Riceviamo e pubblichiamo.
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Egregio direttore,
la situazione della sanità regionale ci impone di intervenire nuovamente per esprimere le nostre preoccupazioni su quella che ci appare essere una vera e propria crisi.
Ci riferiamo alla notizia del “buco” di bilancio di 200 milioni di euro improvvisamente apparso nei conti pubblici regionali. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi spiega che in realtà la situazione è sotto controllo e che presto il buco verrà ripianato.
E’ la nostra speranza e vogliamo che la problematica si risolva, perché non siamo quelli del “tanto peggio, tanto meglio”.
Però, ci chiediamo: a cosa sono serviti i tagli e i contenimenti di spesa degli ultimi anni se poi i conti, ancora una volta, non tornano? E, soprattutto, quale futuro si prospetta per l’Ospedale di Ceva e per la sanità locale?
Nelle scorse settimane abbiamo commentato le notizie della fuoriuscita dei radiologi dall’Ospedale di Mondovì e della riduzione del personale medico del 118 operativo in Val Tanaro.
A quest’ultimo proposito precisiamo di essere ben consapevoli della professionalità del personale infermieristico - mai messa in discussione peraltro - ma è innegabile che questa misura rappresenti un taglio, sul quale riteniamo necessario intervenire.
Per quanto riguarda il trasferimento dei radiologi, la nostra attenzione rimane massima. E’ vero che la scarsità di personale medico è un oggettivo limite operativo, ma ci chiediamo: dappertutto tale carenza colpisce allo stesso modo? Ci sono Ospedali e Asl dove tale carenza è avvertita in misura inferiore?
Se così fosse, invitiamo tutti i responsabili, a livello politico e amministrativo, a prendere i provvedimenti necessari a scongiurare ripercussioni troppo severe sulle stesse strutture. Vogliamo evitare che problematiche simili a quella dei radiologi si ripetano in futuro. E perciò chiediamo che si adottino quelle misure affinché nessun’altra specialità medica si trovi in sofferenza: per quanto riguarda l’Ospedale di Ceva, pensiamo, ad esempio, alla chirurgia ed all’anestesia, che svolgono un ruolo strategico. La prima garantisce la piena operatività dell’Ospedale; la seconda è un presidio fondamentale, anche in orario notturno, a supporto degli altri reparti.
Come abbiamo già avuto occasione di dire, riconosciamo l’importanza dei significativi investimenti per l’Ospedale di Ceva, in parte già effettuati - l’Ospedale di Comunità - in parte programmati - gli interventi di adeguamento sismico. Però, rischierebbero di essere risorse gettate al vento se poi l’Ospedale non fosse in grado di erogare servizi per carenza di personale.
Chiediamo quindi la massima attenzione al mantenimento del personale presso l’Ospedale, cosicché i servizi attualmente presenti continuino a essere garantiti in futuro e l’Ospedale di comunità - che la Regione per prima ha promosso - sia pienamente operativo.
Infine, rimane sempre aperta la questione delle emergenze. Per noi resta irrinunciabile la riapertura H24 del Pronto Soccorso di Ceva, ma intanto occorre che venga data attuazione pratica al protocollo d’intesa con la Regione Liguria, annunciato lo scorso 11 febbraio, proprio con riferimento alle emergenze.
Il CO.DI.CE. continuerà a vigilare sulla situazione!
Codice – Comitato per l’Ospedale di Ceva














