Attenta partecipazione e confronto tecnico approfondito venerdì scorso alla Bottega del Vino di Dogliani per il convegno dedicato agli aggiornamenti sui monitoraggi e sulle sperimentazioni del Comitato intercomunale su Flavescenza dorata e Tignole della vite, con un focus sulle strategie di controllo e prevenzione in vigneto.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i dati più recenti sulla diffusione delle tignole e sull’andamento della Flavescenza dorata in Piemonte, insieme ai risultati delle sperimentazioni in atto: dalla confusione sessuale con diffusori e feromoni fino alle potature verdi su piante sintomatiche e alla confusione vibrazionale per il controllo integrato di Scaphoideus titanus. Ampio spazio è stato dedicato agli aggiornamenti del Settore Fitosanitario regionale e alle strategie previste per il 2026.
"La Flavescenza dorata è una malattia che stiamo in ogni modo cercando di contenere, con risultati importanti – dichiara Maurizio Ribotta, responsabile provinciale del Settore Tecnici in campo di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo –, anche se su alcune varietà la battaglia è più difficile. La situazione è mediamente stabile, ma resta molto precaria e va costantemente attenzionata, soprattutto per le varietà più sensibili, come Barbera, Chardonnay, Moscato e Dolcetto".
Ribotta sottolinea come la gestione territoriale sia un elemento decisivo: "È fondamentale saper intervenire correttamente nei vigneti sintomatici e lavorare in modo coordinato sul territorio. In questi anni è stato fatto tanto, grazie anche al Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, che si conferma efficiente e professionale, in collaborazione con associazioni e tecnici. I bollettini informativi sulla pulizia del territorio, sull’eliminazione delle piante malate e sulla gestione delle aree non agricole, come ferrovie e bordi strada, rappresentano uno strumento prezioso".
Sul fronte delle tignole, l’attenzione si è concentrata in particolare sulla tignoletta, risultata in forte aumento nel 2025, con quattro voli fino a settembre: «La larva carpofaga danneggia il grappolo – osserva Ribotta - e favorisce l’innesco dei marciumi, con danni gravi da luglio in poi, quando l’uva è in maturazione. La confusione sessuale, attraverso dispenser biodegradabili che disorientano i maschi e riducono gli accoppiamenti, sta dando ottimi risultati ed è una tecnica ecosostenibile che va sostenuta».
Per Attilio Pecchenino, coordinatore del Comitato intercomunale e presidente zonale di Cia Mondovì, il lavoro svolto in questi anni rappresenta una base solida su cui proseguire: "Il percorso di prevenzione avviato dal Comitato intercomunale ha dimostrato quanto sia importante fare rete tra Comuni, tecnici e viticoltori. I risultati ottenuti sono frutto di un impegno costante e condiviso. Dobbiamo continuare su questa strada, perché la prevenzione è l’unico strumento davvero efficace contro queste problematiche. Allo stesso tempo è indispensabile rimanere aggiornati sulle nuove tecniche e sui risultati delle sperimentazioni: momenti di confronto come quello di Dogliani sono fondamentali per trasferire conoscenze e rafforzare la consapevolezza degli operatori".
Nello specifico, Pecchenino richiama “l'importanza di effettuare due, tre passaggi all'anno (tra luglio e settembre) per procedere all'esportazione del materiale sintomatico, un’operazione che permette di contenere la diffusione della malattia, insieme ai monitoraggi dell'insetto vettore ed ai dovuti trattamenti”.
Tra i temi più innovativi, la sperimentazione della confusione vibrazionale per il controllo integrato di Scaphoideus titanus: «È una prospettiva molto interessante – aggiunge Pecchenino, promotore del progetto sul territorio – attendiamo di vedere i risultati definitivi, che vanno valutati nel tempo, di anno in anno".
Intanto, il calendario degli incontri dei Progetti pilota territoriali promossi dalla Regione Piemonte in collaborazione con gli organizzatori dei Progetti pilota sul territorio, prosegue il 5 marzo a Trezzo Tinella, il 12 marzo a Nizza Monferrato, il 18 marzo a Canelli, il 20 marzo a Carema e il 27 marzo a Gavi, confermando l’attenzione costante del territorio verso una difesa del vigneto sempre più condivisa e aggiornata.














