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Economia | 01 aprile 2026, 20:00

Il sistema del gioco in Piemonte e la sfida del riordino nazionale: tra spinta digitale e presidio territoriale

L'analisi dei flussi di giocata regionali del 2024 e le prospettive di riforma per un settore che vale l'1,1% del PIL nazionale

Il sistema del gioco in Piemonte e la sfida del riordino nazionale: tra spinta digitale e presidio territoriale

Cresce ovunque, in Italia, il gioco d’azzardo pubblico e legale. Cresce a sud, cresce a nord. Cresce soprattutto nella nostra regione. In Piemonte, infatti, nel corso del 2024 il volume di gioco ha superato i 9 miliardi 501 milioni di euro. Il dato evidenzia il definitivo sorpasso del canale virtuale su quello tradizionale: se il giocato fisico si attesta intorno ai 4,25 miliardi, il segmento online è balzato a 5,25 miliardi. Una transizione digitale che ha portato la spesa media per abitante in regione a 2.232 euro annui.

I numeri della nostra regione si inseriscono in un contesto italiano che, nel 2024, ha visto la raccolta complessiva salire a 157 miliardi di euro, con una spesa lorda di 23 miliardi e un gettito fiscale per lo Stato di circa 11,5 miliardi.

Secondo lo studio "Il gioco in Italia dopo 365 giorni di dati e cambiamenti. Analisi del 2025 e scenari per il 2026", pubblicato questo mese da SlotMania, l'Italia si conferma così il primo mercato europeo per Gross Gaming Revenue, una crescita del 515% rispetto al 2004. Istituzioni e operatori, però, non possono non guardare al futuro. Un futuro in cui sarà fondamentale mantenere equilibrio: tra comparto tradizionale e quello digitale, tra investimenti e sicurezza per gli utenti. E il fulcro di questo equilibrio risiede nel riordino del gioco fisico, la cui attuazione è stata prorogata dal Parlamento al 29 agosto 2026. Mentre il decreto per il gioco a distanza è già operativo, la rete territoriale attende ancora una riforma che superi la frammentazione normativa tra Stato ed enti locali. Il riordino è considerato cruciale non solo per la stabilità degli operatori, ma per la sicurezza stessa del territorio: la rete fisica, composta da oltre 85.000 punti autorizzati, agisce come un fondamentale presidio di legalità e i punti vendita certificati rappresentano l'unico argine reale contro l'offerta illegale gestita dalla criminalità organizzata, in grado di garantire una trasparenza e un controllo che il canale online, pur tecnologicamente avanzato, non può assicurare con la medesima capillarità fisica.

Tornando all'analisi di dettaglio del territorio piemontese, la distribuzione della raccolta nelle province conferma una polarizzazione significativa. Torino guida la classifica regionale con oltre 2,1 miliardi di euro (2.347 euro pro capite), seguita da Alessandria e Novara. Tuttavia, sono i centri medi a registrare le incidenze pro capite più elevate: Asti svetta con una media di 2.961 euro per abitante, seguita da Verbania con 2.728 euro. Particolare attenzione merita la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, che detiene il primato regionale per le perdite effettive sostenute dalla popolazione, pari a 492 euro annui pro capite.

Questi dati territoriali sottolineano quanto sia determinante il ruolo dei concessionari nel trasformare il concetto di gioco responsabile in pratica quotidiana. Attraverso l'investimento obbligatorio dello 0,2% dei ricavi netti in prevenzione e l'uso dell'intelligenza artificiale per il monitoraggio dei comportamenti a rischio, il settore punta ad aprire una nuova fase della sua storia. Una fase in cui rompere i tabù e confermarsi come segmento industriale in grande crescita.
 




 



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I.P.

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