Nuovo intervento dei consiglieri regionaliAlice Ravinale e Giulia Marro del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sulla gestione dei servizi sanitari piemontesi e sul ruolo di Azienda Zero e AMOS, società partecipata della Regione. Al centro della critica, i contratti applicati ai lavoratori e lavoratrici dei servizi esternalizzati.
"È dall’inizio del mandato che denunciamo il fatto che i contratti collettivi applicati nei servizi esternalizzati della sanità piemontese penalizzano lavoratrici e lavoratori – sottolineano Ravinale e Marro –. Il caso di AMOS, che è una società interamente pubblica ma applica il contratto multiservizi e l’AIOP, non rinnovato da otto anni, è emblematico di quello che si dovrebbe evitare: avere lavoro povero e precario nella gestione di servizi pubblici".
Le due esponenti di AVS definiscono “una vera e propria operazione di dumping contrattuale” la prospettiva delineata in Commissione, dove sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali, di Azienda Zero e di AMOS. "Rischia di tradursi – aggiungono – in una progressiva esternalizzazione di attività oggi svolte dal servizio sanitario pubblico e di farlo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici".
Un esempio concreto arriva dal servizio 112, dove «le differenze salariali tra chi lavora con i contratti di AMOS e chi lo fa per il SSR sono superiori al 30% a parità di mansione», come segnalato dai sindacati. Una disparità che, secondo le consigliere, "produce disuguaglianze evidenti e profondamente ingiuste".
Marro e Ravinale ricordano di aver già sollevato la questione «in svariate occasioni» all’assessore Riboldi, e anche all’assessore Marrone per il socio-assistenziale, "ma, come emerso oggi in Commissione, nulla è stato fatto per superare questa vergogna".
Le preoccupazioni riguardano anche il futuro del personale del 118 e dell’emergenza territoriale, "tema più volte rinviato", e l’impostazione generale del progetto, che non prevede "un vero rafforzamento del pubblico attraverso assunzioni dirette".
"Non accetteremo che la riorganizzazione della sanità passi attraverso l’abbassamento dei salari e dei diritti – conclude Giulia Marro –. Difendere la sanità pubblica significa investire nel lavoro pubblico e nella qualità dei servizi".








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