C’è un filo rosso che lega le aule scolastiche del territorio alla cittadinanza tutta: è quello della consapevolezza e della prevenzione.
Su questo solco si inserisce l’incontro pubblico previsto per questa sera, giovedì 26 marzo, alle ore 20.45, presso il salone polifunzionale di piazza Vittorio Emanuele.
L’evento, dal titolo "A.B.C. Abbattere Barriere, Costruire libertà: il diritto all’equità di genere", si propone come un momento di riflessione condivisa per guardare da vicino ciò che spesso resta invisibile nelle pieghe della quotidianità.
L’iniziativa non nasce nel vuoto, ma corona un percorso educativo già attivo da tempo nelle scuole, dove studenti e studentesse sono stati coinvolti in interventi diretti nelle classi. Con questa serata, il progetto sceglie di uscire dalle mura scolastiche per abbracciare le famiglie, gli adulti di riferimento e l’intera comunità, nella convinzione che il cambiamento culturale non possa restare confinato a un solo ambito, ma debba diventare un patrimonio collettivo.
Parlare di violenza di genere oggi significa infatti affrontare una questione culturale profonda che attraversa i nostri linguaggi, i modelli educativi e le relazioni di ogni giorno. Se i dati del 2023 restituiscono un’immagine drammatica — con 120 donne uccise in Italia, nell’80% dei casi da un partner o ex partner — la serata si pone l’obiettivo di analizzare anche ciò che precede l’emergenza. Si discuterà di controllo, svalutazione, dipendenza economica e di quegli stereotipi apparentemente innocui che, nel tempo, costruiscono il terreno fertile per la sopraffazione.
Per approfondire queste dinamiche da prospettive diverse ma complementari, il tavolo dei relatori vedrà il contributo di esperte attive sul campo. Interverranno Elisa Bussi, psicologa della Cooperativa Sociale Lunetica, e Adonella Fiorito, presidente dell’associazione "Mai più sole", realtà da anni in prima linea nel sostegno alle donne. Accanto a loro porteranno la propria esperienza l’avvocata Silvia Calzolaro, da tempo impegnata nella tutela dei soggetti fragili e delegata comunale presso la casa di riposo locale, e la volontaria Daniela Siragusa. Insieme, le relatrici aiuteranno il pubblico a leggere i segnali spesso impercettibili del disagio e a riflettere su come promuovere l’autodeterminazione e la responsabilità condivisa.















