A volte la storia torna nei luoghi da cui era partita, quasi a chiudere un cerchio lungo due secoli. È accaduto a Monchiero, dove mercoledì 13 maggio è stato presentato il libro “Consigliere e diplomatico alla corte birmana. La straordinaria vita del missionario padre Paolo Abbona”, scritto da Anna Maria Abbona Coverlizza e dedicato a una delle figure più singolari nate nelle Langhe dell’Ottocento.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Monchiero insieme a MedAcross, ha riportato nel suo paese natale la vicenda di Padre Paolo Abbona, missionario oblato nato nel 1806, protagonista di un’esistenza che attraversò mondi lontanissimi rispetto alle colline da cui era partito.
La giornata si è aperta nella chiesa parrocchiale con la Santa Messa presieduta dal vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, per poi proseguire con l’incontro pubblico dedicato al volume pubblicato da Effatà Editrice.
Al centro dell’incontro non soltanto la dimensione religiosa, ma soprattutto il profilo umano e culturale di Abbona: missionario in Birmania dal 1839, poliglotta, medico, astronomo e geografo, capace di diventare consigliere e diplomatico alla corte del re Mindon in una fase storica delicatissima per il Myanmar.
Attraverso il lavoro di ricerca della pronipote Anna Maria Abbona Coverlizza, la figura di Padre Abbona è riemersa come quella di un uomo sospeso tra evangelizzazione, diplomazia e costruzione di relazioni internazionali, in un tempo in cui il dialogo tra Oriente ed Europa passava spesso attraverso figure isolate e fuori dagli schemi.
All’incontro sono intervenuti anche il sindaco di Monchiero Filippo Costa, la direttrice esecutiva di MedAcross Erika Vitale e la senatrice Albertina Soliani, presidente onoraria dell’associazione Amicizia Italia-Birmania.
Il legame tra passato e presente è stato uno dei fili conduttori della serata. Non soltanto perché il libro ricostruisce la storia di un missionario piemontese in Birmania, ma anche perché proprio in Myanmar opera dal 2016 MedAcross, impegnata in progetti sanitari e di cooperazione internazionale.
In questo senso, la presentazione non si è trasformata in una semplice commemorazione storica, ma in un dialogo tra la memoria di un uomo dell’Ottocento e le fragilità contemporanee di un Paese ancora oggi segnato da profonde difficoltà sociali e politiche.














