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Eventi | 23 aprile 2026, 14:36

TEDxCuneo, la forza della fantasia sale sul palco: intervista a Francesco Taverna, il "papà" di Chico

L'ideatore del progetto narrativo da milioni di follower e ambassador olimpico si racconta in vista dell'appuntamento cuneese: "Immaginare non è un lusso, ma una necessità per restare umani"

TEDxCuneo, la forza della fantasia sale sul palco: intervista a Francesco Taverna, il "papà" di Chico

C'è un filo sottile ma potentissimo che lega l'autenticità di un'idea alla sua capacità di trasformare la realtà. Un esempio cristallino di questa visione è Francesco Taverna, l'uomo che, insieme al suo inseparabile compagno a quattro zampe Chico, ha saputo dar vita a un fenomeno narrativo senza precedenti. Con oltre 150.000 copie vendute e una community che supera i 3 milioni di follower, Taverna ha trasformato la quotidianità in un manifesto di empatia e leggerezza.

Oggi, tra il successo del suo primo romanzo "CHICO Missione Amore" e il prestigioso ruolo di "digital ambassador" per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, Taverna si appresta a calcare il cerchio rosso di TEDxCuneo. Lo abbiamo incontrato per esplorare la genesi del suo talk e il valore che la "scintilla" dell'immaginazione può portare nella vita di ognuno di noi.

Sul cerchio rosso di TEDxCuneo le idee prendono vita. Potrebbe darci un'anticipazione del tema che tratterà e del messaggio principale che desidera trasmettere al pubblico?

Sul palco di TEDxCuneo porterò una riflessione sulla fantasia, ma non intesa come evasione o come qualcosa di infantile. Per me la fantasia è una forza concreta, è spesso il primo passo di tutto ciò che poi diventa reale. Il messaggio principale che vorrei trasmettere è questo: immaginare non è un lusso, è una necessità. In un tempo in cui siamo sempre più portati a essere veloci, pratici e produttivi, credo sia importante ricordare che senza immaginazione rischiamo di perdere il contatto con la parte più viva, più sensibile e più umana di noi.

La sua carriera riflette un percorso ricco e sfaccettato. In che modo l'esperienza professionale e personale ha plasmato la prospettiva che condividerà sul palco?

Il mio percorso professionale e personale ha inciso tantissimo su questa visione. Negli anni, attraverso Chico, ho avuto la possibilità di costruire un mondo narrativo che nasce proprio da uno sguardo diverso sulla realtà. Chico mi ha insegnato a osservare le cose da un'altra altezza, con più stupore, più libertà e più leggerezza, ma anche con grande profondità. Questo progetto mi ha fatto capire che spesso le idee più forti nascono quando smettiamo di avere paura del giudizio e torniamo a guardare il mondo con autenticità. Quello che porterò sul palco nasce esattamente da questo incontro tra esperienza, sensibilità e desiderio di dare luce a qualcosa che troppo spesso gli adulti dimenticano.

Cosa l'ha spinta ad accettare l'invito di TEDxCuneo? C'è un elemento del tema di questa edizione o della community locale che l'ha colpita maggiormente?

Ho accettato l'invito di TEDxCuneo perché lo considero un contesto di grande valore, in cui le idee possono davvero prendere forma e lasciare un segno. Mi ha colpito molto il fatto che questa occasione metta al centro non solo il contenuto, ma anche la responsabilità di portare al pubblico qualcosa di vero. È una sfida che sento profondamente, perché mi obbliga ad andare all'essenza di quello che voglio dire. Più che "raccontare una storia", qui si tratta di condividere un punto di vista che possa accendere una riflessione. Ed è proprio questo che mi ha spinto ad accettare.

Al di là della performance, cosa spera di ricevere da questa esperienza e quale impatto si augura che le sue parole abbiano sugli ascoltatori?

Da questa esperienza mi auguro di ricevere soprattutto un confronto autentico, umano, profondo. Mi piacerebbe uscire da questo palco sentendo di aver condiviso qualcosa che appartiene non solo a me, ma anche a chi ascolta. Spero che le mie parole possano lasciare una piccola traccia, magari anche solo un dubbio positivo, una domanda, una scintilla. Se anche una sola persona tornando a casa si fermasse a guardare la propria vita con occhi diversi, con un po' più di immaginazione, meraviglia o coraggio, allora per me questo talk avrebbe già avuto un impatto reale.

Maurizio Losorgio

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