«Continuiamo con rinnovato slancio ed entusiasmo il cammino che i nostri soci predecessori hanno tracciato nel tempo, a beneficio della comunità nella quale indissolubilmente ci identifichiamo, tenendo sempre alti i valori delle Penne nere nel restare in prima linea sul fronte dell’aiuto e della solidarietà». Questo il saluto di Tino Genta, capogruppo degli alpini di Bra, che domenica 1° marzo hanno vissuto una bella giornata di festa.
Tanti i ricordi, le storie, i momenti celebrativi che il sodalizio custodisce nel cassetto della memoria e tante anche le iniziative. A partire dalla Santa Messa delle 10.30 celebrata al Santuario della Madonna dei fiori di Bra in suffragio dei commilitoni “andati avanti”.
La funzione è stata presieduta dal rettore don Gilberto Garrone, un “prete alpino” tra gli alpini con tanto di cappello in testa per la foto di rito, a significare l’inscindibile legame alle Penne nere.
Per tutti i presenti sono stati momenti di alto sentimento patriottico, di grande spessore umano e cristiano, poiché gli Alpini portano nel cuore e nell’animo quelli che sono i “veri” valori del vivere civile con la loro innata solidarietà verso gli altri, verso il prossimo, verso coloro che hanno bisogno.
La funzione religiosa è stata animata dalla corale alpina braidese, che ha concluso la liturgia con il canto “Signore delle cime”, accompagnato dalla Preghiera dell’Alpino.
Dopo la benedizione il corteo ha raggiunto l’ex ospedale per la deposizione della corona di alloro al monumento in onore dei Caduti, sempre alla presenza delle autorità municipali con in testa il vicesindaco Biagio Conterno, sull’attenti all’ombra del tricolore.
Ovviamente la manifestazione non poteva che terminare con il pranzo servito presso i locali della bocciofila dove nella tipica atmosfera alpina, fatta di canti e di allegria, si sono dati appuntamento circa 300 commensali.
Il momento conviviale è stato anche il modo per ringraziare e premiare il generale Gian Gregorio Carnevale, Luciano Cavallero, Franco Rota, Biagio Riccardo, Giuseppe Sanino, Giovanni Cornaglia e Mario Fissore, tutti legati da un comune senso di appartenenza e di orgoglio per la storia e tradizione alpina, che all’età di 90 anni non si stancano di testimoniare nei vari eventi organizzati durante l’anno.
«Nel tempo sono cambiate molte cose - ha ricordato il capogruppo Tino Genta - ma ciò che sicuramente è rimasto immutato nella nostra storia, è lo spirito di chi ama il proprio Paese e non si risparmia per il bene comune a qualsiasi età di vita».
Aggiungendo: «Essere il Capogruppo della sezione di Bra per me è motivo di grande orgoglio. Doniamo il nostro tempo agli altri, in modo da restituire al territorio qualcosa di quanto ci ha dato. Ovunque andiamo portiamo la nostra identità fatta di valori e memorie che vogliamo tramandare alle nuove generazioni, perché chi ha bisogno trovi negli Alpini una risposta pronta e generosa».
La giornata di festa si è conclusa con l’immancabile brindisi, già pensando ai prossimi impegni, primo fra tutti il 97° Raduno Nazionale degli Alpini. Appuntamento a Genova dall’8 al 10 maggio.















