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Attualità | 06 marzo 2026, 17:01

Confcooperative Piemonte, la parità di genere diventa misurabile: più donne ai vertici e certificazioni in crescita

Nel 2024 il 65% degli occupati nelle cooperative aderenti è donna. L'obiettivo: rendere la parità parte integrante dell'organizzazione del lavoro

Confcooperative Piemonte, la parità di genere diventa misurabile: più donne ai vertici e certificazioni in crescita

La parità di genere non è solo una dichiarazione di intenti: è un indicatore concreto di qualità organizzativa, trasparenza e solidità della governance. Nel sistema cooperativo piemontese i segnali sono chiari: i numeri mostrano un percorso già avviato e in crescita, mentre la certificazione di parità di genere sta diventando uno strumento sempre più diffuso per rendere misurabili politiche e risultati.

Secondo i dati del sistema, nel 2024 le donne erano il 27% dei legali rappresentanti e il 31% degli amministratori delle cooperative aderenti a Confcooperative Piemonte, quote aumentate rispetto a cinque anni fa. La presenza femminile è particolarmente forte anche nella dimensione occupazionale e associativa: le donne rappresentano il 65% degli occupati e il 48% della base sociale.

Un trend che trova riscontro anche sul fronte degli strumenti: nel 2025, a livello nazionale, quasi una cooperativa su due (48%) mostrava un’attenzione alta alla certificazione di parità di genere. E tra queste, più di una su quattro (27%) aveva già ottenuto la certificazione oppure aveva avviato l’iter per conseguirla. È un segnale importante: anche dove le strutture sono più piccole e le risorse interne limitate, molte imprese stanno riuscendo a trasformare l’interesse in un percorso concreto. L’obiettivo, infatti, è rendere la parità parte integrante del modo in cui l’impresa organizza il lavoro, prende decisioni e valuta i risultati.

Il tema si intreccia anche con l’agenda istituzionale. Nel documento depositato in Parlamento con la posizione comune di dieci organizzazioni datoriali – tra cui Confcooperative – sul recepimento della direttiva UE sulla trasparenza salariale, viene condiviso l’obiettivo di rafforzare la parità retributiva, chiedendo però criteri chiari e un riferimento omogeneo per confrontare correttamente retribuzioni e mansioni, evitando ambiguità e distorsioni. Un punto rilevante anche per le cooperative, perché la trasparenza, quando fondata su parametri omogenei, può diventare un alleato nella gestione dei percorsi professionali e nel riconoscimento del merito.

Il sistema cooperativo, intanto, continua a investire su un percorso di crescita che ha radici consolidate. Per la cooperazione la parità di genere non può essere un capitolo accessorio: è una cartina di tornasole della qualità del lavoro e della qualità della governance. I dati ci dicono che stiamo avanzando e che gli strumenti, dalla formazione alla certificazione, stanno facendo la differenza. La trasparenza salariale, se recepita con criteri chiari e comparazioni corrette, può diventare un alleato: rende più oggettivi percorsi e retribuzioni e tutela chi applica regole solide. Confcooperative Piemonte è pronta ad accompagnare le imprese cooperative in questo passaggio, perché la parità si costruisce con metodo, continuità e responsabilità condivisa.

cs

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