estorsione legata a finti malocchi trova il coraggio di superare l'imbarazzo e sporgere una regolare denuncia alle forze dell'ordine. Il restante 97% preferisce assorbire la perdita economica e psicologica in silenzio, alimentando ulteriormente la fitta rete di questo mercato invisibile.














