Prende forma uno dei progetti più ambiziosi da parte della Fondazione Ospedale Alba-Bra e tra i più attesi legati all’ospedale Michele e Pietro Ferrero: il recupero della ex caserma Trevisan a Bra, destinata a ospitare 38 alloggi per medici specializzandi. Un intervento che si inserisce in una strategia più ampia, dove la qualità dell’offerta sanitaria si lega sempre più alla capacità di attrarre e trattenere professionisti.
Il cantiere è stato avviato ufficialmente alla fine di gennaio e, secondo il cronoprogramma attuale, i lavori dovrebbero concludersi nell’arco di poco più di un anno.
Il direttore della Fondazione Ospedale Alba-Bra, Luciano Scalise, conferma lo stato di avanzamento: “Il cantiere è partito ufficialmente a fine gennaio. Pensiamo che all’inizio dell’anno prossimo i lavori possano essere completati e l’obiettivo è arrivare operativi per la Pasqua del 2027”.
Il progetto nasce da un’esigenza ormai strutturale per molte realtà sanitarie periferiche: la difficoltà di reperire personale, in particolare tra i più giovani, anche a causa dei costi abitativi e della distanza dai grandi centri universitari.
In questo senso, l’intervento alla ex Trevisan non è solo edilizio, ma rappresenta un tassello di una politica più ampia sull’attrattività del sistema ospedaliero.
“Qui trovano un ospedale che li ospita e dove si possono formare in maniera innovativa”, osserva Scalise, sottolineando come la presenza di servizi e opportunità aggiuntive possa incidere concretamente nella scelta dei medici di specializzarsi a Verduno.
Già oggi sono 22 gli specializzandi presenti stabilmente, mentre in totale sono stati 49 quelli accolti nel tempo in soluzioni abitative distribuite sul territorio. La realizzazione di una sede unica consentirà non solo di razionalizzare l’accoglienza, ma anche di costruire una dimensione più strutturata.
“Avere un unico spazio significa anche creare comunità, favorire relazioni, offrire una dimensione di vita oltre al lavoro”, prosegue il direttore.
Il progetto si inserisce infatti in un modello che punta a integrare formazione, qualità del lavoro e servizi. Accanto agli alloggi, l’ospedale dispone già di un centro di simulazione per la formazione avanzata, mentre il 30 marzo sarà inaugurata anche una nuova area sportiva polivalente, pensata come servizio di welfare sia per il personale sanitario sia per la comunità locale.








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