Sabato 21 febbraio, presso il Teatro della Chiesa dell’Annunziata di Rodello, si è svolto un intenso momento di riflessione e confronto all’interno di “Resté”, il progetto culturale che invita a “restare” – nel senso più profondo e progettuale del termine.
“Resté”, parola piemontese che significa “restare”, è infatti un’esortazione che rimanda al concetto di “restanza”: rimanere in un luogo per farne parte, per trasformarlo e per prendersene cura. Non immobilità, ma percorso fondato sull’incontro e sul dialogo, dove l’arte diventa vettore di relazione tra comunità e territorio.
L’iniziativa, giunta al suo quarto anno, è promossa dalla Parrocchia San Lorenzo di Rodello e coinvolge in una rete virtuosa i Comuni di Diano d'Alba, Montelupo Albese e Rodello, mettendo a sistema patrimonio culturale e paesaggio, spazi e percorsi, con il coinvolgimento diretto degli abitanti.
Le attività proposte dal progetto abbracciano l’arte in tutte le sue forme e linguaggi. In questa occasione si aprono gli appuntamenti dedicati all’arte performativa e al teatro, grazie alla collaborazione con il collettivo PoEM e in sinergia con il Teatro Stabile di Torino, che contribuiscono a dare qualità e respiro culturale alla progettualità.
L’incontro si inserisce inoltre nel più ampio progetto Orma. Tracce d'artista in Langhe Monferrato Roero, promosso dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. “Orma” è un ambizioso progetto culturale diffuso, attivo da maggio a novembre 2025 (e oltre), che intreccia arte contemporanea e territorio creando una rete tra rassegne esistenti – Creativamente Roero, Resté, Germinale Monferrato Art Fest, Olimpia – per animare borghi, cantine e castelli delle Langhe, del Monferrato e del Roero.

Protagonista della serata è stato il regista Gabriele Vacis, che ha guidato la platea in una meditazione intensa sul “Vangelo della prosperità”, offrendo un momento di riflessione capace di intrecciare attualità e testi sacri, arte contemporanea, architettura e letteratura.
Il cuore del suo intervento è stato il “rovesciamento dello sguardo”: un invito a cambiare prospettiva per comprendere il presente. “Quello che si vede è nutrito da quello che non si vede”: un pensiero che ha attraversato l’intera serata, evocando esempi potenti come le tavole dell’altare della Cattedrale di Cracovia, più ricche sul retro che sul fronte, a ricordare che la parte invisibile custodisce spesso la vera sostanza.
Il confronto tra ieri e oggi ha trovato eco anche nell’arte contemporanea, con il richiamo alla performance “Rovesciare i propri occhi” di Giuseppe Penone, gesto radicale che, attraverso lenti a contatto a specchio, restituisce allo spettatore la propria immagine. Un rimando poetico all’“Infinito” di Giacomo Leopardi: non solo noi guardiamo l’orizzonte, ma è l’universo che guarda noi.
Un passaggio particolarmente intenso ha riguardato la parabola del buon samaritano: “Siamo noi il prossimo per gli altri” e, nel rovesciamento dello sguardo, non siamo il samaritano, ma il moribondo.
Un invito a riconoscere la propria fragilità per riscoprire la responsabilità reciproca.

L’incontro ha rappresentato un momento di grande partecipazione per la comunità, confermando “Resté” come spazio vivo di confronto, in cui l’arte non è ornamento, ma strumento per interrogare il presente e costruire futuro.
Il percorso di "Resté" prosegue giovedì 26 dalle ore 17 presso la RSA La Residenza di Rodello, con le prove aperte del collettivo teatrale PoEM: un momento di condivisione e di processo creativo aperto alla comunità.

L’evento è gratuito; è consigliata la prenotazione tramite il link dedicato per garantire la migliore organizzazione degli spazi e dell’accoglienza.







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