"In merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Cengio, che definisce 'fuorvianti' le osservazioni del consigliere regionale Ligure Arboscello sulla situazione dell'area ex-ACNA, l'Associazione per la Rinascita della Valle Bormida sente il dovere etico e civile di intervenire per ristabilire la realtà dei fatti. Dire che il consigliere regionale Arboscello non affermi il vero non è solo un errore di valutazione, ma una grave negazione della condizione in cui versa il nostro territorio",
Queste le parole dell'associazione valbormidese che ha risposto punto su punto al primo cittadino Francesco Dotta.
"La realtà, purtroppo, è scritta nei dati e nelle evidenze che la nostra associazione continua a sostenere da decenni. Le dichiarazioni del Sindaco sono, esse sì, fuorvianti, poiché tentano di normalizzare una situazione che rimane una delle più gravi emergenze ambientali in Valle Bormida. Non una bonifica, ma una discarica senza fondo È fondamentale fare chiarezza sulla reale situazione del sito Acna: il sito ex-ACNA non è stato bonificato. È stata attuata una Messa in Sicurezza Permanente (MISP), che è concetto ben diverso dalla bonifica totale. Bonifica: Rimozione totale dei contaminanti per restituire l'area al suo stato originario. Messa in sicurezza: Creazione di barriere per tentare di contenere il l’inquinamento chimico interrato" puntualizzano.
"Il sito ex-ACNA oggi non è altro che una gigantesca discarica di rifiuti tossici e nocivi, con un’aggravante strutturale spaventosa: è letteralmente 'posata' sul greto del fiume Bormida. A differenza di qualsiasi discarica autorizzata a norma di legge, il sito di Cengio non possiede alcuna barriera protettiva sulla base. I veleni poggiano direttamente sulla marna, della quale è tutta da dimostrare la tenuta idraulica e con il solo argine della speranza che le barriere laterali tengano per l’eternità. Le criticità delle barriere di contenimento Affermare che tutto sia sotto controllo ignora le prove evidenti di una tenuta parziale e problematica - conti9nuano dall'Associazione per la Rinascita della Valle Bormida - È accertato che: 1. I veleni non sono fermi: Esistono evidenze tecniche della presenza di sostanze inquinanti all'esterno del diaframma e delle barriere di contenimento (Area Merlo). 2. Il rischio percolazione: La barriera fisica non è un sigillo ermetico eterno. Le infiltrazioni e la pressione della falda possono rappresentare una minaccia per il fiume Bormida e per la salute pubblica. 3. Il caso dell’Area Merlo: È un dato di fatto che da anni, nei pozzi di ispezione dell’Area Merlo, vengano rilevati inquinanti. Se le barriere funzionassero come dichiarato, come spiegherebbe il Sindaco la presenza di questi veleni all'esterno del sito ACNA? 4. L’Area A2: Anche questa zona continua a presentare criticità che "emergono" ciclicamente, a dimostrazione che il sito è un corpo vivo e instabile, tutt'altro che risolto o svincolato dai problemi. 5. Il rischio idraulico è evidenziato dall'Autorità di Bacino del Po (ADBPO). Gli studi dell'Autorità rilevano uno scenario in cui l'esondazione del fiume Bormida potrebbe spingere l'acqua fin davanti al piazzale antistante la portineria d'ingresso dell'ACNA (come faccia poi a non entrare direttamente nell’area Acna?!?). Ignorare questo monito significa sottovalutare la possibilità che un evento alluvionale metta in contatto diretto le acque del fiume con le aree contaminate, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per tutta la valle. 6. Il rischio Frana: Come evidenziato dalla cartografia ufficiale del Geoportale della Regione Liguria, un enorme movimento franoso incombe sul fiume proprio di fronte al sito ACNA. Un eventuale cedimento della sponda opposta potrebbe ostruire o deviare il corso del fiume Bormida, spingendo le acque con violenza inaudita contro la discarica di veleni, con conseguenze ambientali incalcolabili per tutta la valle".
"Tacciare di 'fuorvianti' le preoccupazioni che riguardano la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente è un atto che non fa onore alle istituzioni locali. Il Sindaco dovrebbe essere il primo custode della salute pubblica e, come tale, dovrebbe pretendere trasparenza e interventi risolutivi, anziché minimizzare una situazione che rimane una ferita aperta per l'intera Valle Bormida. 'La Valle Bormida non ha bisogno di rassicurazioni di facciata, ma di una vigilanza rigorosa e del riconoscimento che il problema ACNA è tutt'altro che risolto' - continuano - A questo quadro già allarmante si aggiunge la scelta totalmente inopportuna di indicare Cengio come sito idoneo per la costruzione di un nuovo inceneritore per la Regione Liguria. Questa proposta appare carente per aver sottovalutato le criticità storiche e attuali del sito e mette in evidenza la poca attenzione con la quale sia stato redatto lo studio Rina in relazione al sito ex Acna di Cengio. Considerare "idonea" un'area con una simile fragilità strutturale, idrogeologica e ambientale significa ignorare deliberatamente la storia e la conformazione del territorio. È inaccettabile che si ipotizzi di sovraccaricare un sito già martoriato da milioni di metri cubi di rifiuti tossici con un ulteriore impianto impattante"
"Riteniamo che minimizzare tali evidenze sia un atto di irresponsabilità politica e amministrativa. Le affermazioni del Sindaco non solo offendono la storia di chi ha lottato per la salute della Valle, ma rischiano di abbassare la guardia su un monitoraggio che deve restare ai massimi livelli. Proprio per la gravità di quanto sta accadendo e per la natura delle dichiarazioni rese, crediamo che queste posizioni debbano essere valutate nelle sedi opportune. La salute pubblica e la sicurezza ambientale non possono essere oggetto di propaganda o di rassicurazioni prive di fondamento tecnico. Rinnoviamo il nostro sostegno a chiunque, nelle sedi istituzionali, continui a tenere alta l'attenzione su una bonifica che resta, a oggi, un traguardo ancora lontano" concludono dall'Associazione per la Rinascita della Valle Bormida.













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