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Cronaca | 15 maggio 2026, 16:20

Due fratelli monregalesi accusati di spionaggio industriale nei confronti di un’azienda di Villanova

Contro i due l’accusa di avere ottenuto informazioni riservate da un dipendente dell’altra impresa. L’ex collaboratore, che intanto ha patteggiato, ha raccontato in aula la sua verità

Dal ritrovamento di uno smartphone in uso al collaboratore il processo in corso davanti al Tribunale di Cuneo

Dal ritrovamento di uno smartphone in uso al collaboratore il processo in corso davanti al Tribunale di Cuneo

È proseguito in Tribunale a Cuneo il processo per la presunta attività di “spionaggio industriale” che vede imputati i fratelli M.F. e S.F., assistiti dall'avvocato Nicola Menardo, titolari dell’azienda 2 Gamma di Mondovì, accusati di aver ottenuto informazioni riservate della concorrente villanovese Flextech attraverso un dipendente infedele.

La vicenda prende le mosse dal ritrovamento di un telefono cellulare, rinvenuto nel deposito per i corrieri della ditta di Villanova Mondovì da parte del titolare dell’azienda.

Lo smartphone non era protetto da Pin. “Ho scoperto - aveva spiegato in aula il ceo di Flextech- che su WhatsApp c’erano comunicazioni di un mio dipendente con i due fratelli, che lo invogliavano a reperire informazioni su clienti e prezzi di vendita, schermate dei processi di produzione”.

Nell’ultima udienza è stato sentito proprio il dipendente, l’ex responsabile della produzione della Flextech, che ha già patteggiato una condanna.

L’uomo era stato assunto nel 2011, quando il gruppo era ancora suddiviso tra Viviplast, 2 Gamma e la nascente Flextech. In aula ha ricostruito i rapporti tra le varie società e il clima interno all’azienda negli anni precedenti ai fatti.

“A fine 2020 l’ambiente non mi piaceva più", ha raccontato il teste. Secondo l’uomo, inoltre, in azienda si parlava del rischio che idee e processi produttivi sviluppati dalla concorrente 2 Gamma venissero replicati. In particolare, il testimone ha riferito di aver visto fotografie relative a un prototipo di saldatore brevettato proprio dall’azienda accusata mostrate da un manutentore esterno poi assunto da Flextech.

L’ex dipendente ha spiegato di aver mantenuto contatti con M.F., titolare della ditta, anche dopo il passaggio in Flextech: “Erano rapporti da bar”, ha precisato rispondendo alle domande del giudice. Sarebbe stato proprio M.F., secondo quanto emerso, a proporgli l’utilizzo di una Sim telefonica separata per comunicare eventuali violazioni della proprietà intellettuale. “Sì, qualcosa avevo segnalato”, ha ammesso il teste riferendosi a presunte anomalie interne all’azienda.

Nel corso dell’esame, il testimone ha inoltre dichiarato di "non aver mai ricevuto informative aziendali relative a controlli sui computer aziendali o sull’utilizzo dei dispositivi informatici". Ha però confermato che, dopo aver espresso ai vertici della società le proprie perplessità, gli sarebbe stato risposto che “non poteva” sottrarsi a determinate dinamiche lavorative.

L’udienza è stata rinviata al 21 luglio alle 10, quando saranno sentiti i consulenti tecnici.

CharB.

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