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Politica | 11 maggio 2026, 12:05

VERSO LE ELEZIONI / Intervista a Luigi Genesio Icardi, candidato consigliere a Santo Stefano Belbo

L’ex sindaco ed ex assessore regionale alla Sanità, oggi consigliere a Palazzo Lascaris, parla delle divergenze sorte con la sindaca uscente Laura Capra e illustra le ragioni del suo sostegno al candidato Francesco Galluccio

VERSO LE ELEZIONI / Intervista a Luigi Genesio Icardi, candidato consigliere a Santo Stefano Belbo

Luigi Genesio Icardi, consigliere regionale, già assessore regionale e sindaco di Santo Stefano Belbo, perché ha deciso di candidarsi con Francesco Galluccio e non sostenere più l’attuale sindaca Capra?

"Ho sostenuto l’amministrazione Capra sin dall’inizio. Anzi, ancora prima l’ho nominata vicesindaco per l’ultimo anno del mio mandato. E’ successo nel maggio 2019, quando sono stato eletto in Regione e dovevo lasciare la carica di sindaco. Avevo due scelte: portare il Comune al voto nell’autunno, con qualche mese di commissario prefettizio, oppure chiedere al mio vicesindaco di sostituirmi e completare così il mandato. Ho scelto la seconda strada e il mio vicesindaco, Giovanni Colla, era pronto ad andare avanti. Fu poi Laura Capra, che mi chiese di poter fare il vice-sindaco in vista delle elezioni del 2020. Allora Giovanni Colla, che era un uomo buono e generoso, acconsentì e fece un passo indietro per lasciare il suo posto a Laura. La nominai vicesindaco e successivamente, nel 2020 mi candidai consigliere nella lista Capra, sostenendola e facendo anche campagna elettorale per lei".

Poi cos’è successo, perché non sostiene più l’attuale sindaca Capra?

"Andando avanti, sempre più frequentemente non ero d’accordo su alcune iniziative, progetti e spese del Comune. Sono nate divergenze di vedute sulla gestione del Comune e soprattutto sugli impegni di spesa assunti dall’ente. Non sono stato ascoltato e di conseguenza me ne sono andato. Ho poi condiviso con Francesco Galluccio una diversa proposta di amministrazione da presentare ai santostefanesi, con le nostre idee per il futuro di Santo Stefano".

Lei dice che se n’è andato, ma la sindaca Capra nella sua intervista sostiene che in realtà lei non ha partecipato molto ai consigli comunali.

"Sì, è vero e per questo mi ha anche definito un 'amministratore assente'. Ma vede, dal 2019 al giugno 2024 ero assessore regionale alla sanità, una carica che già in periodi normali richiede un impegno sovraumano di tempo ed energie, si figuri con la pandemia Covid, la peste suina, un piano straordinario di edilizia sanitaria da oltre 4 miliardi di euro con 11 ospedali da costruire. Un impegno davvero gravoso. Nonostante ciò ho sempre seguito il mio Comune e l’azione amministrativa comunale, in tutti i suoi aspetti. Aggiungo anche un augurio per la sindaca Capra: che possa avere nella sua squadra tanti 'amministratori assenti' come il sottoscritto, che però ha portato a Santo Stefano milioni e milioni di contributi straordinari a fondo perduto, con i quali la sindaca Capra ha potuto realizzare la stragrande maggioranza di quelle opere pubbliche di cui si vanta".

Potrebbe farci qualche esempio concreto? Di quali contributi parla?

"Certamente. Ne cito alcuni, che da soli superano i 6 milioni di euro, ma ce ne sono altri. Mi sto riferendo ai quasi 2 milioni per la Casa della Comunità, 500 mila per la pulizia del Belbo, al milione e 870 mila per il Mulino, ai 300 mila euro per il vecchio asilo e al milione e mezzo per il nuovo asilo".

Torniamo ai motivi, alle ragioni di divergenza con la sindaca Capra. Quali sono stati?

"La gestione del bilancio, le tasse comunali, ma anche Camo, la questione di Camo. La fusione tra i Comuni di Santo Stefano e Camo fu recepita con la Legge regionale 24 del 2018 e io presi accordi precisi con l’amministrazione di Camo che prevedevano una serie di impegni, come il mantenimento di alcuni uffici a Camo, l’istituzione del pro-sindaco di Camo con diritto di partecipare ai consigli comunali e soprattutto che il 10% del contributo straordinario, circa 75.000 euro all’anno, fosse destinato a Camo. Questi patti non mi risultano essere stati rispettati dalla giunta Capra. Rivolgendomi agli elettori, mi permetto anche di suggerire di far due parole con l’ex sindaco o con gli ex amministratori di Camo. Potranno confermare e fornire informazioni più precise".

