/ Politica

Politica | 09 febbraio 2026, 17:48

Titolo: Marro (AVS): “Sanità pubblica indebolita da esternalizzazioni e contratti penalizzanti, Riboldi dia risposte chiare”

Ravinale e Marro tornano a denunciare in Commissione il modello di Azienda Zero e AMOS: “Si rischia dumping contrattuale e lavoro povero nella gestione dei servizi pubblici”

Giulia Marro

Giulia Marro

Nuovo intervento dei consiglieri regionaliAlice Ravinale e Giulia Marro del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sulla gestione dei servizi sanitari piemontesi e sul ruolo di Azienda Zero e AMOS, società partecipata della Regione. Al centro della critica, i contratti applicati ai lavoratori e lavoratrici dei servizi esternalizzati.

"È dall’inizio del mandato che denunciamo il fatto che i contratti collettivi applicati nei servizi esternalizzati della sanità piemontese penalizzano lavoratrici e lavoratori – sottolineano Ravinale e Marro –. Il caso di AMOS, che è una società interamente pubblica ma applica il contratto multiservizi e l’AIOP, non rinnovato da otto anni, è emblematico di quello che si dovrebbe evitare: avere lavoro povero e precario nella gestione di servizi pubblici".

Le due esponenti di AVS definiscono una vera e propria operazione di dumping contrattuale la prospettiva delineata in Commissione, dove sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali, di Azienda Zero e di AMOS. "Rischia di tradursi – aggiungono – in una progressiva esternalizzazione di attività oggi svolte dal servizio sanitario pubblico e di farlo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici".

Un esempio concreto arriva dal servizio 112, dove «le differenze salariali tra chi lavora con i contratti di AMOS e chi lo fa per il SSR sono superiori al 30% a parità di mansione», come segnalato dai sindacati. Una disparità che, secondo le consigliere, "produce disuguaglianze evidenti e profondamente ingiuste".

Marro e Ravinale ricordano di aver già sollevato la questione «in svariate occasioni» all’assessore Riboldi, e anche all’assessore Marrone per il socio-assistenziale, "ma, come emerso oggi in Commissione, nulla è stato fatto per superare questa vergogna".

Le preoccupazioni riguardano anche il futuro del personale del 118 e dell’emergenza territoriale, "tema più volte rinviato", e l’impostazione generale del progetto, che non prevede "un vero rafforzamento del pubblico attraverso assunzioni dirette".

"Non accetteremo che la riorganizzazione della sanità passi attraverso l’abbassamento dei salari e dei diritti – conclude Giulia Marro –. Difendere la sanità pubblica significa investire nel lavoro pubblico e nella qualità dei servizi".


 

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium