(Adnkronos) - I negoziati tra Stati Uniti e Iran non decollano, Teheran si prepara all'idea di una nuova fase della guerra. E Donald Trump non esclude l'ipotesi di riprendere il conflitto. "Francamente forse staremmo meglio se non si facesse un accordo", ha detto il presidente americano, che ha bocciato la proposta iraniana per arrivare alla pace. "Non sono soddisfatto", la sentenza di Trump. Per l'Iran ora "la palla è nel campo degli Stati Uniti per scegliere la via della diplomazia o la prosecuzione di un approccio conflittuale", ha affermato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. Teheran ha consegnato una nuova bozza al mediatore Pakistan: l'offerta, però, non ha ricevuto l'approvazione del presidente degli Usa.
Gharibabadi ha quindi aggiunto che "l’Iran, con l’obiettivo di garantire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, è pronto a entrambe le strade". Teheran ritiene "probabile" una "ripresa del conflitto con gli Stati Uniti: i fatti hanno dimostrato che gli Usa non rispettano promesse né accordi", ha detto Mohammad Jafar Asadi, ufficiale del comando militare iraniano, Khatam al-Anbiya. I satelliti, negli ultimi giorni, hanno rilevato attività per dissotterrare equipaggiamenti militari nascosti per evitare gli effetti dei raid israelo-americani.
Trump ha respinto al mittente la proposta della Repubblica islamica, che prevede la riapertura delle rotte marittime verso lo Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale dei porti iraniani, le garanzie sulla fine della guerra.
Nella proposta elaborata dall'Iran e inviata agli Stati Uniti al primo punto spiccava lo stop alla guerra con la garanzia che Israele e Stati Uniti non attaccheranno più. In cambio, l'Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz alla navigazione. A Washington è stata quindi chiesta la revoca del blocco navale dei porti iraniani. Solo in un secondo momento si sarebbero tenuti colloqui sul programma nucleare iraniano, collegati alla revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. Tra le richieste anche il riconoscimento del diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio per scopi pacifici.
"In questo quadro, i negoziati sulla questione nucleare, più complessa, sono stati spostati alla fase finale per creare un'atmosfera più favorevole", la posizione iraniana, inconciliabile con il programma di Trump: per il presidente Usa, Teheran non deve avere nessuna chance di arrivare alle armi nucleari.
Trump da giorni mostra un interesse relativo alla ripresa dei negoziati. La Casa Bianca punta sul blocco navale per soffocare l'economia dell'Iran. "Perde mezzo miliardo di dollari al giorno per l'impossibilità di esportare petrolio", ha detto il presidente americano, convinto che il settore petrolifero del paese asiatico sia destinato ad andare in tilt per l'impossibilità di gestire il greggio estratto. Per evitare questa prospettiva, l'Iran ha iniziato a ridurre la produzione, come ha riferito Bloomberg: Washington ritiene che il quadro economico costringerà l'Iran ad avvicinarsi al tavolo delle trattative con pochissime carte da giocare.
Un alto funzionario della repubblica islamica ha confermato che l'industria nazionale sta riducendo la produzione di greggio per anticipare i limiti di stoccaggio, senza aspettare che i serbatoi si riempiano completamente. La strategia potrebbe interessare fino al 30% dei giacimenti petroliferi iraniani in un quadro con rischi ancora gestibili poiché gli ingegneri iraniani hanno anni di esperienza: sono abituati a 'spegnere e riaccendere' i pozzi in un contesto caratterizzato dalle sanzioni da anni. "“Abbiamo competenze ed esperienza sufficienti", ha dichiarato Hamid Hosseini, portavoce dell’Associazione iraniana degli esportatori di petrolio, gas e prodotti petrolchimici. “Non siamo preoccupati”.
L'Iran prova anche a guardare oltre e ha predisposto una bozza di legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei, secondo cui il provvedimento vieterebbe in particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima strategica.
Haji-Babaei ha inoltre spiegato che la proposta prevede il divieto di transito per le navi di Paesi considerati "nemici", a meno che non versino eventuali riparazioni di guerra. Le altre imbarcazioni, ha aggiunto, potranno attraversare lo stretto solo previa autorizzazione e approvazione delle autorità iraniane. "Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non tornerà a essere quello precedente alla guerra", ha affermato il vicepresidente del Parlamento.














