La Fondazione Ferrero di Alba presenta un nuovo progetto espositivo: "Nino Migliori [100] Una ricerca senza fine".
Curata da Denis Curti, la mostra è dedicata a Nino (Antonio) Migliori, nato a Bologna nel 1926, tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia. Sperimentatore, sensibile esploratore e lettore alternativo, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi Migliori è considerato un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
Migliori inizia a fotografare nel 1948 e le sue opere svolgono uno tra i percorsi più ramificati e interessanti della cultura d’immagine europea. «Finita la guerra – sostiene lo stesso Migliori - era forte per tutti il desiderio di ricominciare a vivere in libertà e la fotografia mi permetteva di incontrare gente, di rappresentare spazi e paesaggi dal mio punto di vista, secondo la mia interpretazione fuori dalla retorica».
Neorealismo, Muri, Manifesti strappati, I luoghi di Morandi, Photobiographemi, Nonsense, Sperimentazioni, Lo studio ai tempi della pandemia, Alfabeto immaginato, Trasfigurazioni, Bicchie-Rotti, Colombe, La mia città, Notturno dall’Asinelli / Via Rizzoli sono le sezioni in cui è articolata l’esposizione dei lavori di Migliori alla Fondazione Ferrero. L’eterogeneità delle tecniche e dei materiali rappresentano un percorso di sperimentazione e ricerca concettuale continuo e multiforme in cui convivono stampe fotografiche, negativi, installazioni, fusioni, sculture, dispositivi della visione.
Le opere raccolte in mostra raccontano come la fotografia nelle mani di Migliori non sia solo testimonianza, ma anche campo di azione, "una superficie plastica da incidere, alterare, perfino negare" come scrive Denis Curti, curatore della mostra.
"Dai Muri alle Cancellazioni, fino alle sperimentazioni off-camera e alle manipolazioni in Polaroid – scrive ancora Curti -, Migliori elabora un lessico fondato sull’errore, sulla materia e sulla possibilità di infinite metamorfosi percettive. Ogni intervento è insieme gesto estetico ed etico: la visione non è mai univoca, ma stratificata, costruita per contrasti, combinando memoria e oblio, controllo e caos".
Alla soglia dei suoi 100 anni, Migliori continua a lavorare a “una ricerca senza fine”, sempre curiosa, sempre in movimento, utilizzando la fotografia come pratica critica e poetica insieme: non solo strumento di riproduzione, ma forma libera di pensiero.
"In un presente segnato dalla proliferazione e smaterializzazione iconografica – sostiene ancora Denis Curti -, l’opera di Migliori conserva una straordinaria attualità: invita a considerare la fotografia non come strumento neutro, ma come forma critica capace di mettere in discussione ogni certezza. Un modo di fare arte aperto, instabile e vitale, che continua a ridefinire, ancora oggi, le possibilità del vedere".
La mostra, che è un progetto della Fondazione Ferrero e della Fondazione Nino Migliori in collaborazione con Le Stanze della Fotografia, sarà inaugurata venerdì 15 maggio alle ore 18. Insieme a Nino Migliori e al curatore Denis Curti, sarà presente anche Ferdinando Scianna, fotografo siciliano, nato a Bagheria, nel 1943. Grande interprete della cultura e delle tradizioni della sua terra d’origine, è stato collaboratore come fotoreporter per l’Europeo, inviato speciale e corrispondente da Parigi per alcune testate giornalistiche, fra cui Le Monde Diplomatique e la Quinzaune Litterarie, testimone del mondo della moda lavora senza mai abbandonare il reportage sociale, i ritratti e il giornalismo.

La mostra si tiene alla Fondazione Ferrero di Alba in via Strada di mezzo, 44, dal 16 maggio al 25 giugno 2026.
Orari di apertura: giovedì e venerdì 15-19, sabato e domenica 10-13 / 15-19. Ingresso gratuito.
Nino Migliori Inizia a fotografare verso la fine degli anni Quaranta oscillando fra immagini realiste, ed una eclettica sperimentazione sui materiali. Si passa dall’immagine al suo processo generativo, ciò mette in luce aspetti trascurati o non previsti del linguaggio fotografico: la reazione dei materiali, il ruolo cosciente del caso, in quanto distrazione ricercata ad arte, ruolo del tempo, e presenza fisico-gestuale dell’artista.
In questa ricerca subentra anche un altro elemento: un momento riflessivo-speculativo sviluppato con valenze concettuali dalla fine anni Sessanta in poi. Tra le molteplici ricerche che iniziano allora troviamo il lavoro con i materiali Polaroid che conducono alle più recenti Trasfigurazioni ottenute dalla rielaborazione digitale di immagini residuali ricavate dalle manipolazioni delle istantanee.
Dal 1978 Migliori è stato docente di Storia della Fotografia al Corso di Perfezionamento di Storia dell’Arte dell’Università di Parma, ha diretto workshops e si è dedicato con frequenza alla didattica in scuole di vario ordine e grado (comprese le scuole dell’infanzia come il Nido Mast di Bologna) e in istituzioni museali.
Nel 2016 ha dato vita alla Fondazione Nino Migliori.
Il film Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza, diretto da Elisabetta Sgarbi è stato premiato ai Nastri d'Argento 2023 nella cinquina dei documentari “che raccontano protagonisti ed eventi di Cinema, Spettacolo, Cultura”.
Numerose sono le mostre dedicate al suo lavori sia in Italia che all’estero e sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private fra le quali Mambo – Bologna; Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea - Torino; CSAC - Parma; Calcografia Nazionale - Roma; MNAC Barcellona; Museum of Modern Art - New York; Museum of Fine Arts - Houston; Museum of Fine Arts - Boston; Musée Reattu - Arles; Maison Européenne de la Photographie- Parigi, The Metropolitan Museum- New York, SFMOMA – San Francisco ed altri.
Denis Curti è critico e curatore di fotografia. Attualmente è nel board delle Stanze della fotografia di Venezia. È direttore artistico del Deloitte photogrant e curatore delle mostre fotografiche nel complesso museale di Santa Giulia a Brescia. È autore di diversi saggi dedicati alla cultura dell’immagine e curatore di moltissime mostre personali.Tra queste: Henri Cartier Bresson, Jacques Henri Lartigue, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Nino Migliori. È stato direttore del magazine IL FOTOGRAFO e dell’agenzia Contrasto.
La Fondazione Nino Migliori, costituita nel gennaio 2016, è impegnata nella tutela del profilo e dell’identità artistica di Nino Migliori, oltre alla cura e la preservazione di tutta la sua opera fotografica e non. L’obiettivo della Fondazione è la valorizzazione della figura di Nino Migliori e della sua opera in tutte le sue espressioni nel contesto della storia dell’arte italiana, in particolare nell’arte fotografica. La tutela e la valorizzazione del lavoro artistico di Nino Migliori è attuata anche attraverso la gestione del catalogo delle sue opere, l’organizzazione di mostre, esposizioni, pubblicazioni, ed altre attività volte alla divulgazione delle stesse a livello nazionale e internazionale.
La Fondazione inoltre promuove percorsi formativi per giovani autori in tutti i campi di manifestazione dell’arte. L’archivio della Fondazione Nino Migliori conserva opere, materiale librario, documentario e oggettistico, strumenti di lavoro relativi all’attività artistica del fotografo dal 1948 ai giorni nostri. Le opere realizzate da Migliori si caratterizzano per l’eterogeneità delle tecniche e dei materiali, e rappresentano un percorso di sperimentazione e di ricerca concettuale continuo e multiforme.

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