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Attualità | 17 aprile 2026, 19:44

Polo universitario cuneese, si rinnova il patto con UniTo: investimento da 900 mila euro l’anno per il territorio

Accordo 2026-2036 per rafforzare ricerca, corsi e residenze. Spedale annuncia lo scioglimento dell’Associazione per gli insediamenti universitari: “Ruolo ormai superato”. L'Addendum al patto locale rappresenta un credito per i Comuni di Cuneo, Alba e Savigliano

Polo universitario cuneese, si rinnova il patto con UniTo: investimento da 900 mila euro l’anno per il territorio

Nel 2021 Cuneo ha ripreso la storica convenzione con l'Università degli Studi di Torino con cui sono stabiliti due sistemi di lavoro condiviso tra Comune e Ateneo: un tavolo di lavoro che riguarda nello specifico le professioni mediche e una cabina di regia che annualmente si riunisce convocata dal rettore e discute dell'andamento dei corsi, in genere su tutta la provincia. La clausola che viene menzionata all'interno della stessa convenzione principale prevedeva l'impegno del territorio a rinnovare anche il patto locale. Diversi sono gli enti che hanno sottoscritto il documento prendendo parte al tavolo di lavoro: la stessa Università degli Studi di Torino, l'Associazione per gli insediamenti universitari nella provincia di Cuneo di cui è protempore presidente Alessandro Spedale, i Comuni di Cuneo, Alba, Savigliano e Peveragno, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Cuneo e di Savigliano, la Camera di Commercio, l'Azienda Sanitaria Ospedaliera Santa Croce e Carle e la Provincia di Cuneo.

L'assessora alla Cultura Cristina Clerico introduce la commissione spiegando: “Siamo qui per un passaggio che riguarda il prosieguo della costruzione anche documentale del rapporto”. 

La convocazione dell'ultima seduta, dimartedì 14 aprile, prevedeva infatti il rinnovo del patto locale con l'Università di Torino (UniTO) per i prossimi 10 anni (2026-2036). Tra gli impegni del precedente patto c'era la ridefinizione della denominazione dei corsi e degli insediamenti universitari, che non vengono più considerati sedi decentrate o extrametropolitane, ma parte di un modello di università diffusa dando vita al polo universitario cuneese. 

Il territorio versa complessivamente 900.000 euro annui all'università, oltre ai contributi specifici dell'ASO per la scuola di medicina. Il costo specifico per il Comune di Cuneo è di circa 490.000 euro annui” ha precisato Clerico. 

Tra gli obiettivi principali del patto figurano lo sviluppo di tre centri di ricerca strategici per il territorio: l’Antifrode agroalimentare a Cuneo, l’Enologia ad Alba e le Scienze della Formazione a Savigliano, oltre al potenziamento delle residenze universitarie, considerate fondamentali per attrarre nuovi studenti anche da fuori provincia.

L'assessore Spedale in qualità di presidente dell'Associazione per gli insediamenti universitari ha annunciato lo scioglimento dell'associazione nel prossimo mese. “Nata anni fa per gestire i fondi, oggi è considerata un ente inutile – ha chiarito Spedale - poiché i comuni versano le quote direttamente all'Università e la governance è gestita dalla "cabina di regia" del Rettore. Il suo ruolo di intermediario è quindi ormai esaurito”.

All'assessora Clerico la presentazione dei dati aggiornati circa gli iscritti. A Cuneo sono 1.617 studenti. I corsi più frequentati sono le professioni sanitarie (374 iscritti a Scienze Infermieristiche), seguiti da Economia (263) e Scienze Motorie (SUISM), in coda Disafa e Giurisprudenza.

La presenza dell'Università di Torino sul territorio cuneese continua a rappresentare un'importante missione rispetto a un dato critico che riguarda la provincia di Cuneo avendo il numero più basso di laureati, pur avendo un PIL alto, e restando così “fanalino di coda” in regione, “l'obiettivo del polo – ha aggiunto Clerico - è proprio colmare questo divario e attirare studenti da fuori”.

L'assessore Spedale chiarisce che l'Addendum al patto locale rappresenta un credito per i Comuni di Cuneo, Alba e Savigliano. Con la chiusura dell'Associazione, restano 170.000 euro di residuo: di questi, 113.000 euro spettano al Comune di Cuneo, che li userà per scalare parte della quota annuale del patto locale dovuta all'università.

Dalla commissione è emersa la richiesta di non fermarsi ai risultati attuali, invitando l'Ateneo a valutare l'attivazione di lauree magistrali in loco e master specialistici, oltre a potenziare i servizi di residenzialità studentesca e spazi studio (come la nuova sala prevista a Santa Croce) per rendere Cuneo una città universitaria a tutti gli effetti.

Sara Aschero

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