Parliamo allora anche di bilancio comunale. La sindaca Capra in un’intervista contesta le affermazioni del candidato Galluccio. Chi ha ragione?

"Questo un tema molto tecnico, non sempre di facile comprensione, ma ho visto che i nostri avversari hanno iniziato la campagna elettorale con lo slogan 'Conti in ordine…'. Certo che i conti devono essere in ordine, ci mancherebbe altro. Il bilancio deve essere in pareggio, devono essere garantiti gli equilibri: è un obbligo di legge. E guai se non fosse così. Il vero tema è come ci arrivi, come ottieni il pareggio di bilancio".

Cosa vuole dire?

"Mi spiego meglio. Dopo il Covid, abbiamo vissuto un periodo molto favorevole, un periodo di grandi investimenti, sono arrivati molti soldi, fondi del Pnrr, i fondi di coesione sociale e altri ancora, che hanno permesso di fare tante cose. Il nostro Comune, in aggiunta, dal 2019 ha beneficiato di ulteriori 5 milioni e 100 mila euro di contributo straordinario per la fusione che avevo fatto con Camo. Tutto questo oltre le entrate ordinarie del Comune. Una situazione di prosperità mai vista a Santo Stefano. Ma tutti questi soldi non sono bastati all’amministrazione Capra, che in più ha ancora voluto fare 2 milioni e 600 mila euro di mutui (tra Comune e Unione montana) e ha consumato metà dell’avanzo di amministrazione, metà dei risparmi del Comune.

"Poi, per riuscire a pareggiare il bilancio, cosa ha fatto? Ha aumentato le tasse ai santostefanesi, ha alzato di due punti, pari al 30%, l’addizionale comunale Irpef. Quindi, per rispondere alla sua domanda, quando la sindaca Capra dice che il bilancio comunale è stato 'mantenuto solido, senza gravare sui cittadini' dice una cosa falsa, perché ha messo le mani nelle tasche dei santostefanesi. Ha ragione Galluccio".

Questi sono dati che la sindaca Capra contesta. Possiamo parlarne in dettaglio, cominciando dall’avanzo di amministrazione?

"Certo. Nel 2019 ho lasciato un avanzo di quasi un milione di euro e alla fine del 2025 l’amministrazione Capra lascia un avanzo di circa 500.000 euro. Il conto è facile: ha consumato metà dell’avanzo, metà dei risparmi. La sindaca Capra racconta agli elettori che l’avanzo medio dei 5 anni è di 850 mila euro. Cosa che non ha nessun senso. Quando vado in banca io guardo il saldo attuale, quello che adesso ho sul conto, non la media degli anni passati, che non significa proprio niente".

L’indebitamento del Comune è diminuito o cresciuto?

"L’indebitamento reale è cresciuto e anche in modo significativo. Vede, se noi conteggiamo solo i mutui contratti direttamente dal Comune, come fa la sindaca Capra, vediamo un andamento in diminuzione, perché i vecchi mutui si estinguono progressivamente. Ma se guardiamo anche ai mutui contratti dall’Unione montana per conto del Comune, allora si vede chiaramente che l’indebitamento reale è aumentato durante l’amministrazione Capra. E’ troppo comodo, per la sindaca, far finta di non vedere l’indebitamento indiretto, che però bisogna rimborsare e che costa al Comune 120 mila euro all’anno. Aggiungo che queste operazioni richiedono anche un parere di regolarità tecnica che i responsabili degli uffici finanziari comunali devono rilasciare. Mi risulta che abbiano fatto forti resistenze proprio su questi nuovi mutui, accese discussioni, ritenendo questo livello di indebitamento difficilmente sostenibile dal Comune. Questo dimostra come, contrariamente a quanto afferma la sindaca Capra, il bilancio del Comune sia meno solido di prima, decisamente più fragile. Non pretendo di essere creduto solo perché lo dico pubblicamente, ma, rivolgendomi agli elettori, consiglierei loro di parlarne con chi era responsabile del servizio finanziario nel 2023, oggi in pensione, per aver un’idea chiara, precisa e soprattutto veritiera".

I suoi avversari dicono che anche lei ha fatto gli stessi tipi di mutui…

"Si, è vero, anche se per importi molto inferiori. Ma c’è una differenza sostanziale: ho sempre speso con grande attenzione e parsimonia e soprattutto per far quadrare il bilancio non ho mai aumentato le tasse, anzi nel 2019 ho abbassato sia l’IRPEF che l’IMU ai santostefanesi.

