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Attualità | 13 febbraio 2026, 06:02

Virus respiratorio sinciziale: "All'ospedale di Verduno numeri in linea con le attese"

Dopo il picco stagionale delle sindromi respiratorie pediatriche, la primaria Ilaria Negro rassicura: "Ridotte le complicanze gravi grazie alla campagna di profilassi”

Ilaria Negro, primaria di pediatria all'ospedale di Verduno

Ilaria Negro, primaria di pediatria all'ospedale di Verduno

Il rumore di fondo è quello delle notizie regionali e dei numeri che provengono da diverse province piemontesi, dei ricoveri pediatrici per forme di insufficienza respiratoria, che riaccendono l’attenzione sul Virus respiratorio sinciziale. Alla Pediatria dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno la stagione invernale 2025-2026 viene descritta come attesa, monitorata, senza scostamenti significativi rispetto all’anno precedente.

“C’è stato il picco delle sindromi respiratorie, come previsto”, chiarisce la primaria Ilaria Negro. “Per quanto riguarda le complicanze in pazienti in età pediatrica, non c’è alcun allarmismo: i casi sono quelli attesi ogni anno, con una riduzione sensibilissima delle forme gravi di bronchiolite”.

Il dato centrale riguarda proprio il Vrs. “Per la nostra Asl, nella stagione in corso, non c’è stato alcun trasferimento in terapia intensiva dovuto al virus respiratorio sinciziale”.

Un elemento che, secondo Negro, non può essere letto senza considerare la campagna di profilassi avviata in Piemonte. “Il Piemonte è stata una delle prime regioni italiane a promuovere una campagna a tappeto. Già dallo scorso anno si è assistito, dai dati preliminari, a una sostanziale assenza di ricoveri in terapia intensiva legati alla bronchiolite da Vrs”.

Non tutti i bambini rientrano nelle indicazioni previste, che dipendono dall’età e dal mese di nascita. L’infezione più impegnativa resta quella che colpisce i lattanti sotto i sei mesi. Nei bambini più grandi il quadro può essere diverso: da un raffreddore a una polmonite, fino in alcuni casi a un’insufficienza respiratoria. “Ma nella maggior parte delle situazioni è gestibile anche in un centro di primo livello come la nostra Pediatria, con supporto di ossigenoterapia ad alti flussi”

Non si registra un aumento anomalo dell’incidenza. “I numeri rispecchiano quelli attesi per la stagione”, sottolinea la primaria. I virus respiratori continuano a circolare, compreso quello influenzale, e nei bambini la circolazione tende a protrarsi più a lungo per la vita in comunità. “Sono gli ultimi a uscire dalla stagione delle infezioni respiratorie”.

Resta centrale, però, l’attenzione domiciliare, soprattutto nei primi mesi di vita. “Il ricorso al pediatra curante e, in caso di necessità, al pronto soccorso è indicato in presenza di difficoltà respiratoria”, spiega Negro. I segnali per cui i genitori devono far visitare tempestivamente i piccoli pazienti sono: febbre non responsiva agli antipiretici, segnali di difficoltà respiratoria come aumento della frequenza respiratoria e rientramenti dovuti all’utilizzo della muscolatura accessoria, tosse dispneizzante, difficoltà di alimentazione. “Meglio un controllo in più, soprattutto nei lattanti”. Il messaggio che arriva da Verduno è lineare: nessuna sottovalutazione, ma nessun allarme. La stagione respiratoria segue l’andamento previsto e, per quanto riguarda il Vrs, si registra una riduzione delle complicanze più severe grazie alla strategia profilattica.

redazione

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