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Attualità | 06 maggio 2026, 09:56

La Provincia offre il suo contributo in vista di una legge regionale che regolamenti gli impianti a biogas e biometano

Approvato un ordine del giorno nel Consiglio provinciale aperto svoltosi nell’Antico Palazzo comunale di Saluzzo. Sullo sfondo il discusso caso dell’impianto industriale in frazione Ruata Eandi per il quale si attende il responso di una nuova Conferenza dei Servizi convocata per il 19 maggio

La Provincia di Cuneo offre il proprio contributo alla Regione nell'ambito del disegno di legge n. 136 in corso di esame, che riguarda le disposizioni in ordine alla realizzazione di impianti a biogas e biometano.

In particolare, nell’ordine del giorno approvato al termine del Consiglio provinciale aperto svoltosi martedì sera nell’Antico Palazzo comunale di Saluzzo, si chiede “di prevedere un meccanismo di salvaguardia delle aree già ‘virtuose’  in quanto ad energia prodotta da fonti rinnovabili, per evitare il cumulo di pressioni ed impatti sui territori già significativamente esposti, e la conseguente perequazione territoriale nella futura installazione di nuovi impianti. A tal fine, si chiede di prevedere l’assegnazione ad ogni Provincia una quota massima di energia da produrre, calcolata in base alla superficie territoriale provinciale, rispetto al target complessivo assegnato alla Regione, oltre la quale non vengano più individuate aree idonee sul territorio di pertinenza”.

L’ordine del giorno ancora che siano direttamente coinvolte le associazioni di rappresentanza agricola, le più dirette interessate alla questione.

Alcuni numeri per capire la portata dell’argomento

Ad oggi la Provincia di Cuneo ha autorizzato 48 impianti a biogas, tutti afferenti al comparto agricolo, e 8 impianti a biometano, dei quali 5 afferenti al comparto agricolo, 2 afferenti al comparto industriale e 1 relativo al sistema pubblico di gestione dei rifiuti.

Gli impianti a biogas autorizzati presentano una potenzialità elettrica pari a 18.742 kWe, comportando l'impiego di circa 635.300 t/anno di biomasse.

Gli impianti a biometano riconducibili alla filiera agricola presentano una produzione potenziale di 1.370 Smc/h di metano, comportando l'impiego di circa 376.400 t/anno di biomasse.

Nel complesso queste tipologie di impianti ricevono oltre un milione di tonnellate all'anno di biomasse.

Questione tecnica ma di forte valenza politica

Nel corso del dibattito, che ha visto prima le relazioni dei tecnici, poi gli interventi dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali agricole e infine degli amministratori comunali saluzzesi, ha preso la parola anche un rappresentante del comitato che si oppone alla realizzazione dell’impianto industriale di biometano in località Ruata Eandi, sulla provinciale tra Saluzzo e Scarnafigi.

Da tutte le parti è stata evidenziata la non contrarietà alle energie rinnovabili, anzi è stata sottolineata l’importanza delle “agroenergie”, ma al contempo la necessità di arrivare ad una regolamentazione per scongiurare fenomeni speculativi a danno dell’agricoltura, dell’ambiente e del territorio nel suo complesso.

Aspetto rilevante emerso durante il dibattito e portato all’attenzione dai vari intervenuti è stata anche la richiesta di un maggior coinvolgimento degli enti locali, cosa che ad oggi la normativa europea e nazionale non prevede.

L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità con un emendamento (votato a parte) proposto dal capogruppo del Patto Civico per la Granda Vincenzo Pellegrino.

Nuova Conferenza dei Servizi per l’impianto saluzzese di Ruata Eandi

Il tema che stava particolarmente a cuore agli amministratori saluzzesi e al comitato che vi si oppone, l’impianto industriale di Ruata Eandi, è stato soltanto sfiorato.

La sensazione - in attesa di una nuova Conferenza dei Servizi  convocata per

Il 19 maggio – è che l’insediamento sia nell’ordine delle cose e che alla fine verrà realizzato, per quanto con una serie di modifiche rispetto al progetto iniziale.

Redazione

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