Ecco, il tema delle tasse comunali è uno dei temi più caldi. Come stanno le cose?

"Nel 2019, esattamente il 13 marzo con delibera n.1, avevo ridotto di due punti l’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF, portandola da 0,8 a 0,6, cioè una riduzione pari al 30%. In quegli anni ogni punto valeva circa 60/70 mila euro e in aggiunta avevo ridotto alcune aliquote di Imu per i fabbricati produttivi. In tutto una manovra da circa 300 mila euro, finiti nelle tasche dei santostefanesi. Ho potuto farlo utilizzando una parte del contributo straordinario ottenuto per la fusione con Camo. Nel 2024, esattamente il 27 dicembre con delibera n.31, l’amministrazione Capra ha riportato l’aliquota dell’addizionale IRPEF dallo 0,6 allo 0,8 aumentandola del 30%. Questi sono dati di bilancio incontrovertibili".

E quindi cosa farete voi in merito?

"Ho voluto raccontare questi aspetti, queste vicende non per fare una sterile critica politica all’operato della sindaca Capra, ma per spiegare i motivi, le ragioni oggettive, che mi hanno spinto a non sostenerla più, ad abbandonare l’amministrazione Capra, per lavorare a una diversa proposta da presentare ai santostefanesi e soprattutto per spiegare come la nostra proposta cerchi di porre rimedio a scelte errate della precedente amministrazione. Quindi, prima di tutto, abbasseremo di nuovo le tasse comunali, regolando la nostra manovra finanziaria in modo da rimettere nelle tasche dei santostefanesi la metà del contributo straordinario ottenuto per la fusione con Camo, circa 300 mila euro. Rispetteremo gli accordi presi con l’ex amministrazione di Camo e destineremo il 10% del contributo straordinario, 75 mila euro all’anno, a Camo. Certamente dovremo pagare i mutui, ma ridurremo l’indebitamento e gestiremo in modo oculato le risorse comunali, continuando a trovare finanziamenti a fondo perduto per realizzare sempre nuovi investimenti per il paese, ma investimenti che portino davvero benefici tangibili per i cittadini. In estrema sintesi, la formula sarà non spendere e spandere in modo disordinato, come se non ci fosse un domani, ma razionalizzare la spesa e orientarla su interventi e iniziative che abbiano davvero e sempre effetti positivi e concreti per i santostefanesi Ogni euro speso deve portare benefici per la popolazione".

Un’ultima domanda su una questione spinosa: la variante al piano regolatore cimiteriale che il candidato Galluccio ha dichiarato di voler modificare. Cosa ne dice?

"Sono d’accordo con Galluccio, prevedere la costruzione di una grossa batteria di nuovi loculi comunali proprio all’ingresso del cimitero, dal punto di vista architettonico ed estetico è inguardabile, stravolge l’impianto originario del cimitero e lo rovina irrimediabilmente. Soprattutto, come ricordano bene i più anziani, in passato in quell’area venivano sepolti i defunti nella terra. L’idea di scavare proprio lì per costruire una murata di loculi urta la sensibilità di tanti santostefanesi, perché è poco rispettosa del luogo e delle persone che vi furono inumate. Non si costruisce su un’area che fu terra di sepoltura. Quindi la nostra azione sarà quella di modificare subito la variante fatta dall’amministrazione Capra, cancellare questa previsione e realizzare un ampliamento del cimitero, con nuovi loculi comunali, spazi per tombe private e aree per inumazioni. Un intervento razionale e rispettoso, migliorativo dell’intero complesso".

La sindaca Capra sostiene invece che l’ampliamento del cimitero comporterebbe una serie di problemi, espropri a privati, riduzione parcheggi di piazza Unità d’Italia, spostamento dell’eliporto, vincoli di fascia cimiteriale per imprese e famiglie, ecc… .

"Tutti questi rischi che paventa sono totalmente infondati, sono sciocchezze, Sta cercando disperatamente di difendere la sua scelta, che è una scelta indifendibile. L’ampliamento del cimitero che noi intendiamo realizzare è già stato progettato e non comporta alcun esproprio a privati, nessuna riduzione di parcheggi in piazza Unità d’Italia, nessuno spostamento dell’eliporto. La fascia di rispetto cimiteriale non va a inserire nessun nuovo vincolo ed è comunque sempre riducibile con parere Asl. Nella mia attività lavorativa ho fatto centinaia di riduzioni di fascia cimiteriale, non è affatto un problema. La dimostrazione è semplice: se non fosse così, non sarebbe stato possibile costruire il nuovo asilo a poche decine di metri dal cimitero".

Ipe

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