Come si suole dire... Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Meglio a Bra, secondo noi!
E poi c’è la festa di Pasquetta, che sotto la Zizzola ha il sapore della salsiccia. Per tutto il lunedì dell’Angelo, piazza Giolitti è stata il regno incontrastato della tipica eccellenza braidese, che nel suggestivo scenario dell’antica fiera ha sposato i gusti di mille altre specialità al vertice della gastronomia locale (e non). Solo a nominarla si avverte un certo languorino.
Tradizionale o rivisitata, sulla salsiccia di Bra abbiamo poco da dire, se non che è la migliore che abbiate mai assaggiato. Non è dato sapere il segreto di tanta bontà, il perché e nemmeno il quando dell’origine di questa regina indiscussa della tavola. Narra però una delle leggende nate attorno a questa golosità che a tentare Eva fu proprio lei: la salsiccia di
Bra.
Per noi che sotto la Zizzola ci viviamo, però, il rischio è di dare per scontata questa eccellenza, visto che alla fine gira facilmente anche a casa nostra. Vero o no? A ricordarci la sua gloriosa fama è scesa in campo la Confraternita della Salsiccia con i colori dei tipici paludamenti: l’azzurro Savoia della mantella e il giallo della mozzetta tanto caro a Torino, per un omaggio all’Italia e al Piemonte.
Persino una visitatrice giapponese ha fotografato ogni particolare della loro uniforme. Dal collare dove sono appuntate le spillette collezionate in occasione di gemellaggi con altre confraternite gastronomiche, fino al medaglione con l’effigie della Zizzola, simbolo di Bra, passando dal distintivo logo in cui si vede un vitello, ingrediente principale della prelibatezza locale.
La salsiccia di Bra ha riscosso apprezzamenti in ogni senso, sia per la curiosità di chi l’assaggia per la prima volta, sia per la diffusione di un’eccellenza gastronomica del territorio che tutto il mondo ci invidia.
«Queste giornate rappresentano l’opportunità di un viaggio alla riscoperta di un prodotto della nostra terra, affinché ne sia tramandata nel tempo la genuinità e la storia». Così Armando Verrua, nuovo Gran Maestro della Confraternita della Salsiccia eletto dopo l’ultima assemblea sociale in cui è stato rinnovato il quadro direttivo, completato da Giacomo Berrino Gran Maestro onorario, Stefano Milanesio vice Gran Maestro, Marina Tibaldi tesoriera, Fabio Bailo, Monia Rullo e Giovanni Barbero consiglieri.
Pensate che tutti i membri del sodalizio nato nel 2016, all’epoca della felice intuizione, tra gli altri, di Livio Bramardi, hanno sottoscritto la carta statutaria: un documento programmatico che sancisce la difesa e la promozione di un prodotto che segue ancora l’antica ricetta di un tempo. Giusto per ribadire che qui non si scherza affatto.
Nel suggestivo scenario dell’antica fiera, i confratelli e le consorelle hanno fatto un passaggio tra i banchi del Mercato della Terra e Campagna Amica, la mostra zootecnica con pregevoli capi bovini, gli stand di street food, l’esposizione di piccoli animali, la rassegna di florovivaismo e alcuni trattori d’epoca.
Infine la foto di rito con il sindaco Gianni Fogliato, le autorità municipali ed i rappresentanti di categoria per la Confraternita, che proprio il 6 aprile ha battezzato l’ingresso tra le sue fila di una nuova socia. Grandi emozioni per Silvia Gullino, giornalista e insegnante braidese, che ha vestito i paludamenti ufficiali, culminati con l’imposizione del medaglione da parte del Gran Maestro.
Altri candidati attendono di poter entrare nella Confraternita che agisce in sinergia con Ascom Bra e il Consorzio dei macellai braidesi per la salvaguardia di un prodotto letteralmente sulla bocca di tutti. Spiega la tesoriera Marina Tibaldi: «Possono aderire alla Confraternita tutti coloro che intendono dare il proprio contributo di intelligenza e passione al prodotto portabandiera della cultura gastronomica del nostro territorio. Il tesseramento come socio sostenitore prevede il versamento di 50 euro all’anno; in seguito al pagamento si riceverà la tessera che dà diritto allo sconto del 10% sull’acquisto della salsiccia presso le macellerie di Bra facenti parte del consorzio, oltre al pranzo o cena sociale gratuito. Poi ci sono i soci ordinari che vestono la palandrana o se nuovi soci la potranno acquistare al costo di 100 euro e presenzieranno agli eventi. Chi si vuole tesserare può contattare me (349/8681649) e Armando Verrua (335/5685865) o può scrivere a: braconfraternitasalsiccia@gmail.com ».
Davvero una bella storia quella della salsiccia di Bra. E chissà che non venga candidata a Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Insomma, noi un pensierino ce lo faremmo. Sindaco Gianni Fogliato ci leggi?
Lunga vita alla salsiccia di Bra
Non solo formaggi. Diamo a Bra quel che è di Bra: la salsiccia (anzi iniziamo ad abituarci a chiamarla sautissa), eccellenza inventata proprio nella città della Zizzola.
Gli antichi metodi di produzione, ma soprattutto il gusto ed i suoi usi in cucina, fanno del famoso insaccato braidese, un prelibato boccone che lascia tutti a bocca aperta, anzi piena.
La salsiccia di Bra la ritroviamo sulle nostre tavole un po’ in tutte le salse, persino come street food, grazie alla versione Mac’d Bra, che la vede in abbinamento al pane di Bra a lunga lievitazione, formaggio di alpeggio (Bra Dop) e lattuga degli orti di Bra.
Siamo tutti bravi a mangiarla, ma... quanti di voi conoscono la sua storia? «La salsiccia di Bra è certamente uno dei prodotti più famosi della gastronomia roerina - spiega uno dei soci fondatori della Confraternita della Salsiccia, Fabio Bailo -. Essa è la sola salsiccia italiana autorizzata ad essere prodotta con la carne di vitello anziché di suino. La tradizione vuole che tale insaccato sia nato e stato autorizzato nella prima metà dell’Ottocento dall’allora sovrano del Regno di Sardegna, Carlo Alberto, per soddisfare la comunità ebraica della vicina Cherasco che altrimenti, in ossequio ai precetti religiosi, non avrebbe mai potuto consumare salsiccia essendo questa, fino ad allora, di solo suino. Mentre in principio la salsiccia di Bra era di solo vitello, oggi, scomparse la comunità ebraica e le sue necessità alimentari, si aggiunge anche carne di suino, sia pure in modeste quantità».
Come garanzia, aggiungiamo che la salsiccia di Bra è stata riconosciuta nell’Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte ed i suoi segreti sono dati dalle materie prime e dal mix di spezie utilizzate.
Per dire la verità, nient’altro che la verità e solo la verità, si può affermare che non esiste un’unica salsiccia di Bra bensì, pur nel rigoroso rispetto del disciplinare fissato dal consorzio di tutela e valorizzazione, diverse salsicce di Bra rese leggermente diverse l’una dall’altra in ragione della proporzione tra gli aromi adottata da ciascun macellaio.
Una curiosità. Oltre ad essere consumata a metri, come diceva lo scrittore Giovanni Arpino, la salsiccia di Bra ha una peculiarità importante: è ottima da mangiare cruda: capirete il perché al primo morso.




















