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Economia | 09 aprile 2026, 19:27

Energia, Massimo Marengo (Confapi Cuneo): “Servono politiche strutturali per abbattere i costi delle PMI”

Il presidente cuneese e anche referente nazionale per l’energia chiede incentivi più efficaci per tutte le aziende che vogliono autoprodursi la propria energia in particolare con fotovoltaico, accumulo e mobilità elettrica. Il 16 aprile a Cuneo un convegno sugli strumenti per difendersi dagli shock energetici

Energia, Massimo Marengo (Confapi Cuneo): “Servono politiche strutturali per abbattere i costi delle PMI”

L’energia non è più soltanto una voce di costo, ma un fattore strategico per la competitività delle imprese. È questo il punto centrale su cui si concentra l'impegno di Massimo Marengo da referente nazionale per l’energia di Confapi e presidente di Confapi Cuneo, nominato alcuni mesi fa per rafforzare il lavoro del gruppo Ambiente ed Energia dell’associazione e fornire un supporto concreto alle piccole e medie imprese. Una figura che non esisteva fino ad allora, ma che è diventata necessaria per rappresentare meglio le nuove esigenze a fronte di una crisi energetica globale.

Un tempo l’energia era considerata una commodity – spiega Marengo – oggi è diventata un vero e proprio asset strategico, con implicazioni geopolitiche e industriali. Non si tratta più solo di cambiare fornitore per risparmiare pochi centesimi, ma di definire scelte strutturali che incidono sulla competitività delle aziende”.

Tra i temi affrontati, anche il recente percorso normativo legato al cosiddetto decreto bollette e al nuovo decreto legge Energia, attualmente in fase di approvazione al Senato.

Marengo per Confapi ha partecipato alle audizioni parlamentari proponendo modifiche per sostenere il tessuto produttivo delle PMI, in particolare per favorire investimenti in tecnologie capaci di ridurre stabilmente i costi energetici.

Un altro nodo molto importante riguarda la misura Transizione 5.0, recentemente ridimensionata con un taglio del 35% delle risorse destinate ad aziende che avevano già avviato investimenti. “Quelle misure – precisa - finanziano macchinari per il risparmio energetico, quindi tagliare andava ulteriormente contro l'obiettivo di abbattere i costi”. Dopo le proteste delle associazioni di categoria e il confronto con il ministro Adolfo Urso e il viceministro Maurizio Leo, “il governo – aggiunge - avrebbe garantito la copertura del 90% dei contributi previsti”. Il presidente di Confapi Camisa ha portato al tavolo di confronto le istanze di alcune importanti aziende associate, tra cui anche alcune importanti realtà di Cuneo ottenendo il risultato di un taglio del 10%.

Secondo Confapi, il problema principale resta però la necessità di politiche industriali strutturali. “Non servono interventi tampone di breve periodo – sottolinea Marengo – ma strumenti che permettano alle imprese di ridurre in modo permanente i costi dell’energia”. Tra le soluzioni, “per le PMI non è impossibile ridurre i costi: si può fare con l'autoproduzione da fotovoltaico, le batterie di accumulo o la mobilità elettrica. Esistono anche tecnologie di trading e shifting: carico la batteria industriale quando l'energia costa poco (notte o pausa pranzo) e la uso quando costa tanto. Il problema è che servono investimenti e siamo in attesa delle regole sui decreti attuativi per l'iperammortamento.

Particolare attenzione viene posta alla differenza tra iperammortamento e credito d’imposta. Per le PMI, spesso meno capitalizzate rispetto alle grandi imprese, il credito d’imposta viene ritenuto più efficace perché consente un recupero più rapido delle risorse investite, migliorando la liquidità aziendale. “Lo Stato preferisce l'iperammortamento perché spalma l'effetto su molti anni (fino a 10) – analizza Marengo -, mentre con il credito d'imposta, se spendo 500.000 euro e ricevo il 30-50% indietro l'anno successivo (o lo scalo dai contributi e dalle tasse), quei soldi rimangono in azienda”.

A livello europeo viene citato come virtuoso il modello spagnolo, che Confapi chiede al governo di adottare. In Spagna gli investimenti in energie rinnovabili e sistemi di accumulo hanno infatti contribuito a mantenere i prezzi dell’energia significativamente più bassi rispetto ad altri Paesi. “Oggi hanno prezzi che sono un terzo di quelli italiani o la metà di quelli tedeschi”.

Sul piano geopolitico, le tensioni legate allo stretto di Hormuz e al Medio Oriente incidono soprattutto sui carburanti per autotrazione, “rendendo ancora più urgente una transizione verso sistemi di mobilità alimentati da energia prodotta localmente” propone Marengo.

Il vantaggio – precisa Marengo - della mobilità elettrica non è tanto nel mezzo meccanico, ma nel fatto che mediante il fotovoltaico e le batterie di accumulo possiamo produrci come aziende il carburante, immagazzinandolo come BESS (batterie industriali), per muovere tutti i mezzi aziendali: adesso quelli leggeri, ma a tendere anche quelli pesanti”.

Per supportare le imprese del territorio, Confapi Cuneo ha organizzato per il 16 aprile un convegno dal titolo “Cosa fare contro gli shock energetici”, che si terrà presso la sede dell’associazione. L’incontro sarà l’occasione per illustrare strumenti operativi e opportunità di investimento per affrontare una fase di forte incertezza energetica.

Le associazioni di categoria – conclude Marengo – hanno un ruolo fondamentale nell’accompagnare le imprese in scelte che singolarmente sarebbero difficili da valutare. L’obiettivo è trasformare una criticità in un’opportunità di innovazione e crescita”.

Sara Aschero

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