La Procura di Asti ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze della morte di Gabriele Tolosano, 61 anni, deceduto giovedì 5 marzo all’ospedale di Verduno, pochi giorni dopo il trasferimento in una residenza sanitaria assistenziale di Bra. Sul caso è stata disposta l’autopsia, già eseguita, mentre la famiglia, assistita dall’avvocato Salvatore Bava dello studio legale Bava di Bra, attende gli esiti degli accertamenti medico-legali.
“La morte è sopraggiunta tre giorni dopo il trasferimento in quella struttura”, spiega il legale, che rappresenta i familiari dell’uomo. Secondo quanto riferito, durante la ricognizione del corpo sarebbero stati notati alcuni segni che hanno portato alla presentazione di una denuncia e all’avvio degli accertamenti giudiziari.
“I familiari hanno notato subito dei segni, dei lividi, quando in ospedale hanno potuto vedere il corpo senza vestiti”, riferisce l’avvocato Bava. Segni che ora saranno valutati nell’ambito degli accertamenti tecnici disposti dall’autorità giudiziaria. “Potrebbero essere dovuti a contenimenti o a pratiche che vanno comunque verificate”, aggiunge il legale, sottolineando che “il giudice ha disposto l’autopsia, affidata alla medicina legale di Padova”. L’esame autoptico è stato effettuato e per la famiglia è stato nominato un consulente tecnico di parte. “Adesso attendiamo i risultati e poi vedremo come procedere. Siamo fiduciosi nel lavoro delle indagini”.
L’inchiesta dovrà stabilire con precisione le cause del decesso e verificare se i segni rilevati sul corpo abbiano o meno relazione con quanto accaduto nei giorni precedenti alla morte.
La vicenda riporta l’attenzione su una storia personale segnata da anni di gravi difficoltà. Tolosano viveva da tempo una situazione di forte disagio psicologico e da decenni era seguito dai servizi di salute mentale.
Il suo nome era balzato alle cronache il 30 marzo 2022, quando a Dronero si consumò una tragedia familiare. Nella casa di via 24 Maggio, nel quartiere Borgo Sottano, l’uomo uccise la madre Olga Aimar, 89 anni, con la quale viveva. Subito dopo il fatto fu lui stesso a contattare i soccorsi e ad avvisare i familiari. Quando i carabinieri arrivarono nell’abitazione lo trovarono in stato confusionale, mentre all’interno della casa giaceva il corpo senza vita dell’anziana donna.
Secondo quanto ricostruito all’epoca dagli investigatori, il gesto maturò in un momento di profonda crisi personale: Tolosano avrebbe inizialmente tentato un atto autolesionistico e, quando la madre era intervenuta per soccorrerlo, l’avrebbe aggredita fino a provocarne la morte. L’uomo venne arrestato e successivamente sottoposto a procedimento giudiziario.
Nel processo di primo grado fu condannato a dieci anni di reclusione, pena poi ridotta a tre anni dopo che venne riconosciuta una significativa compromissione della sua capacità di intendere e di volere. Negli ultimi anni era stato ospitato in una struttura psichiatrica del territorio.














